MESSINA. Dieci giorni per rimettersi in carreggiata, e riuscire ad assicurare che per strada, ammonticchiati sui marciapiedi, non ci siano più sacchetti della spazzatura. La task force di Messinambiente, guidata da Natale Cucè, è riuscita intanto nel compito di assicurare la pulizia attorno ai cassonetti, senza spazzatura: compito apparente semplice, che non dovrebbe essere nemmeno oggetto di “task force”, ma che invece è stato un miraggio per due mesi abbondanti.

 E quindi c’è riuscita, a rendere Messina un po’ più pulita, ma in un’impresa la task force ha fallito: far sparire quella metà di un serbatoio di plastica per uso domestico che da un mese esatto troneggia accanto ad un contenitore della differenziata per la plastica all’inizio di corso Cavour, qualche metro dopo l’incrocio con viale Boccetta. 

Qualche mano ignota, il 13 giugno, ha tagliato in due un serbatoio dell’acqua e lo ha lasciato accanto al cassonetto della differenziata. E lì è rimasto fino ad oggi. Attraverso un po’ di passaggi.

13 giugno

 

 

Le due metà del serbatoio, sono state gettate nella notte del 13 giugno, e nonostante la spazzatura in quel cassonetto la si raccolga ogni notte (un miraggio, per il periodo, in pressochè tutte le altre zone della città), restano al loro posto, anche dopo una settimana. Solo, invece che addossata al cassonetto, la plastica azzurra è migrata di un metro e mezzo attraverso il marciapiede, affiancata adesso all’aiuola che dà sulla fontana della Pigna. E’ il 20 giugno.

20 giugno

 

 

Passano due giorni, e accade qualcosa. Metà del serbatoio viene portata via, lasciando l’altra sola e abbandonata. La speranza, ragionevole, che qualcuno venga a recuperare anche il pezzo superstite, ben presto si spegne. E’ il 22 giugno.

22 giugno

 

 

Nel frattempo, la città subisce una prova di forza non dichiarata, ma palese nei fatti, dei lavoratori di Messinambiente, che pressano per l’approvazione della delibera di MessinaServizi bene Comune, che garantirebbe loro il riassorbimento dopo la chiusura definitiva della partecipata. La perdurante crisi dei rifiuti in città si legge solo così, non essendoci ragioni “strutturali” per le quali la spazzatura non debba essere raccolta. In aula, al termine di mesi di teatrino, la delibera viene approvata, in tarda serata del 23 giugno. Poteva essere la volta buona per il serbatoio, che qualcuno lo raccogliesse. Niente da fare. E’ il 24 giugno, metà serbatoio giace lì da dieci giorni.

24 giugno

 

 

L’unica cosa che cambia, nella vicenda serbatoio, è che qualcuno nottetempo lo sposta. Probabilmente gli stessi dipendenti di Messinambiente, perché il contenitore della plastica dal coperchio giallo viene svuotato quasi con regolarità. Il plasticone azzurro no. Spostato, rispostato, addossato ai cassonetti, ma raccolto mai. Per due settimane. E’ il 28 giugno.

28 giugno

 

 

Per Messinambiente, dato che MessinaServizi, benchè costituita, è lungi dal poter operare, arriva una proroga “per motivi ambientali”, come si legge nell’ordinanza sindacale: arriva giusto alla vigilia della presentazione della proposta di concordato per evitare il fallimento di Messinambiente. Il serbatoio gira, ruota, trasla, ma è sempre lì. Indisturbato. E’ il 30 giugno: oltre mezzo mese dopo essere stato gettato.

30 giugno

 

 

Entra in azione la task force, e i risultati sono tangibili alla vista, ma soprattutto all’olfatto: la spazzatura intorno ai cassonetti viene raccolta, anche quella “vagante”, e il colpo d’occhio è quello di punti di raccolta ordinati e cassonetti che non sembrano discariche. Incredibilmente, al repulisti generale, resiste ancora una volta il mezzo serbatoio, che forse per una precisa scelta filologica, viene messo nella stessa, primigenia posizione che aveva il 13 giugno, quando fu piazzato accanto ai cassonetti. E’ il 9 luglio.

9 luglio

 

 

Ovviamente, anche gli sforzi supplementari della task force non riescono a far cambiare abitudini ai messinesi, che di gettare spazzatura fuori dai cassonetti, o metterci rifiuti che dovrebbero essere smaltiti in altra maniera, paiono sempre riuscire ad inventare nuovi modi. Per quattro giorni, il mezzo serbatoio di plastica azzurra non viene toccato, e resta nella stessa posizione. Forse perché qualcuno lo ha vincolato mettendoci sopra un bancale. E per non rovinare l’equilibrio di proporzioni quasi auree, per non sbagliare nno si porta via nè bancale nè serbatoio. Che, nel frattempo, compie un mese di residenza in corso Cavour. E’ il 13 luglio: la metà di un serbatoio è lì da trenta giorni esatti.

13 luglio

 

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