Dalla moda alla cosmesi botanica, da Milano alla Sicilia: quella di Mary Serah Koroma è una storia di cambiamenti, passioni e nuove scelte. Originaria della Sierra Leone, è arrivata in Italia nei primi anni ‘90 e ha vissuto per quasi 33 anni a Milano, dove ha lavorato come stilista e sarta. Poi la decisione di voltare pagina, l’innamorarsi della città di Messina e la scelta di trasferirsi ad Alì Terme, alla ricerca del mare e di un ritmo di vita lento. Una scelta che le ha dato anche l’occasione di riscoprire e trasformare in un lavoro una passione che porta con sé fin dall’infanzia: quella per la preparazione di prodotti naturali per la cura della pelle, legata alle tradizioni della sua famiglia, da sempre attenta alla medicina naturale, e agli insegnamenti della nonna. Così dopo un percorso di studi in cosmetica botanica, Mary ha fondato Nabes – Natural Best Solution, un brand indipendente con cui realizza saponi, oli, maschere, creme e altri prodotti formulati con ingredienti di origine naturale. Nei suoi prodotti, profumati e avvolgenti, convivono le conoscenze acquisite con lo studio, le sue radici e la voglia di valorizzare le risorse del territorio siciliano, dai fichi d’India al rosmarino, fino agli agrumi passando per la canapa. Un progetto giovane e positivo, nato dalla scelta di cambiare vita e dalla convinzione che la natura abbia ancora molto da insegnarci sul modo di prenderci cura di noi stessi. Una nuova avventura imprenditoriale che Mary porta avanti con entusiasmo, mentre continua a scoprire e valorizzare una terra nella quale, come racconta, ha finalmente trovato quella tranquillità che cercava da tempo.
Come’ è nata la tua passione per i prodotti naturali e per la cosmesi botanica?
“La mia passione nasce dalle tradizioni della mia famiglia in Sierra Leone: mia nonna preparava saponi artigianali e utilizzava ingredienti naturali per la cura della pelle. Sono cresciuta con questi insegnamenti e, inizialmente, ho realizzato prodotti cosmetici per uso personale. Quando ho deciso di lasciare il mondo della moda, ho scelto di trasformare questa passione in una professione, studiando cosmetica botanica per due anni e mezzo presso una scuola inglese. Credo nel valore della natura e nella possibilità di unire le antiche tradizioni alle conoscenze scientifiche per creare prodotti delicati e rispettosi della pelle.”
Quando e come nasce Nabes?
“Ho cominciato con le saponette, poi ho deciso di approfondire le mie conoscenze frequentando una scuola inglese specializzata in cosmetica botanica per due anni e mezzo. Il brand Nabes è nato circa un anno e mezzo fa, quando ho deciso di dare un’identità precisa al mio progetto. Volevo un nome che richiamasse la natura. Natural Best Solution era troppo lungo, così, con l’aiuto di un amico, abbiamo trovato l’abbreviazione Nabes”
Qual è la filosofia del brand?
“Il mio obiettivo è formulare cosmetici utilizzando ingredienti di origine naturale, scegliendo le materie prime e studiando attentamente le combinazioni. Non mi interessa vendere un nome o una promessa: voglio che siano le persone a provare i prodotti, trovarsi bene e tornare ad acquistarli.”
Perché hai scelto proprio la cosmesi botanica?
“Perché credo che la natura ci offra moltissime risorse e che spesso ce ne dimentichiamo. Sono cresciuta con le preparazioni tradizionali della mia famiglia e ho sempre avuto un rapporto particolare con gli ingredienti naturali. Quando ho lasciato la moda, ho voluto recuperare questa parte della mia storia, approfondendola attraverso lo studio. Ho scelto una formulazione botanica perché preferisco utilizzare ingredienti delicati ed evitare, quando non necessari, quelli che possono risultare aggressivi sulla pelle o contenere conservanti ed additivi chimici.”
Quali sono i benefici di utilizzare cosmetici formulati con ingredienti di origine naturale?
“Per me è importante perché sono ingredienti che possono contribuire a prendersi cura della pelle attraverso l’idratazione, il nutrimento e la protezione della barriera cutanea. La pelle va trattata con delicatezza e costanza. Non bisogna però pensare che naturale significhi automaticamente adatto a tutti: anche gli ingredienti vegetali possono provocare reazioni allergiche. Per questo consiglio sempre di leggere le etichette e fare un patch test prima dell’utilizzo.”
Quanto è importante riscoprire il legame con gli ingredienti naturali?
“Credo che i prodotti naturali siano più affini al nostro organismo, perché derivano da elementi che fanno parte della natura e con cui l’essere umano ha sempre avuto un rapporto. Possono essere degli importanti alleati nella cura della pelle e del corpo, ma il benessere non dipende soltanto da ciò che applichiamo esternamente. È fondamentale anche quello che mangiamo: bisogna nutrirsi bene, scegliere un’alimentazione sana e prendersi cura di sé a 360 gradi. La bellezza e il benessere, secondo me, partono proprio da questo equilibrio tra interno ed esterno.”
