Sono forse l’unico a scrivere più o meno costantemente di musica su Lettera Emme, per cui la patata bollente denominata “esprimere un parere sul caso della settimana” spetta a me: Tommaso Paradiso ha lasciato i Thegiornalisti dicendo che si erano sciolti ma loro non sono d’accordo e allora pensi che potrebbero prendere un altro e chissà chi potrà mai essere, eccetera. In generale non amo prendere le parti di Paradiso forse anche per partito preso, però c’è da dire che, una volta fuori il leader di una band, il gruppo stesso può proseguire ma solitamente o cambi nome, o manchi di rispetto a chi ha seguito uno stile e una determinata poetica. Ciò detto, non è la prima volta che un front(wo)man lascia una band e noi oggi vi portiamo diversi esempi–diciamo cinque, vi va?

Robbie Williams & Nicole Kidman – Somethin’ stupid

Le boy band non nascono strettamente negli anni ’90, ma i Take that sono sicuramente l’esempio più immediato per spiegare di cosa stiamo parlando: pensate a quei cinque ragazzi, un paio più talentuosi degli altri, che cantano e diventano famosissimi. Uno di loro però è una testa calda e lascia il gruppo e parte da solista con una carriera brillante e questo duetto scolpito nella storia, perché Robbie Williams e Nicole Kidman sono due veri sex symbol; la carriera del cantante inglese è stata gloriosa, a parte qualche passaggio a vuoto, mentre il gruppo di lì a poco si sarebbe sciolto come neve al sole per riavere poi un ritorno di fiamma (breve, il tempo di una bella Patience e pochissimo altro) una decina di anni fa. Non a caso, anche stavolta con il rientro e la nuova uscita di tale Robbie Williams: incredibile, vero?

Spice girls – Viva forever

Una canzone di addio senza che ci fosse l’addio ma con l’addio che si concretizza poco prima della pubblicazione del singolo: non siamo su fan dei fan delle strutture ricorsive, ma stiamo solo ripercorrendo la storia di Viva forever, malinconico singolo estratto da Spice World, secondo disco delle Spice girls. In quel fervente periodo Geri Halliwell fece la robbiewilliamsata e lasciò il gruppo, per cui Viva forever diventò una canzone di addio per una persona che partecipò alla canzone stessa. Il vero addio le quattro lo diedero con Goodbye, non certo un inno alla fantasia già dal titolo, anche perché il pezzo nasce con la Halliwell ancora nel roster, con le dovute modifiche poi quando il testo passa da storia d’amore finita a un rapporto di band interrotto.

Freddie Mercury & Montserrat Caballé – Barcelona

Ci sono anche motivi extra per cui un gruppo si ritrova senza frontman: il caso è purtroppo quello dei Queen, in cui viene a mancare Freddie Mercury nei primi ‘90. Il gruppo si sciolse per poi riunirsi una dozzina di anni dopo con Paul Rodgers alla voce e, successivamente, Adam Lambert. La particolarità apprezzabile è il cambio parziale di nome, che diventa Queen + Paul Rodgers (poi, ovviamente, + Adam Lambert); Mercury però è una personalità grande, troppo grande per essere confinata solo nel ruolo di leader della band più teatrale di sempre, e per questo in playlist lo inseriamo con un singolone insieme a Montserrat Caballé, Barcelona. Due voci meravigliose che si uniscono per dipingere musica, musica che vada oltre i confini dello spazio e del tempo, anche di quello terreno che comunemente chiamiamo vita: immortali.

Elio & le storie tese – Litfiba tornate insieme

Si erano mai sciolti i Litfiba? No, anzi nì. Nì perché a un certo punto Piero Pelù se n’è andato ed è rimasto il solo Renzulli perché Maroccolo già aveva lasciato mettendo fine alla trilogia del potere e al periodo wave, poi con la tetralogia degli elementi aveva chiuso il proprio ciclo anche Pelù. Gli Elii chiedevano il ritorno della formazione originale perché al tempo, nel 2003, anno di uscita di Cicciput, il frontman del gruppo fiorentino era Cabo Cavallo, a sua volta poi sostituito nel 2007 da Filippo Margheri. Una rovina vera per la storia del gruppo che poi si è effettivamente riunito, lasciando in parte però l’amaro in bocca a quei fan che, vedendo tutta la situazione, avrebbero preferito restare con il dubbio. Che brutta roba gli ultimi, dimenticabili vent’anni dei Litfiba, però che bello l’omaggio degli Elii, anche loro sciolti dopo una carriera fenomenale.

Foo Fighters – Long Road to Ruin

Avete mai fatto caso alla somiglianza tra l’ex batterista dei Nirvana e il cantante dei Foo Fighters? Ecco, se avete riso a questa battuta non avevate una connessione internet nel 2006 (o nel decennio successivo), perché è più vecchia del cucco. È invecchiato invece bene Echoes, silence, patience & grace, il mio disco preferito dei Foo Fighters, il gruppo fondato da Dave Grohl l’anno dopo lo scioglimento forzato dei Nirvana, gruppo dove suonava la batteria e in cui Kurt Cobain riscrisse suo malgrado la storia degli anni ‘90. Grohl da quindici anni è uno di quei personaggi fondamentali per il rock’n’roll, uno di quelli attivi e diventati suo malgrado iconici anche oltre le proprie effettive potenzialità. Long road to ruin è il brano con cui chiudiamo oggi perché è quel ruggito che chiediamo al lunedì, quella spinta che ci serve per carburare al meglio. Running through hell, heaven can wait: dopotutto, lo spirito di una playlist del lunedì è esattamente questo.

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