MESSINA. «I dati pubblicati questa mattina da Lettera Emme relativi al numero di medici obiettori di coscienza presenti a Messina e provincia ci consegna un dato impressionante, preoccupante: la certezza che a Messina, oggi, l’interruzione volontaria di gravidanza sia, nei fatti, un diritto negato, inattuabile, pur essendovi una legge dello Stato che lo garantisce sulla carta» a prendere parola sui dati messinesi che riguardano i medici obiettori anche l’Onorevole Maria Flavia Timbro.

«52 medici su 53, infatti -commenta- si dichiarano obiettori di coscienza, questo significa che il 98,2 % dei ginecologi della Provincia di Messina quindi sceglie di non praticare interruzioni di gravidanza. Ai tanti che in questi giorni si sono indignati per l’abolizione da parte della Corte Suprema americana della storica sentenza che consentiva l’aborto, va detto che qui in Sicilia e a Messina in particolare le cose non vanno poi tanto meglio»
«La quasi totale assenza di medici non obiettori rende di fatto inapplicabile la legge n. 194/78 -continua- Se è giusto garantire il diritto dei medici sancito dalla legge di dichiararsi obiettori di coscienza è altrettanto giusto garantire il diritto delle donne che vogliono o devono praticare una interruzione di gravidanza in sicurezza. Ad oggi invece vi è un’assoluta discrasia, un vero e proprio scollamento, tra quanto previsto dalla legge e quanto realizzabile»
«Sarebbe interessante sapere – conclude- dall’Assessore Razza quali provvedimenti intenda adottare (o forse avrebbe dovuto già adottate da tempo!!!) per evitare che un diritto garantito dalla legge finisca per essere negato nei fatti, così come oggi accade a Messina»
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