MESSINA. Un ordine del giorno per sostenere la proposta di legge sulle misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale e all’identità di genere (disegno di legge Zan). E’ la proposta che è stata presentata questa mattina in Consiglio comunale dai consiglieri Alessandro Russo (primo firmatario), Antonella Russo, Cristina Cannistrà, Felice Calabrò e Gaetano Gennaro, impegnando la Giunta Comunale di Messina a trasmetterlo al Presidente della Camera dei Deputati, alla Presidente del Senato della Repubblica, alla Commissione Pari Opportunità, Servizio Civile, Politiche Giovanili e Sport dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), oltre che a “promuovere azioni, nelle opportune sedi, volte a favorire l’adozione di norme che tutelino la piena libertà e parità delle persone LGBT”, si legge sul documento.

L’obiettivo dell’ordine del giorno, scrivono i consiglieri comunali, è di sollecitare il Legislatore “ad adeguarsi alla risoluzione del Parlamento Europeo del 18 gennaio 2006, avente ad oggetto il fenomeno dell’omofobia in Europa, e a dare piena attuazione alla ‘Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica’ (Convenzione di Istanbul 2011)”. Auspicando “che il Parlamento approvi il testo unificato adottato dalla Commissione Giustizia il 14 luglio”.

“La Città di Messina – sottolineano i consiglieri comunali nella premessa – è una comunità inclusiva e tollerante, che ha fatto dell’accoglienza e del rispetto verso le varie scelte di vita degli individui un obiettivo costante della propria azione politica ed amministrativa. La storia della nostra Città è tradizionalmente una storia di rispetto e di inclusione verso le diversità di qualsiasi natura, siano di provenienza geografica, che di credo, che di personale scelta di vita degli individui e che ha sempre rifiutato le discriminazioni cercando di agevolare l’inserimento nel contesto messinese di chiunque si trovasse in condizioni di emarginazione e di minorità sociale”.

“La comunità messinese intende ribadire il proprio rigetto di ogni forma di discriminazione basata sul genere delle persone e sulle proprie scelte di vita, contrastando gli atti di violenza, di intolleranza e di razzismo che abbiano ad oggetto le donne, i soggetti della comunità LGBTI e chiunque si trovi in situazione di minorità sociale ritenendo essenziale intervenire con chiarezza a tutela degli individui che versino in queste condizioni soprattutto alla luce dei fatti di violenza e di intolleranza di matrice omolesbobitransfobica che sono emersi con sempre maggiore clamore negli ultimi mesi”, proseguono.

“La Convenzione di Istanbul (di cui l’Italia è firmataria dal 2013) impone agli Stati sottoscrittori di prevedere nei propri ordinamenti la previsione di fattispecie che criminalizzino le condotte sessiste che portino a fattispecie di violenza, ovvero lesive di diritti fondamentali e discriminatorie nel senso precisato dalla Convenzione medesima”, ricordano ancora gli esponenti del civico consesso.

“La presente mozione di indirizzo nasce da un’iniziativa condivisa a livello nazionale da alcuni partner della Rete RE.A.DY, di cui il Comune di Messina è parte aderente. La rete RE.A.DY (Rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni antidiscriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere), che attualmente conta 172 partner, è nata a Torino nell’ambito del Pride nazionale del 2006, quando la Città di Torino, in collaborazione con il Comune di Roma, ha riunito rappresentanti istituzionali di dodici Pubbliche Amministrazioni, tra Regioni ed Enti Locali da tutta Italia, con l’obiettivo di metterli in rete attraverso la condivisione di una Carta di Intenti; la Carta d’Intenti, che tutti i partner sottoscrivono al momento dell’adesione alla Rete, prevede che la Rete medesima si ponga  “come soggetto attivo per il riconoscimento dei diritti delle persone lgbt nei confronti del Governo centrale, sulla base delle numerose affermazioni contenute nelle risoluzioni e nei trattati dell’Unione Europea”; la presentazione congiunta e condivisa di questa mozione di indirizzo va in questa direzione”, tengono a sottolineare. 

“Il Comune di Messina, nel suo Statuto, riconosce come valore fondamentale della Comunità locale l’uguaglianza dei cittadini (intesa formalmente e sostanzialmente) senza alcuna distinzione di genere, di provenienza, di inclinazione o di credo religioso, impegnandosi ad informare le attività amministrative dell’Ente al rigoroso rispetto di questo valore fondamentale“, concludono Alessandro Russo, Antonella Russo, Cristina Cannistrà, Felice Calabrò e Gaetano Gennaro.

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