MESSINA. “Disponibilità immediata di almeno diciannove unità di personale, di cui tre dirigenti”. la richiesta viene da Claudio Cipollini, direttore generale dell’Amam, l’azienda che gestisce le risorse idriche di Messina. Anche perchè, durante il 2017 la partecipata ha dovuto fare a meno di cinque dipendenti. Cosa serve all’Amam, in termini di personale?

L’azienda aveva, al 31 dicembre, 67 dipendenti, 16 dei quali a tempo determinato, “nettamente inferiore alla media nazionale di 116-140 unità”, scrive Cipollini. Una prima tranche di assunzioni consisterà in tre dirigenti, tra cui il direttore tecnico, e dieci tra impiegati ed operai. Come avverranno le assunzioni?

Per i dirigenti, dato che le risorse ammontano a 152mila euro, contro i 285mila euro che sarebbero necessari, si ricorrerà alla mobilità interaziendale tra le partecipate (“permessa fino al 31 dicembre 2017”, specifica Cipollini). Il primo ad arrivare è stato, qualche settimana fa, Natale Cucè, direttore operativo di Messinambiente e oggi direttore tecnico dell’Amam.

Anche per quanto riguarda i dieci operai si procederà con la mobilità aziendale, “stante le potenzialità risultanti in via preliminare e informale presso le partecipate del Comune”, anche se in questo caso la copertura finanziaria è garantita da risorse per 382mila euro, superiori di qualche migliaio di euro rispetto al fabbisogno di 375mila euro.

Per il 2018, invece, Cipollini ipotizza si possa attuare un vero e proprio piano di assunzioni, determinato da 250mila euro di risparmi da pensionamenti, e da “una sensibile riduzione dei costi di struttura e di gestione” per tre milioni di euro, derivanti dall’uscita della “salvaguardia”, in conseguenza delle transazioni con i creditori Enel ed Heracomm , da un incremento nel recupero crediti, una riduzione dei costi di manutenzione della rete ed un maggiore efficientamento aziendale “derivante dall’entrata del personale”

L’urgenza di assumere personale, spiega Cipollini, è determinata da mancanza di risorse dirigenziali specialistiche nelle aree tecnica, amministrativa ed investimenti, “essenziali e vitali per condurre e dotare l’azienda di competenze adeguate. Mancano anche le figure di riferimento che possano “dare riscontro agli adempimenti amministrativi”, sia quelle tecniche che possono assicurare migliori prestazioni di reti ed impianti, e soprattutto “una forte attenuazione dei rischi di mancanza d’acqua e di inquinamento”.

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