MESSINA. La spazzatura accumulata fuori dai cassonetti degli ultimi giorni? “Una sovrapposizione di date con i festivi”. I rifiuti ingombranti depositati ad ogni angolo di strada e tolti dopo settimane? “Il controllo del territorio che oggi è minimo”. I sacchetti abbandonati lì dove una volta c’erano i cassonetti? “Il porta a porta che ha messo a dura prova anche noi, mettendo in sofferenza i servizi”.

Messina farà anche schifo e sarà più sporca più del solito, ma Messinambiente a fare da capro espiatorio non ci sta. Ci sono volute due ore di riunione tecnica all’assessorato all’Ambiente del Comune di Messina, ma forse, forse, se ne è venuti a capo. Seduti attorno ad un tavolo, l’assessore Daniele Ialacqua, il commissario liquidatore della partecipata Giovanni Calabrò, e sette tra dirigenti e funzionari dell’azienda. In cerca di soluzioni.

“Abbiamo guardato tutti i servizi, studiato le criticità attraverso segnalazioni e sopralluoghi, si è risposto con le criticità di contesto: troppa illegalità, mancata ordinanza del divieto di conferimento il sabato, mancato rispetto degli orari in cui gettare la spazzatura, commercianti che buttano di tutto e ad ogni ora, operatori di mercati lasciano uno schifo e scaricano materiale vietato. Problemi che abbiamo sempre avuto, ma che negli ultimi mesi sembrano aumentati”, ha spiegato uno sconsolato Ialacqua.

Soluzioni? “A maggio sarà rafforzato il servizio, il Comune interverrà con operazioni di sensibilizzazioni su cittadinanza e sulle categorie precise, e saranno sguinzagliati i vigili per sanzionare i comportamenti illeciti. Immediatamente dovremo procedere con un giro di vite nei mercati e con la collocazione delle telecamere. Ogni settimana si verificherà settore per settore, e si vedrà che risultati sono stati ottenuti”, annuncia l’assessore. “Speriamo che il rischio di ricevere multe fino a 500 euro funzioni”, ha concluso. Un deterrente che fino ad oggi non ha funzionato, pare.

Poco prima, ad inizio mattinata, all’autocentro di via Salandra, Giovanni Calabrò aveva convocato un’assemblea con il personale di Messinambiente. “Tutti i dipendenti sono invitati alla partecipazione”, scriveva ieri il liquidatore, inoltrando la missiva ai cinquecento lavoratori della partecipata, con la sorpresa di Daniele Ialacqua, che apprendeva della convocazione del personale solo in via ufficiosa. “Non ho idea di cosa sia, ne di cosa si parlerà”, aveva candidamente ammesso l’assessore all’Ambiente durante la seduta di consiglio comunale di ieri.

Anche il tono della lettera, da parte di Calabrò, sembrava quello delle “decisioni irrevocabili”. Cosa si sono detti il liquidatore e i dipendenti? Niente di nuovo. Da parte dell’attuale numero uno di Messinambiente, però, c’è stata una “chiamata alle armi”. In azienda ci sono delle faide, ha spiegato Giovanni Calabrò, delle lotte delle quali a farne le spese sono i cittadini, che subiscono i disagi di un servizio a singhiozzo e quasi mai soddisfacente, ma anche i lavoratori stessi, oggi più che mai sulla graticola e in procinto di trasferirsi a MessinaServizi Bene Comune, partecipata che prenderà il posto di Messinambiente senza ereditarne, si spera, i fardelli ed i problemi. La sintesi, secondo il liquidatore, è che bisogna dare di più, soprattutto in questo momento.

Un sassolino, però, Calabrò se lo è tolto, raccontando all’assemblea lo scontento che per adesso permea i rapporti tra partecipata e amministrazione comunale, e viceversa la sintonia d’intenti che si era raggiunta col precedente assessore al bilancio, Luca Eller. Sintonia che oggi, nelle parole del commissario liquidatore, si fatica a ritrovare.

 

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