MESSINA. È salito agli onori delle cronache qualche mese fa per la profonda crisi che lo stato italiano ha deciso di ricapitalizzare, e per la rivolta dei principali azionisti. Tra i quali c’è… il Comune di Messina. Palazzo Zanca è titolare, dal 1992, dello 0,00000308 del Monte dei Paschi di Siena: valore quota stimato? 277,14 euro.

La “scoperta” è stata fatta tramite il “piano ricognizione e revisione straordinaria delle partecipazioni societarie del comune di Messina”, un’attività che per legge gli enti locali sono tenuti a fare per sfrondare i rami secchi e inutili accumulati negli anni. Il Comune ne ha parecchi, di questi rami. E uno porta direttamente al MPS, il cui ruolo, nella relazione, è descritto come “Attività di intermediazione creditizia”.

Cosa ha intenzione di fare il Comune con questa partecipazione? Nulla. L’intervento previsto è di “Liquidazione quota da parte di M.P.S., tenuto conto della irrisorietà della stessa, della conseguente valutazione di economicità della eventuale procedura di alienazione e della disponibilità manifestata dal predetto Istituto creditizio al rimborso, nel rispetto dei criteri stabiliti dalla normativa, giusta nota pec del 22.05.2015 del M.P.S.”.

Ironia della sorte, proprio da Messina, in tempi non sospetti e tramite l’associazione “consumatori associati”, fu predisposta un’azione di responsabilità contro gli amministratori della banca a tutela dei piccoli azionisti. Tra i quali c’è anche il Comune.

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