MESSINA. “La conferma è arrivata in questo momento: il centro di accoglienza della caserma Gasparro di Bisconte sarà chiuso. L’esito dei tamponi effettuati oggi per i 40 migranti che ancora si trovano lì ha dato esito negativo, quindi da domani saranno trasferiti in altre località. Dunque, l’impegno preso con la mia comunità, per il quale entro il 28 di agosto avrei chiuso tutto è stato rispettato: abbiamo ottenuto sia la chiusura dell’hotspot che del centro di accoglienza”. Lo afferma il sindaco di Messina, Cateno De Luca.

“L’ordinanza che ho fatto il 15 luglio scorso – continua il primo cittadino – è vero che è stata impugnata dalla Prefettura di Messina però si è aperto un confronto e una collaborazione che ha portato prima alla chiusura dell’hotspot e nelle prossime ore anche alla chiusura del centro di accoglienza. Questo ci porta a ribadire che alla fine, dal confronto-scontro, quando si danno dei termini congrui per poter raggiungere l’obiettivo, ne beneficiano tutti. Per me dunque, la vicenda dell’ormai ex hotspot e dell’ormai ex centro di accoglienza di Bisconte può ritenersi chiusa, con un impegno che è stato mantenuto”.

“Abbiamo scongiurato il rischio – conclude il Sindaco peloritano – di mantenere una struttura che ha messo a repentaglio la pubblica e privata sicurezza. Ricordo che nell’arco di un mese, sono fuggiti da quella struttura oltre 50 migranti e ovviamente non potevamo accettare che questa situazione creasse un pericolo costante. Mantenere in vita una struttura che oltre a essere inadeguata era abusiva, sarebbe stato nocivo sia per i migranti che per la comunità locale. Ringrazio il Prefetto Librizzi per la celere comunicazione: andiamo avanti nel rapporto di sana collaborazione per il bene dei siciliani”.

In realtà, le cose non stanno esattamente come dice il sindaco Cateno De Luca, almeno fino a oggi (e nonostante dal punto di vista sostanziale non cambi nulla). Perchè l’hotspot non è formalmente chiuso, perchè non è arrivato alcun provvedimento ministeriale in merito: è comunque vuoto perchè, dopo le fughe delle scorse settimane, non sono arrivati più migranti, e quelli che c’erano erano stati spostati al Cas, in cui erano sottoposti a quarantena cinquantaquattro migranti, tra cui alcuni minori. La quarantena è finita qualche giorno fa, e a seguito del tampone di oggi, negativo per tutti, das domani cominceranno le redistribuzioni: i minori andranno in carico ai Servizi sociali del comune di Messina, i tunisini saranno probabilmente rimpatriati, gli aventi diritto all’asilo politico redistribuiti. Di fatto anche il Cas resta vuoto (e non verranno mandati altri migranti), ma anche per il Cas non c’è, allo stato, alcun procedimento formale di chiusura da parte del ministero dell’Interno.

 

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