MESSINA. Alla bomba sganciata ieri mattina da Marcello Scurria (e Pippo Capurro, entrambi consiglieri del gruppo Scurria sindaco), ha risposto nel pomeriggio il sindaco Federico Basile: il ricorso in discussione al Tar contro il risultato elettorale delle amministrative di maggio (meglio, sulla raccolta di firme per la presentazione delle liste che hanno determinato la vittoria di Basile) diventa campo di scontro non solo politico, ma anche giudiziario e contabile.
A dare inizio alla contesta è stata la conferenza stampa di Scurria e Capurro, in cui i due hanno chiesto le dimissioni di Basile che, secondo i consiglieri, non si sarebbe costituito in giudizio per resistere al ricorso personalmente, ma lo avrebbe fatto attraverso il comune, che secondo Scurria non ha alcuna legittimazione a farlo (benchè Basile sia uscito dall’aula al momento dell’approvazione delle due delibere di costituzione di resistenza da parte del Comune).
La risposta non si è lasciata attendere: “Sono prive di fondamento e riconducibili a una personale interpretazione dei fatti “, recita una lunghissima nota da parte dell’amministrazione. “Secondo quanto dichiarato dal consigliere, il Comune, quale parte processuale chiamata in causa dai ricorrenti, non avrebbe dovuto costituirsi nel giudizio elettorale e la decisione della Giunta sarebbe stata assunta a tutela delle posizioni personali del Sindaco e dei componenti della Giunta, con conseguente asserito conflitto di interessi e illegittimo impiego di risorse pubbliche. Si tratta di una ricostruzione che non trova riscontro nella natura e nella finalità della deliberazione adottata”, prosegue la nota, prima di entrare nel merito della questione.
“La costituzione in giudizio del Comune non costituisce una scelta discrezionale dettata da valutazioni di carattere politico o da esigenze di tutela personale degli amministratori, ma è funzionale alla tutela dell’interesse istituzionale dell’Ente, chiamato a difendere la regolarità del procedimento elettorale e la legittimità degli atti dai quali discende l’attuale assetto degli organi comunali. Il Comune ha curato la propria costituzione nel giudizio al fine di sostenere la legittimità dell’attività svolta nell’ambito del procedimento elettorale, senza proporre, per quanto risulta dagli atti, autonome contestazioni nei confronti dei ricorrenti. Nel caso di specie, la deliberazione della Giunta ha ad oggetto la costituzione del Comune nel giudizio elettorale e la tutela della posizione processuale dell’Ente rispetto a una domanda giudiziale diretta ad incidere sulla validità degli atti elettorali e, conseguentemente, sull’assetto istituzionale del Comune”, spiega la nota.
Sull’uscita del sindaco all’atto dell’approvazione delle delibere di costituzione in giudizio, la nota spiega che “La normativa sull’obbligo di astensione impone agli amministratori locali di astenersi dal prendere parte alla discussione e alla votazione di deliberazioni riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado”. “La legittimità della deliberazione della Giunta, così come la correttezza della costituzione in giudizio del Comune, sarà naturalmente valutabile nelle sedi competenti, come ha richiesto il consigliere Scurria, sulla base degli atti e delle norme applicabili. Una cosa, però, è sottoporre alla Procura della Repubblica fatti che si ritengono meritevoli di verifica; altra cosa è presentarne pubblicamente l’interpretazione come se l’illegittimità della condotta degli amministratori fosse già stata accertata”, conclude la nota.
A stretto giro di posta la replica di Scurria e Capurro: ” Prendiamo atto delle spiegazioni fornite dal Sindaco. Sugli aspetti politici della vicenda, attendiamo il Question Time in Consiglio comunale, dove porremo le nostre domande e ci aspettiamo risposte puntuali. Per i profili amministrativi, contabili e penali, riteniamo doveroso informare e segnalare i fatti e trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica e alla Procura regionale della Corte dei conti. Qualora le autorità competenti dovessero ritenere di richiedere ulteriori chiarimenti, sarà nelle sedi preposte che tali spiegazioni dovranno essere fornite e non certo a noi”.
Noi continueremo a svolgere il nostro ruolo di consiglieri con serietà, trasparenza e nell’interesse della città.




