PALERMO. Clamoroso pomeriggio a Palermo, in cui da palazzo D’Orleans il presidente della Regione Siciliana nello Musumeci ha fatto capire (pur senza mai farne menzione diretta) di poter presentare le dimissioni da governatore della Regione. I motivi della sua scelta, a nove mesi dalla scadenza naturale della sua presidenza, sarebbero dovuti alla votazione per i grandi elettori del Quirinale, in cui è arrivato terzo dietro il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè di Forza Italia e Nuccio di Paola, deputato del Movimento 5 stelle e capogruppo da una settimana dei pentastellati all’Assemblea regionale siciliana. Di paola è espressione dell’asse Pd/M5s. I tre “grandi elettori” voteranno tra qualche settimana per l’elezione del presidente della repubblica: Musumeci ha interpretato il suo terzo posto come una “sfiducia” e quindi sta ipotizzando di rassegnare le dimissioni da presidente della Regione Siciliana.

«Non posso non prendere atto dell’esito del voto espresso dall’Aula e del suo significato politico. Se qualche deputato – vile e pavido – si fosse illuso, con la complicità del voto segreto, di aver fatto un dispetto alla mia persona, si dovrà ricredere. Perché il voto di questo pomeriggio – per la gravità del contesto generale – costituisce solo una offesa alle Istituzioni regionali, a prescindere da chi le rappresenta. Nella consapevolezza di avere ottenuto la fiducia del popolo siciliano, adotterò le decisioni che riterrò più giuste e le renderò note entro le prossime ventiquattr’ore».

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