MESSINA. Non è un mistero, per chi è avvezzo ai fatti di Palazzo Zanca ed alle pagine di cronaca politica cittadina, ma il dato adesso è ufficiale. Il campione di interrogazioni all’indirizzo dell’Amministrazione guidata da Renato Accorinti è Libero Gioveni, consigliere comunale oggi del gruppo Misto, ma con un occhio verso il Pd (sta attivamente contribuendo alla campagna elettorale per le Regionali di Franco De Domenico). Su diciannove “richieste di chiarimenti politici” ancora rimaste inevase, la firma di Gioveni appare sotto quindici di esse.

La curiosità del consigliere spazia su tutti i fronti, e infatti si rivolge a pressochè tutti gli assessori, con particolare predilezione però per il vicesindaco e assessore alla Mobilità Gaetano Cacciola, destinatario di sette interrogazioni che toccano i tempi più disparati: dalla viabilità in via Catania ai disagi per mancanza di segnaletica stradale, dagli svincoli (due) alla nomina del direttore generale dell’Atm, fino alla semi incomprensibile “Ztl – forme di abbandono per i parcheggi” e alla fantascientifica “abolizione linea tramviaria e istituzione autobus corse veloci”. Il tutto dall’inizio del 2017.

Subito dopo Cacciola tocca a Enzo Cuzzola (quattro interrogazioni),che era stato nominato assessore al Bilancio da qualche giorno e già veniva investito di richieste da parte di Gioveni sull’ex macello di via Santa Cecilia e del recupero del chiosco di piazza Cairoli, ma anche del concorso da 51 posti a tempo indeterminato che il Comune avrebbe dovuto bandire.

A quota due interrogazioni alle quali rispondere ci sono poi gli assessori Sebastiano Pino (politiche della Casa), e Sergio De Cola (Territorio), e poi Guido Signorino, Nina Santisi e Federico Alagna. Non mancano nemmeno i casi di interrogazioni “doppie”, dirette cioè a due assessori differenti sullo stesso tema. In pratica, nel 2017, Gioveni non ha rivolto interrogazioni solo al sindaco ed all’assessore all’Ambiente Daniele Ialacqua.

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