MESSINA. In poco meno di cinquant’anni, dal 1974 al 2020, a Messina sono scomparse nel nulla quasi quattromila persone: una media di ottanta persone l’anno, tra chi deve essere ancora trovato (una netta maggioranza) e chi è tornato a casa.

A riportare il quadro delle sparizioni la 24esima relazione annuale del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse che racconta come tra le 37.866 denunce di scomparsa registrate in Sicilia tra il 1 gennaio 1974 e il 31 dicembre 2020, il 10 % (3.760) provengono dal territorio di Messina. E purtroppo la maggioranza sono minorenni, 2.696 denunce indirizzate alla ricerca di minori di 18 anni. Il resto sono 972 denunce di scomparsa di maggiorenni e 92 a cittadini con età superiore ai 65 anni.

In Sicilia, la città dello Stretto si trova al quinto posto per numero di denunce di scomparsa, tra le nove province siciliane. Il primo posto è occupato da Catania con 8.832 denunce, l’ultimo posto da Enna con 815 denunce.

 Cambia di poco la situazione destinata ai minori. Su 25.528 denunce registrate in tutta l’Isola in 50 anni, 2.377 appartengono alla provincia di Messina. Il quinto valore più alto della regione, superato da Trapani (3.513), Palermo (4.760), Catania (6.007) e Agrigento (3.063). La provincia con il valore più basso è ancora Enna con 521 denunce.

Tra le denunce per scomparsa di minori avvenute nello stesso arco di tempo a Messina, 2.377 ( di 2.696) erano destinate alla ricerca di ragazzi tra i 15 e i 17 anni, 276 tra gli 11 e i 14 anni e 43 tra 0 e 10 anni. In totale i minori scomparsi in 50 anni sono stati 25.528.

Quante denunce hanno portato a ritrovamenti? Su 3.306 denunce di scomparsa registrate in tutta la città metropolitane tra il 1 gennaio 2007 e il 31 dicembre 2020, il 33,5% hanno portato a ritrovamenti. Si parla di 1.109 persone ritrovate e 2.197 ancora da ritrovare.

Messina, insieme a Catania, e Reggio Calabria presenta una differenza sostanziale tra gli italiani scomparsi e gli stranieri scomparsi. Gli ultimi sono molto superiori ai primi. Dati che in realtà, con una differenza minore sono riscontrabili in tutte le città metropolitane, tranne che a Napoli, Bari e Milano, dove la tendenza è in senso opposto e ci la differenza tra italiani e stranieri scomparsi mette al primo posto con rilevanza, i primi.

Messina attualmente si attesta al decimo posto per totale di cittadini scomparsi tra le 14 città metropolitane italiane tra il 2007 e il 2020.

 

Per quanto riguarda invece i cittadini scomparsi senza che della sorte se ne sia saputo più nulla, in tutte le città metropolitane la situazione è più o meno uguale, con un’ampia percentuale di cittadini stranieri ancora da ritrovare, contro una minima parte di Italiani. In questo caso Messina è al quarto posto con 2.123 cittadini stranieri ancora da ritrovare. Prima della città dello stretto solo Catania, Palermo e Roma con rispettivamente 3.682, 2.864 e 2.398 stranieri da ritrovare.

E a livello nazionale? La Sicilia è al secondo posto tra le venti regioni italiane preceduta solo dalla Lombardia che conta 39.848 denunce (link alla classifica). Ultimo posto per la Valle d’Aosta che dal 1974 ha registrato solo 307 denunce.

I motivi della scomparsa di una persona possono essere dei più disparati: possono essere legati a fatti esterni alla sua volontà o a una situazione di disagio che la induce ad allontanarsi senza lasciare informazion, o ancora ailla cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente (qui un articolo di LetteraEmme sui “desaparecidos” burocratici di Messina). A volte la realtà è più cruda: tra gli scomparsi, soprattutto minori o donne, ci sono spesso soggetti vittime di violenza o confronti di minori sensibili (oggetto di violenza, figli di collaboratori di giustizia, contesi, ecc.).

Qui il link a un servizio di segnalazione delle persone scomparse.

 

 

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