MESSINA. Dopo due amministrazioni, la consulta giovanile diventa realtà. Nel consiglio comunale del 13 dicembre è stato approvato il regolamento definitivo dell’istituzione rivolta alle giovani associazioni e realtà del territorio. L’atto, che era già stato approvato nel 2021 dalla VII commissione su proposta del Movimento 5 Stelle , è passato in consiglio con una rivisitazione del testo da parte dell’attuale giunta. A votare contro il regolamento è stato il Partito Democratico, che lo aveva sostenuto durante la scorsa legislatura.

“La modifica al regolamento precedente, che si è sentito il bisogno di cambiare dopo un solo anno, senza che invece sia stato messo in condizioni di essere operativo, non ha fatto altro che peggiorare il precedente atto. – dichiara il gruppo – Come gruppo del PD abbiamo tentato di restituire dignità alla Consulta giovanile, ma senza risultato, visti i numeri da maggioranza bulgara che la giunta Basile vanta in Aula. Abbiamo tentato di eliminare l’ingerenza dell’amministrazione comunale nell’attività della Consulta, davanti al tentativo iniziale che addirittura anche il Sindaco e l’assessore al ramo fossero inseriti in seno all’organismo, ma non ci siamo riusciti; con la conseguenza che ci sarà un rappresentante dell’Istituzione comunale tra i giovani partecipanti della Consulta, e questo minerà certamente la libertà e l’autonomia della Consulta stessa.”

“Abbiamo anche cercato di impedire che a giovani dai 16 ai 26 anni, sol perché appartenenti a movimenti politici, fosse inibito l’accesso a questo istituto di partecipazione popolare, ma anche questo emendamento, come il primo, è stato bocciato. Abbiamo, infine, tentato di dare dignità alla Consulta, quale importante strumento di iniziativa giovanile, cercando di istituire l’obbligatorietà, pur se non vincolante, del parere della Consulta nell’attuazione delle politiche giovanili del Comune, ma anche questo ulteriore emendamento ci è stato bocciato.
Siamo stati costretti, quindi, a votare negativamente una modifica peggiorativa del precedente regolamento istitutivo della Consulta giovanile, perché è stato approvato uno strumento che – di fatto – non garantisce la libertà, l’autonomia, e l’autorevolezza ad uno strumento di partecipazione dei giovani alle scelte amministrative della città. Poi non lamentiamoci se i nostri ragazzi non si sentono adeguatamente presi in considerazione e se giustamente bollano la politica (quella con la p minuscola) altro e diverso da loro. Oggi è stato negato ai giovani messinesi di potersi avvalere di un vero strumento che porti la loro voce nel Palazzo. Altra occasione sprecata…”

Oltre al Partito Democratico, a novembre anche il gruppo giovanile Messinerà aveva innalzato dubbi sul testo in fase di approvazione chiedendo al sindaco Basile di fare un passo indietro.

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