MESSINA. “Al dipendente ×××××××× ×××××: Preavviso di cessazione rapporto di lavoro per revoca del servizio svolto da ATO ME3 SPA in liquidazione: Sulla scorta di quanto comunicato dal Comune di Messina con la nota Prot. N. 225763 del 15.09.2017 inerente la revoca del servizio attualmente svolto da questa Società, con la presente si informa il dipendente in indirizzo che in virtù della suddetta revoca cesseranno tutte le attività di questa Società e la conseguente cessazione del rapporto di lavoro con Ato Me 3 Spa in liquidazione. Pertanto ai sensi dell’art. 6 del Ccnl applicato in questa società si avvisa che si provvederà con il dipendente in indirizzo alla risoluzione del rapporto di lavoro con ATO ME3 SPA in liquidazione con decorrenza 24.09.2017″. Firmato Michele Trimboli , commissario liquidastore dell’Ato3.

Prendono un’accelerazione le procedure che dovrebbero vedere il transito dei dipendenti Ato3 e Messinambiente dalle società d’origine alla nuova MessinaServizi Bene Comune, partecipata che si occuperò dell’igiene ambientale del comune di Messina. La vicenda è in stallo da un mese, in attesa di capire se il passaggio debba avvenire direttamente, attraverso l’articolo 6 del contratto collettivo nazionale di lavoro invocato da Trimboli nelle lettere di licenziamento, o in ottemperanza alla legge regionale 9 del 2010, che impone il passaggio intermedio del lavoratori alla Srr regionale, e poi da questa a MessinaServizi.

Nel frattempo i sindacati Cisl, Fiadel e Uil, stanno inoltrando una nota ad Ato3, Comune e Srr in cui si asserisce che i licenziamenti sono nulli, perché la legge 9/2010 impone che tra i due passaggi ci debba essere continuità.

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