MESSINA. Si è tenuta ieri pomeriggio, a Piazza Unione Europea, la manifestazione “Molto più di Zan” organizzata da Liberazione Queer e da Arcigay di Messina, nel corso della quale i promotori hanno ribadito l’importanza di una legge contro l’omobitransfobia a pochi giorni di distanza dalla bocciatura da parte del Senato del Ddl Zan.

«Noi non ci sentiamo sconfitti. Ci sentiamo più rafforzati e continueremo a lottare affinché nessuna persona appartenente al mondo Lgbtq+ possa essere più discriminata per il suo orientamento sessuale o per la propria identità di genere», ha commentato il presidente di Arcigay Rosario Duca durante il suo intervento, nel corso del quale si è scagliato contro i “154 traditori” che hanno affossato il disegno di legge a Palazzo Madama: «È stata una porcata determinata da scopi politici. Sulla vita delle persone non si tratta».

 

 

A prendere parte alla manifestazione sono stati circa duecento cittadini, fra cui tanti giovani e giovanissimi, che si sono uniti all’appello lanciato dalle organizzazioni e sono scesi in piazza brandendo manifesti, striscioni e cartelli arcobaleno, per ribadire che “L’odio non è un diritto”, come recita uno degli slogan. Presenti anche vari esponenti politici di Pd, Più Europa, Potere al Popolo, Rifondazione Comunista e Volt, oltre all’Unione degli Universitari e alla Rete degli Studenti Medi, sostenute dalla Cgil, che hanno acceso i riflettori sulle problematiche relative al mondo scolastico e universitario, strettamente legate alla tutela dei diritti civili.

«La nostra vita non può dipendere dalla decisione di un organo composto per la maggioranza da persone cisgender, etero, bianche, abili e neurotipiche – dichiara Giovanna Letizia, militante di Liberazione Queer – Questa legge è stata trattata ancora una volta come un campo partitico, quasi fossimo in mezzo a uno stadio di ultras. Le nostre vite sono state viste come strumenti per effettuare torti a un partito, oltre che come minacce alla famiglia tradizionale e ai bambini».

Giovanna Letizia

 Giovanna Letizia (Liberazione Queer) nell’intervento di apertura

E proprio il ruolo svolto dalla politica e dai vari partiti è stato uno degli argomenti più dibattuti nel corso della manifestazione: «Le uniche bandiere, gli unici simboli e le uniche parole qui ammesse sono quelle della nostra comunità. […] Dove sarebbe la famosa “maggioranza silenziosa” che sarebbe tanto disposta a “tollerarci”, e spesso citata dai moderati e dalla cosiddetta sinistra? Se questa famosa maggioranza fosse veramente disposta a difenderci, perché rimane ancora silenziosa? Abbiamo visto bene come, tra gli scroscianti applausi lieti per l’affossamento della legge, gli altri 131 siano per lo più rimasti a guardare. La verità è che il vero nemico della liberazione queer è tanto nei fascisti quanto nei moderati».

Ad intervenire in piazza anche Palmira Mancuso (Più Europa) e Alessandro Russo (PD), che si è soffermato sulle iniziative intraprese a livello comunale, con specifico riferimento all’approvazione di una delibera a sostegno del Ddl Zan, votata all’unanimità dal Consiglio comunale a novembre del 2020.

 

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