MESSINA. La città si è stretta intorno alla famiglia di Mauro Amendolia, il pilota morto venerdi scorso in un incidente durante una prova speciale del rally Targa Florio, in cui la figlia Gemma Amendolia, che gli faceva da navigatrice, è rimasta ferita in modo molto grave e si trova oggi in coma, ricoverata all’ospedale di Palermo.

I funerali sono stati celebrati nella cattedrale del Duomo, dal sacerdote di Giampilieri, Alessandro De Gregorio, cugino di Amendolia. “Ha amato la sua passione, c’ha messo tutto, forze, energie, cuore. Mauro ha amato fino a dare se stesso, fino a donare tutto se stesso”: con queste parole De Gregorio si è rivolto, soprattutto alla moglie, “La donna della sua vita che ha amato dal primo istante”, e alle figlie, “I suoi più grandi doni, le due tre figlie per le quali ha dato tutto se stesso”.

Fuori dalla cattedrale, alcune auto sulle quali Mauro aveva corso, tra le quali la Fiat Punto super 1600 con la quale lo scorso anno, alla centesima edizione della targa Florio, aveva vinto la sua categoria. La stessa gara che, una settimana fa, gli è stata fatale. Dentro i vigili del fuoco schierati in prima fila e a protezione del feretro: Amendolia era infatti volontario del corpo.

Nel frattempo, in segno di lutto, è stato annullato il diciannovesimo Rally dei Nebrodi. La data di rinvio della manifestazione non è ancora stata comunicata. “Vi chiedo di continuare ad organizzare rally, ogni volta che una macchina correrà lì ci sarà mio padre”, ha chiesto agli amici e sportivi accorsi in chiesa, la figlia di Mauro, Valentina Amendolia. Parole toccanti quelle di Valentina che ha concluso promettendo che si faranno forza per Gemma: “Io e le mie sorelle siamo orgogliose di essere le figlie di Mauro Amendolia”, ha poi concluso. Queste, invece, le parole di Luca Costantino, uno degli organizzatori: “Non posso rimanere immobile davanti alla perdita di un caro amico … Non mi sento ancora pronto a girare pagina e ricominciare… troppo presto.. Ero troppo legato a Mauro Amendolia, mi trattava come un figlio, e c’è un rapporto che mi lega alla sua famiglia. Fino al giorno prima eravamo entusiasti parlando del rally dei Nebrodi e lui mi aveva già confermato la sua presenza. Non sono dello stato d’animo giusto e credo nemmeno molti piloti ed addetti ai lavori. Sicuramente lui questo non lo avrebbe mai voluto perché lui amava questo sport però io adesso ho un vuoto incolmabile pensando a lui e non avrei la lucidità e la serenità per affrontare un grande impegno che richiede l’organizzazione di una gara.
E c’è la mia amica Gemma che sta lottando e dovrà farlo anche quando si riprenderà perché solo lei può capire quello che ha provato…
Sono sicuro che amministratori, partner e sportivi capiranno e mi scuso per questa mia decisione. Avremo modo di rifarci e lo faremo in memoria di Mauro perché dobbiamo andare avanti anche per lui. Sono tanto vicino alla moglie Sara ed alle figlie Valentina e Aurora. Troveremo il coraggio e la forza insieme al mio Direttore di Gara Marco Cascino per ripartire… Adesso è il momento dei silenzi, delle riflessioni e delle preghiere”.

 

Al termine della funzione la sirene dei vigili del fuoco e il rombo dei motori delle macchine da rally sul piazzale del Duomo hanno dato l’ultimo saluto al pilota. 

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