MESSINA. La settimana di protesta studentesca non sembra terminare: dopo la manifestazione presso il terminal dell’Annunziata e vari eventi per il 17 novembre (giornata dello studente), questa mattina studenti delle scuole superiori e universitari sono scesi nuovamente in piazza per protestare riguardo «la scarsa attenzione del Governo Draghi rispetto alla tematica dell’istruzione e ricerca all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e l’attuale legge di bilancio». Presenti, anche, le singole istanze delle scuole superiori.

A differenza di quanto avvenuto negli ultimi due anni, la manifestazione degli studenti indetta dalla Rete degli Studenti Medi, dall’Unione degli Universitari (UDU) e dai rappresentanti scolastici messinesi ha visto una maggiore partecipazione. Secondo l’UDU ci sarebbero stati circa due mila studenti a Piazza Unione Europea. La protesta, infatti, ha visto partecipare la maggior parte delle scuole superiori messinesi e non solo: presente anche una delegazione di circa cinquanta liceali delle scuole milazzesi del “Impallomeni” e del “Da Vinci”.

Fra le proteste, anche quella degli studenti dell’Istituto tecnico nautico “Caio Duilio”, che hanno manifestato «perché ci vogliono spostare in un altro istituto, nonostante abbiamo ventuno aule libere ma ancora non a norma – spiega Riccardo Basile, rappresentante scolastico della scuola – Siamo circa 900 alunni divisi in tre plessi e abbiamo aule occupate da altre scuole. Ci vogliono spostare a Giostra nonostante più del 40% degli alunni viaggiano». In realtà, la situazione che vede protagonisti gli alunni del Nautico aspetta di essere risolta dalla Città Metropolitana, che ha individuato un immobile in via Santa Cecilia, quindi in centro e non troppo distante dal plesso centrale, da affittare per spostare parte delle classi dell’Istituto, attualmente occupanti un’area dell’Istituto Verona Trento, anche questo in carenza di aule (qui la vicenda). L’ipotesi Giostra, quindi, era già stata scartata a favore di questa, accolta positivamente anche dalla preside del Nautico.

«La situazione delle scuole messinesi è precaria da anni, e la pandemia ne ha aggravato le condizioni – ha dichiarato Francesco Gitto, coordinatore della Rete degli Studenti Medi – Dal PNRR ci aspettavamo una maggiore attenzione verso le scuole, soprattutto del Meridione, che non c’è stata. A questo si aggiungono le grandissime mancanze della città metropolitana negli ultimi anni.»

In piazza anche una delegazione di circa venti studenti universitari dell’UDU: «Come per la scuola, sono mancati investimenti anche sull’università, la legge di bilancio ci dà zero spazio, servirebbero 17 miliardi per investire in una Università gratuita e a misura di studente – asserisce la coordinatrice del sindacato universitario, Alice Borgia – Ci mobilitiamo dall’inizio dell’anno per gridare che l’Italia non è un Paese per giovani. Questo non è il Paese che vogliamo, questa non è la città che vogliamo. Il futuro è nostro: ripartiamo da Zero. È per questo che abbiamo deciso di scendere in piazza stamattina».

Oltre alle rivendicazioni legate strettamente al diritto allo studio, non sono mancati cartelloni e slogan riferenti al movimento globale di Friday For Future.

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