Quali sono gli ingredienti che ami maggiormente utilizzare e quali proprietà hanno?
“Ne uso tantissimi. Uno dei miei preferiti è l’olio di jojoba, perché ha una composizione molto simile a quella del sebo cutaneo. È emolliente, aiuta a mantenere la pelle morbida ed è adatto a diverse tipologie di pelle. Utilizzo molto anche l’olio di canapa, ricco di proteine e di acidi grassi essenziali, tra cui omega 3 e omega 6, preziosi per il benessere della barriera cutanea. Un altro ingrediente che apprezzo è l’olivello spinoso, ricco di componenti lipidiche e antiossidanti, interessante per le formulazioni dedicate alla pelle secca e disidratata».
Quali sono i tre prodotti che rappresentano maggiormente Nabes?
“Direi sicuramente l’ olio siero per viso e collo, l’olio per capelli e le saponette. L’ olio siero viso e collo contiene diversi oli vegetali, tra cui quello di semi di kiwi, apprezzato per la presenza di acidi grassi e componenti antiossidanti. È pensato per nutrire la pelle senza appesantirla. La saponetta al rosmarino e canapa, invece, è una delle novità più richieste: contiene olio di canapa e polvere di rosmarino e offre anche un’azione esfoliante delicata. Infine c’è l’olio per capelli, una formulazione con rosmarino, canapa, ricino e altri ingredienti vegetali, pensata per nutrire e ammorbidire i capelli, facilitando anche la districabilità, soprattutto di quelli ricci.”

Quali altre tipologie di prodotti realizzi?
“Oli-siero per il corpo, balsami labbra in diverse formulazioni, creme corpo e una crema viso con estratto di fico d’India. Shampoo solidi, maschere, burro corpo e gli oli profumati da applicare sui polsi, i cosiddetti roll-on. Ho realizzato anche dei ciondoli profumati nei quali si possono inserire alcune gocce di olio essenziale.”
Una particolarità della tua linea sono le maschere viso in polvere. Perché hai scelto questa formulazione?
“È una scelta legata alla mia filosofia di formulazione. Volevo evitare l’utilizzo di alcuni conservanti, come quelli che si usano nelle maschere già pronte, che non ritenevo adatti alla mia linea, così ho scelto di proporle in polvere, da preparare al momento dell’utilizzo. In questo modo non serve aggiungere conservanti al prodotto secco.”
Come funzionano e quali ingredienti contengono?
“Ho realizzato principalmente due varianti. Una contiene argilla verde, farina d’avena, rosmarino e moringa ed è pensata soprattutto per le pelli grasse, perché aiuta ad assorbire il sebo in eccesso e a purificare. L’altra contiene argilla rossa ed è indicata per pelli normali, miste o più delicate. Per utilizzarle basta mettere un cucchiaio di polvere in una ciotolina, aggiungere acqua o un idrolato, come quello di rosa, e mescolare fino a ottenere una pasta. Si applica sul viso, si lascia agire per circa 10-15 minuti e poi si risciacqua.”
Quanto contano le materie prime siciliane nella tua produzione?
“Moltissimo. Credo che la Sicilia abbia un patrimonio naturale straordinario e che alcuni ingredienti debbano essere valorizzati maggiormente. Utilizzo il rosmarino, gli agrumi e il fico d’India, ma sto cercando di ampliare sempre di più la ricerca di materie prime locali. Ho realizzato anche degli idrolati, cioè acque aromatiche ottenute attraverso la distillazione di piante e fiori. Una delle mie preparazioni si chiama Rugiada di Sicilia e raccoglie diversi idrolati realizzati con piante del territorio».
Il fico d’India è uno degli ingredienti siciliani che stai approfondendo. Quali proprietà ti hanno colpita?
“È un ingrediente molto interessante. Il gel ricavato dalla pianta è ricco di mucillagini e polifenoli, componenti apprezzati in cosmetica per le loro proprietà idratanti e lenitive. Nella tradizione contadina veniva utilizzato anche per dare sollievo alla pelle. Sto lavorando proprio su questo ingrediente e ho realizzato una nuova crema viso con estratto di fico d’India, che ho inviato in laboratorio per le analisi e che ha superato i test effettuati.”
Come scegli e reperisci le materie prime? Realizzi anche alcune estrazioni direttamente nel tuo laboratorio?
“Per alcune preparazioni utilizzo una piccola pressa con cui estraggo a freddo oli da semi, come quelli di canapa e mandorla. Per il resto acquisto le materie prime da fornitori qualificati, che devono fornire la documentazione richiesta dalla normativa europea. Utilizzo diversi oli vegetali, come jojoba, cocco, kiwi e olivello spinoso, oltre a estratti di fiori e piante come lavanda, salvia e rosmarino.”
Hai realizzato anche collaborazioni con realtà del territorio?
