MESSINA. «Al di là del merito della questione giuridica e giudiziaria, che spetta al Tar, è la gestione istituzionale dell’intera vicenda a lasciare parecchi interrogativi, e sono interrogativi che riguardano il Governo Schifani». Lo dichiara il segretario provinciale del Partito Democratico Armando Hyerace.

“La sequenza degli atti – si legge in una nota – emerge dalle ricostruzioni giornalistiche e da documenti pubblici consultabili. L’11 marzo il capogruppo di Sud Chiama Nord all’Ars scrive al Dipartimento regionale delle Autonomie locali; la nota viene protocollata il 13; la risposta arriva il 16.

«Il Dipartimento risponde in tre giorni, e questa celerità di per sé sarebbe persino un merito. Il problema è come risponde: con una formulazione che, per dirla alla siciliana, sembra fatta a trasiri e nesciri. Abbastanza da poter essere utilizzata da chi il parere lo aveva chiesto, non abbastanza chiara da chiudere la questione. La risposta si limita a rinviare al senso già prospettato nella nota che riscontra».

«Ma la domanda vera è un’altra: perché esprimere un orientamento su una materia elettorale così delicata senza attendere il parere dell’Ufficio legislativo e legale, che è l’organo chiamato a fornire il supporto giuridico? Qualcosa, nella sequenza e nelle tempistiche degli atti, non torna e deve essere spiegato».

Il parere dell’Ufficio legislativo e legale sarebbe arrivato in seguito, a ridosso del termine per la presentazione delle liste.

«Troppo tardi per incidere concretamente. E in tutto questo non può essere trascurato che l’assessorato alle Autonomie locali era ad interim in capo al presidente della Regione. Quel dipartimento rispondeva politicamente a Schifani: chiediamo di sapere se quell’orientamento sia stato concordato con il vertice politico o se un ufficio si sia mosso da solo su una materia che riguarda le regole elettorali».

«Va ricordato inoltre che il gruppo parlamentare che ha chiesto quel parere esiste all’Ars grazie a una deroga concessa nel 2024 dal presidente dell’Assemblea. Sono due decisioni istituzionali distinte, entrambe favorevoli allo stesso soggetto politico».

«Prima ancora di chiedersi se tutto questo abbia costituito un vantaggio per qualcuno, bisogna chiedersi come sia stato possibile gestire in questo modo una vicenda tanto delicata, che investe le regole elettorali e il voto nella terza città metropolitana della Sicilia e nei due centri più popolosi della nostra provincia. Sulle regole delle elezioni non possono esserci pareri ambigui, ritardi e zone d’ombra. Il presidente Schifani ha il dovere di spiegare cosa è successo».

Sulla vicenda interviene anche il deputato regionale del Partito Democratico Calogero Leanza, che annuncia un’iniziativa all’Ars: «Presenterò un’interrogazione urgente al Governo regionale perché venga ricostruita l’intera vicenda: quali pareri sono stati richiesti, da chi, sulla base di quali presupposti e perché siano stati resi con quelle tempistiche. Su una materia che riguarda le regole del voto servono risposte precise, senza lasciare alcuna zona d’ombra».

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