MESSINA. 

Nel 2024 (anno d’imposta, cioè le dichiarazioni presentate nel 2025) i contribuenti Irpef di Messina sono 134.747, circa 61 ogni cento residenti, e dichiarano in media 23.787 euro a testa. È il 5,3% in meno della media nazionale ma il 19,2% in più di quella siciliana. Un dato che colloca la città dello Stretto al secondo posto tra i capoluoghi dell’isola, subito dietro Palermo. Il confronto con le grandi città italiane è meno lusinghiero: tra le tredici considerate Messina è dodicesima, con un reddito pari a circa il 59% di quello di Milano.

A pesare è soprattutto la struttura del reddito. Le pensioni valgono il 37,7% del reddito complessivo, la quota più alta tra le tredici grandi città, e ogni cento lavoratori dipendenti ci sono quasi 68 pensionati, un rapporto che resta il più alto anche se in dieci anni è sceso (era 80).

Il lavoro dipendente, invece, rende meno che altrove: 21.984 euro in media, tra gli ultimi posti della classifica. Rispetto al 2015 sono diminuiti molto anche i contribuenti con redditi da lavoro autonomo (-46,7%) e da impresa (-37,1%), un calo che in parte può dipendere da modifiche del regime fiscale.

La distribuzione dei redditi racconta una città più vicina alla media italiana che a quella siciliana, ma con poca ricchezza ai vertici: i contribuenti sopra i 55mila euro sono il 6,4%, la quota più bassa tra le grandi città, mentre il 38,4% dichiara meno di 15mila euro l’anno. Più di uno su quattro (26,8%) non arriva a 10mila, cioè a circa 830 euro lordi al mese.

Ci sono differenze sostanziali anche all’interno della città: tra le zone con almeno mille contribuenti, identificate dal codice postale, il reddito medio dichiarato va da 16.494 a 31.916 euro, quasi il doppio.

Pochissimi, infine, i “paperoni”: solo l’1% dei contribuenti dichiara più di 120mila euro, concentrando però il 7,1% del reddito complessivo.

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