C’è una solitudine antica che appartiene a chi nasce davanti a uno stretto o su una costa mediterranea, dove il mare sembra a portata di mano eppure si trasforma nel più insormontabile dei confini. C’è chi quell’acqua la guarda per fuggire e chi, restando avvinghiato alla pietra calda di uno scoglio, ne fa la propria prigione e il proprio altare. È esattamente in questo punto di frattura — sottile, dolente, bellissimo — che s’innesta Guarda Maria come fa il mare, il nuovo brano di Alessandro Capurro in arte Novo, pubblicato in questo caldo luglio 2026 con la consolidata cura editoriale ed emotiva della Tuma Records.

Non si tratta semplicemente di un nuovo singolo, ma del battesimo solenne di una nuova fase creativa che conduce l’artista verso il suo prossimo album, atteso per il 2027. Presentato in anteprima nella cornice magnetica del Pelorias Sea Sound 2026, il pezzo è stato accolto come una confessione a cuore aperto, una di quelle opere che chiedono ascolto senza concedere sconti o scorciatoie ai sentimenti.

L’illusione dell’approdo e l’amore asimmetrico
Il cuore concettuale del brano affonda le radici in un trittico denso e vertiginoso: ambiguità, alibi e impossibilità. Novo posiziona la sua lente d’ingrandimento sullo sguardo di chi non sa — o forse non vuole — spingersi oltre il perimetro del proprio porto sicuro. La Sicilia non è qui un semplice fondale folkloristico o una cartolina turistica; è un’isola che si fa carne, corpo vivo, mito che nutre e insieme soffoca.

«…di li brazza di Murgana è sempri megghiu a to suttana chi mi muccia e m’arripara dilla bocca dilla lupa e cu so mantu jancu a vista i l’occhi cupa e cu stu scantu u passu punta e si sdirupa, nesci pacciu u viaggiaturi cu nu cantu di sirena, è scasamentu i cori e chi duluri di carina, sta me vita nicaredda è tutta un ballu supra u filu di na lama affilata di na spada saracena»

È la parabola di un amore profondamente asimmetrico, quasi malato nella sua fatalità. Da una parte spinge il bisogno viscerale di esplorare l’orizzonte per salvare se stessi dal soffocamento; dall’altra risuona il richiamo ipnotico della terra-madre, una Sirena che erige nella mente dell’esploratore mancato tempeste immaginarie e alibi insormontabili. Lei, con la sua bellezza fatale, attira e incatena chiunque provi a distaccarsene, offrendo solo un riflesso inafferrabile. Un abbraccio che possiede ma non si concede.

Una trama sonora di sguardi e radici
Sul piano musicale, Novo dimostra una maturità espressiva cristallina. La scrittura cantautorale, colta e sanguigna, trova un equilibrio poetico perfetto nel far convivere la lingua italiana con la densità emotiva del dialetto siciliano. Prodotto e registrato artisticamente da Toti Poeta (impegnato anche a basso, chitarre e tastiere), il brano si apre a sonorità pop moderne ed eleganti: i synth avvolgenti si intrecciano alle chitarre elettriche di Giuseppe Lisa e alla ritmica organica della batteria di Milo Isgró, danzando su affascinanti e ipnotici riff di matrice araba, mentre la voce graffiante e potente di Novo e le sue chitarre acustiche tracciano la rotta dell’anima.

Il risultato è una trama sonora fluida come la corrente dello Stretto, missata con cura da Francesco Vitaliti presso l’Indigo Studio e masterizzata da Alessandro “Gengy” De Guglielmo.

Ad accompagnare il brano vi è poi un’opera visiva di rara sensibilità, ideata e diretta da Gilda Fontana (con il soggetto condiviso con lo stesso Novo e la presenza degli operatori Fontana e Salvatore Garreffa, con scenografie e costumi firmati insieme ad Alessia Iraci). Il videoclip, impreziosito dalle interpretazioni intense di Anita Basile e Giuseppe Lisa, trasfigura in immagini questa tensione irrisolta, regalandoci il ritratto intimo di chi cerca di liberarsi dal mito senza mai poter smettere di amarlo.

Novo inaugura così un viaggio coraggioso: senza rinnegare le proprie radici, ma decidendo finalmente di guardarle dritte negli occhi.

 

BIOGRAFIA
Novo, nome d’arte di Alessandro Capurro, è un cantautore messinese.
Nel 2017 pubblica il suo primo EP, Per non impressionarci più, composto da sei brani inediti, da cui vengono estratti i singoli Generazione 1000 euro, Sulle spiagge di Lei e Prima della Regina, accompagnati dai rispettivi videoclip.
Negli anni prende parte a numerosi festival e contest, tra cui il Messina OlymParty, il LoveMeFest e l’Antillo Folk Fest, dove conquista il primo premio con una giuria presieduta da Kaballà, autore di brani per artisti come Carmen Consoli, Mario Venuti, Avion Travel, Eros Ramazzotti e Antonella Ruggiero. Nello stesso periodo apre i concerti degli Zero Assoluto (2017), di Eugenio Bennato, Mario Incudine e Peppe Servillo nell’ambito di Grande Sud (2019), e di Alessio Bondì (2021).
Nel 2021 pubblica Palluni Ruccati, brano in lingua siciliana registrato al JWOLF Studio e arrangiato da Dario Lisitano, impreziosito dalla partecipazione del cantautore e attore Mario Incudine.
Dal 2022 entra a far parte del roster di Tuma Records, con cui pubblica il singolo Chiù Forti, registrato al Dalek Studio e arrangiato da Claudio La Rosa. Il videoclip, diretto da Gaetano Sciacca, raggiunge la finale del concorso Vedere la Musica promosso dal Parco Horcynus Orca. Nello stesso anno apre gli spettacoli di Nino Frassica & Los Plaggers a Tusa e Naso.
Gli anni successivi rappresentano per Novo un periodo di profonda ricerca artistica, durante il quale mette in discussione il proprio linguaggio musicale per arrivare a una scrittura più essenziale e personale.
Nel 2025 riceve un riconoscimento per il brano “Palluni Ruccati” al premio Adolfo Celi, eseguendo il brano con il coro del liceo classico maurolico diretto dal maestro Silvia Bruccini.

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