MESSINA. Non c’è solo spensieratezza, balli, bevute, abbronzature e allegria: c’è anche rumore, caos, posteggi selvaggi, invivibilità e spazzatura. Inciviltà, in una parola. È l’altra faccia, quella oscura, della movida messinese, che dopo ogni notte di divertimento lascia sul campo una scia di rifiuti gettati ovunque, a deturpare un litorale che già non brilla per cura e manutenzione, e si presenta sporco e sciatto. Ad adornarlo ulteriormente, una scia di bottiglie e bicchieri di plastica gettati alla rinfusa in spiaggia fuori dai locali notturni e dai lidi, quando non addirittura interi sacchetti di plastica depositati dentro le barche (male in arnese, che MessinaServizi avrebbe dovuto togliere di mezzo), come se qualcuno potesse leggerci una scritta invisibile che recita “cassonetto”, “discarica”, “cestino”. In due parole, l’atavica propensione del messinese a considerare pattumiera qualsiasi porzione di territorio non sia una distesa brulla e piana di asfalto: quindi aiuole, marciapiedi, barche, e agire per farla diventare tale. Con menefreghismo e disprezzo per il territorio in cui si vive.

 

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