MESSINA. “E’ necessario introdurre un coprifuoco? Si“. I negozi di Messina non chiuderanno alle 18, come era stato proposto, ma alle 19 (più trenta minuti di tolleranza), quando tutte le attività commerciali della città (supermercati compresi) saranno costretti ad abbassare le saracinesche (ma con una tolleranza di mezzora), ci sarà il coprifuoco generalizzato con divieto di stazionamento, e le scuole chiuderanno per una settimana.

È quanto annunciato questa sera nel corso delle consueta diretta del venerdì sera del sindaco Cateno De Luca, che ha confermato quanto anticipato nel pomeriggio dall’assessore Dafne Musolino alle associazioni di categoria (che hanno manifestato apertamente il loro dissenso). Continua la consegna a domicilio, ma non quella di asporto.

Chiuderanno anche le farmacie ed i tabacchini, previsto però l’orario continuato.

«Si sta agendo su un settore massacrato e non sul reale problema. Continuiamo a pagare il conto di una malasanità, con gente incompetente politicizzata. La sanità in questi anni è stata ridotta dalla politica a carne da macello e la politica deve dare conto. Il caso Calabria è solo la punta di un un’iceberg», ha commentato a caldo il presidente di Confesercenti Alberto Palella.

Non è l’unico provvedimento stabilito dal primo cittadino, che dopo il confronto dei giorni scorsi con il Prefetto, ha deciso la chiusura generalizzata di strade, piazze e spiagge cittadine, perché a rischio assembramento. Dalla mezzanotte di domani, quando entrerà in vigore la nuova ordinanza sindacale, e per le due settimane successive sarà vietato stazionare in qualsiasi luogo: “divieto di babbìo”, l’ha chiamata De Luca.

Il divieto di stazionare all’aperto si estende a tutta la città: non ci saranno “zone rosse” e zone di altri colori. Sarà consentito percorrere le strade per raggiungere una destinazione ma non sarà consentito sostare da nessuna parte.

A influire sulla scelta di adottare misure di contenimento più restrittive, concordate nei giorni scorsi con la Prefettura, l’aumentare dei contagi in città e provincia, i decessi registrati negli ultimi giorni e i recenti assembramenti segnalati nei weekend sui Colli, a Torre Faro e sul lungomare di Santa Margherita.

Altro fronte caldo è quello delle scuole: secondo De Luca, la frequenza di alunni che vanno a fare lezione in presenza è caduta al 50%. Metà degli studenti non vanno volontariamente a scuola, praticamente. Per questo, De Luca ha annunciato che chiuderà le scuole da lunedi e per una settimana.

 

 

 

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