MESSINA. Come si presentava Messina all’indomani della settimana terribile di inizio luglio, in cui da nord a sud, ad ogni ora del giorno e della notte, si sono sviluppati incendi che hanno interessato oltre 1600 ettari di territorio comunale, per poi proseguire fino a settembre inoltrato, seppur non con la stessa virulenza?

Male, si presentava male. Colline annerite, pennacchi di fumo ancora sollevati dal terreno, carcasse di alberi bruciate, scenari da girone dantesco. E se dal livello della strada le immagini erano già parecchio esplicative, è vista dall’alto che la devastazione delle colline salta subito all’occhio.

Di recente, Google ha aggiornato le mappe del servizio Google Earth, fornendo una panoramica satellitare delle aree collinari della città: mettendo a paragone le zone martoriate dalle fiamme prima e dopo il fuoco si comprende con esattezza la portata del fenomeno, da Cataratti all’Annunziata, da Salice a Calamona. All’indomani dei roghi, anche la Nasa aveva mappato gli incendi, chiarendo la portata e l’impatto del fuoco sulle colline della città.

Un panorama spettrale in cui il verde delle colline è percorso dal nero di alberi e macchia mediterranea bruciati ed il colore violaceo della terra martoriata e della sabbia vetrificata, che ancora dopo settimane non si era completamente raffreddata. Un paesaggio lunare, ma sulla terra. E visto dal cielo

 

Salice:

 

L’area della litoranea nord sopra Calamona:

 

 

 

Giostra e Annunziata alta:

 

 

Le zona sopra Cataratti, in prossimità dell’Irccs:

 

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