MESSINA. Un’interrogazione parlamentare a risposta scritta che verrà sottoposta al ministro competente “affinché faccia le opportune verifiche e sciolga questo spinoso, ma sostanziale nodo politico e amministrativo”. A presentarla è la deputata messinese di Articolo Uno Maria Flavia Timbro, che interviene in merito alle nomine effettuate dal sindaco Cateno De Luca nel corso del suo mandato.

Sulla questione, giorni fa, era intervenuto anche il segretario provinciale Domenico Siracusano, il quale aveva sollevato e posto i propri interrogativi su “nomine che rischiano di essere inconferibili perché potenzialmente formulate in contrasto con la normativa di riferimento ed in particolare con quanto previsto dall’Art. 7 del Decreto legislativo 8 aprile 2013” (“Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico).

«Oltre alle nomine già da noi attenzionate (Campagna, Musolino, Basile, Cicala, Puccio, solo per ricordarne alcune) – si legge in una nota – a nostro avviso merita attenzione anche quella della vice sindaco, Carlotta Previti, già dirigente dell’ufficio Piano del Gal Taormina Peloritani (partecipato dal Comune di Messina), oggi esperta della Città Metropolitana di Messina nominata da De Luca, che ricopre il ruolo di vice sindaco e di assessore al Bilancio del Comune di Messina».

«Appare doveroso intervenire di fronte a questa escalation di nomine, accompagnata dalla costituzione di aziende partecipate, posto che sembra quasi che il sindaco voglia costruire una macchina amministrativa il cui funzionamento si fonda su una rete di soggetti direttamente dipendenti da lui. Questa circostanza, va ribadito, è ancora più preoccupante se si considera sono sempre gli stessi i nomi fatti, molti dei quali afferenti al circuito della FENAPI, nomi che si spostano da una postazione all’altra, spesso anche mantenendo l’incarico precedentemente assunto, questo sì in apparente contrasto con le normative vigenti ma in evidente contrasto con ogni principio di opportunità. Una volta proceduto al deposito dell’atto ispettivo, valuteremo la possibilità di sottoporlo all’Anac e alla Corte dei Conti per le loro rispettive competenze», conclude.

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