MESSINA. Due eventi diversi, organizzati da due diverse realtà cittadine, ed un unico nome, quello di “MayDay”, utilizzato nel 2015 dall’associazione Agorà per due festival multiculturali a Forte Ogliastri e adesso ripreso per reclamizzare un evento in scena il primo maggio a Larderia. È polemica sull’utilizzo della denominazione.

 

Di seguito la nota integrale:

“Il comitato organizzativo MAYDAY Festival, in tutte le sue componenti, ci tiene a manifestare  la propria totale estraneità nei confronti dell’ omonimo evento che si svolgerà nella giornata del primo maggio in località Larderia. Crediamo che la città meriti la passione e la gioia che per due edizioni abbiamo ricevuto e donato, meriti le finalità solidali che hanno contraddistinto il nostro operato. Occorre chiedersi oggi se lo spirito associazionistico sia per molti solo una piccola spilletta da appendere in bella vista. Ringraziamo quanti in questi anni ci hanno sostenuto nonostante le difficoltà, certi che non sia stato un addio ma un arrivederci.”

Con questa nota, resa pubblica anche attraverso  la pagina Facebook dell’evento (che conta circa 2000 pollici in su), il gruppo di giovani messinesi chiarisce la propria posizione in merito all’evento che tanto, compreso il nome, condivide con quello che si svolgerà il primo maggio a Larderia.

MayDay Festival nasce nel 2015 dalla volontà di proseguire un percorso di riqualificazione artistica/culturale per la città di Messina da parte dell’associazione “Agorà” che conta circa 30 iscritti. Musica, arte e cultura nei locali di Forte Ogliastri, il forte umbertino a due passi dalla città che per due anni consecutivi ha ospitato MayDay festival registrando più di 6000 presenze; nel 2016 il team organizzativo decide di riunirsi in un comitato aprendosi così alle diverse realtà associative attive in città. Oltre la coorganizzazione con il Comune di Messina e Assessorato alla Cultura la manifestazione ha potuto avvalersi del supporto di vari partner, tra i quali: Centro Multiculturale Officina, AIL Messina, Pro Loco Capo Peloro, Radio Street, Il Faro del Riciclo, Fab Lab Messina, Aegee Messina, Nonguardarlo, Retronouveau e Caffè Barbera.

Le due edizioni, sempre gratuite, hanno permesso ai ragazzi di reinvestire il ricavato per la messa in sesto della struttura negli spazi esterni, pulizie e scerbature nonché di poter garantire i cachet agli artisti.

Hanno suonato per mayday festival: Davide Shorty (Finalista di Xfactor 2016), Tony Proe, Boo daci’s, La Stanza della Nonna, Cantautoma, Turè Muschio, Toti Poeta, Big Mimma, Demo Mode

Ha inoltre ospitato: i fumettisti Lelio Bonaccorso e Fabio Franchi, le opere in acquerello di Paolo Gaudenti, Modellismo navale dello stretto, le creazioni di Barbara Buceti del Faro del Riciclo, il mastro d’ascia Giacomo Costa e tanti altri.

“Aver messo in pausa quanto fatto è stato un sacrificio importante per noi e per tutti i ragazzi che hanno collaborato, quanto emerge oggi non ci fa di certo piacere” spiegano Sergio Maggio e Marco Gervasi, che si sono occupati della direzione artistica e organizzativa del festival per entrambe le edizioni. “Solo pochi giorni fa siamo venuti a conoscenza dell’evento che si svolgerà tra qualche giorno in maniera del tutto casuale; la cosa che più di tutte ci lascia perplessi è che sia stato utilizzato il nome di uno degli eventi più prestigiosi e rappresentativi che la città di Messina abbia ospitato negli ultimi anni. Vogliamo credere che sia tutto frutto di semplice noncuranza e che l’intento non sia quello di emulare quanto da noi organizzato e di riproporlo in chiave differente. È inoltre importante sottolineare che “MayDay Festival” in Italia non è un marchio registrato, e per tanto né l’associazione né il comitato organizzativo può vantare alcun diritto in termini legali; diversa è la questione morale legata alla faccenda, noi ne facciamo una questione di delicatezza e sensibilità per non restituire alla città una rivisitazione di quanto fatto con finalità non del tutto solidali. È importante che ogni singolo cittadino contribuisca per la crescita e lo sviluppo di Messina in maniera responsabile e dando un apporto in termini turistici, economici e permettendoci di vivere pianemente gli spazi della nostra città senza alcun tipo di barriera. La nostra precisazione perciò non vuole essere motivo di critica generalizzata, bensì si rivolge esclusivamente alle modalità ed agli intenti che spingono una parte del mondo associazionistico cittadino alla promozione di tali iniziative”.

 

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