“Sì, una delle collaborazioni più belle è quella con l’ Azienda Agricola Villarè. Loro coltivano la maracujà e mi hanno fornito l’estratto della pianta, che ho utilizzato per realizzare una saponetta. Mi piace molto l’idea di collaborare con le realtà locali, perché permette di valorizzare quello che il territorio produce e creare qualcosa insieme. Partecipo con piacere anche a diverse manifestazioni come solitamente il Messina Vinyl Fest o Natale a Teatro quando posso.”
Come ha risposto il pubblico alla tua proposta di cosmesi naturale?
“All’inizio ho incontrato un po’ di diffidenza, soprattutto perché Nabes era un marchio nuovo e le persone non mi conoscevano. Siamo abituati ad acquistare prodotti di aziende già affermate e cambiare abitudini non è sempre facile. Però la mia filosofia è semplice: voglio che le persone provino i prodotti. Se si trovano bene, tornano. Non voglio vendere qualcosa soltanto attraverso la pubblicità, preferisco metterci la faccia e lasciare che sia la qualità del lavoro a parlare».
Nabes è una realtà che porti avanti quasi interamente da sola. Chi ti aiuta in questo percorso e dove si possono acquistare i prodotti?
“Sono io a occuparmi della produzione e delle formulazioni, mentre Roi Orlando mi dà un grande supporto nella parte amministrativa e burocratica. È una collaborazione importante. Per quanto riguarda la vendita, sto cercando di ampliare i punti vendita A Messina i prodotti sono disponibili presso la Parafarmacia Fhytosophya, sul viale Europa, e c’è anche una libreria a Catania che ha iniziato a distribuirli. Collaboro inoltre con l’associazione milanese Progetto Più, che ogni anno acquista i miei prodotti per le iniziative natalizie di raccolta fondi. Vendo anche direttamente a chi mi viene a trovare in laboratorio e spedisco in diverse città italiane grazie al sito con lo shop online che sto perfezionando. Sto lavorando per sviluppare ulteriormente la distribuzione».
Come mai hai scelto proprio Alì Terme e la provincia di Messina?
“Mi sono innamorata di Messina e di questa zona. Cercavo il mare, la tranquillità e un modo di vivere diverso da quello milanese. Alì Terme mi è sembrata una località a misura d’uomo: piccola, certo, ma con una qualità della vita che cercavo da tempo. Ho due figli, uno vive a Milano e l’altro a Zurigo, e volevo comunque restare in Italia, non troppo lontana da loro. Dopo diversi anni di viaggi avanti e indietro ho capito che era il posto giusto.”
Come ti trovi oggi in questo territorio e che idea ti sei fatta di Messina?
“Messina è una città particolare, quasi magica. Secondo me i messinesi non si rendono conto fino in fondo di quanto sia bella e di quante cose possa offrire. Ha una storia importante, luoghi interessanti e un potenziale turistico che andrebbe valorizzato maggiormente. Anche Alì Terme mi piace molto: d’estate c’è movimento, mentre d’inverno è più tranquilla. Dal punto di vista umano ho trovato persone che si relazionano attraverso piccoli gesti, come i vicini che ti portano limone, arance o qualche prodotto del loro orto. Sono cose che apprezzo. Qui si vive con ritmi diversi, c’è il mare, ci sono le terme e ho ritrovato quella tranquillità di cui avevo bisogno.”
Nel tuo progetto ed in quello che fai la città di Messina e la sua provincia ti ha più aiutata o ostacolata?
“Sono ancora all’inizio e non mi sento di dare un giudizio definitivo. Ho notato curiosità, ma anche un po’ di diffidenza iniziale. Quando ho deciso di avviare l’attività ad Alì Terme, qualcuno mi diceva che non avrei lavorato e che avrei chiuso presto. Io, però, avevo un progetto più ampio: non volevo vendere soltanto nel mio paese, ma raggiungere anche negozi e altri territori. Piano piano le persone stanno iniziando a conoscere i prodotti e molte tornano ad acquistarli, quindi direi che sta andando bene. Ci vuole tempo e bisogna avere pazienza.”
Qual è il tuo P.S. (Post Scriptum)?
“Sono nata in Sierra Leone e quasi 35 anni fa sono arrivata in Italia seguendo l’amore. Da due anni e mezzo vivo ad Alì Terme, in provincia di Messina. In tanti mi chiedono come mai abbia lasciato Milano per trasferirmi qui. La mia risposta è semplice. Qui ho trovato un posto dove fare un lavoro che mi fa stare bene e condividere con gli altri quello che imparo. Credo nelle persone e nella ricchezza che nasce quando ci raccontiamo quello che sappiamo e quello che abbiamo vissuto. È anche così che in Sicilia ho messo altre radici. Quando lavoro con il fico d’India e con le altre piante di questo territorio, mi piace osservarle e studiare quello che possono offrirci. In laboratorio faccio una prova, a volte sbaglio, poi ci riprovo. E quando trovo una soluzione, la parte più bella per me è poterla condividere. Se c’è qualcosa che vorresti fare da tempo, il mio consiglio è di cominciare con quello che hai già tra le mani. Io ho imparato tante cose proprio così, un piccolo passo alla volta.”




