TAORMINA. Una diffida a firma dell’avvocato Maddalena Boffoli e un ricorso ai giudici amministrativi in fase di preparazione. Sono i due siluri armati da Tiziana Rocca, a capo di Agnus Dei, la società esclusa al rush finale della fase di aggiudicazione del Festival del Cinema di Taormina.

La diffida, inviata il 27 febbraio scorso, ha come destinatari Silvia Bizio, co-direttore della kermesse, e la vincitrice Videobank. “Sono stata costretta a dare mandato all’avvocato – spiega Tiziana Rocca – perché la società ha ottenuto il Festival con un progetto suo, e adesso lo deve rispettare”. A cosa si riferisce l’ex direttrice? “Il produttore di Al Pacino, che nella mia offerta era ospite confermato, mi ha chiamato per dirmi che era stato contattato dalla nuova direzione per venire ugualmente a Taormina. Io – racconta – lavoro da tre anni per avere la Star, perché sono eventi che non si mettono in piedi in un minuto. Sono stata costretta a inviare la diffida poiché le lettere già inviate, anche al Comitato, non avevano avuto risposte”. Stesso discorso, secondo Tiziana Rocca, per gli sponsor: “Peraltro, anche i soggetti privati che avevo individuato mi hanno riferito di essere stati parimenti contattati. Ripeto, questo non va: chi ha vinto deve portare avanti il progetto presentato in sede di gara e rispettarlo, perché quello è stato valutato”.

Il secondo siluro, invece, è il ricorso che gli avvocati di Agnus Dei stanno preparando. Un ricorso centrato sull’esclusione in fase finale perché “l’offerta economica era stata giudicata mancante, ma non è vero”. “Nell’offerta – spiega – avevamo esposto punto per punto quanto richiesto dal disciplinare di gara, specificando come ogni singola cifra sarebbe stata spesa. Il totale era cinquemila euro, inferiore a quella di Videobank ma superabile perché, forti di un punteggio superiore, avevamo possibilità di rilancio”. La proposta non era stata valutata visto che non seguiva i criteri fissati nell’invito di gara, ovvero un foglio con la somma in lettere e cifre. Criteri che, poi, non si ritrovavano nel disciplinare di gara su cui si era basata Agnus Dei: “La cifra c’era, era virgolettata all’interno degli altri dettagli. Io – spiega Tiziana Rocca – avevo messo nero su bianco tutto, inserendo il budget totale e la somma prevista. Tra l’altro, il bando era stato costruito perché privilegiava la creatività, così, escludere la mia offerta non esiste: il Comitato avrebbe dovuto riconsiderare tutto in sede di assegnazione definitiva. Tra l’altro – sottolinea, ritornando al tema della diffida – nell’offerta tecnica avevo scritto i nomi confermati e già un piano di tutte le proiezioni, non dichiarazioni di intenti”.

Ma cosa ne pensa l’autore del bando, l’avvocato Callipo? Interpellato, ha risposto così, via sms: “Tutto quello che potrei dirle è già scritto nello stesso bando”. Il sindaco di Taormina, Eligio Giardina, ha poi riferito di essersi consultato con l’avvocato Giacomo Ferrari (che già aveva formulato un parere in merito alla data di invio della documentazione da parte di Agnus Dei), che, contattato, racconta: “Ho espresso, in merito, un’opinione verbale, non scritta, dicendo che si poteva procedere all’aggiudicazione”. Aggiudicazione avvalorata anche dal segretario generale del Comune di Taormina, Rossana Carrubba (che ha affiancato la commissione in tutte le fasi), e da non meglio precisati avvocati consultati da Renato Accorinti, che, col doppio voto di primo cittadino di Messina e Sindaco Metropolitano, avrebbe potuto ribaltare la situazione.

Ma cosa è accaduto tra Taormina e Tiziana Rocca, che sembra essere vittima di una damnatio memoriae, come dimostra lo smantellamento di un mosaico celebrativo del Festival realizzato durante la sua gestione? “L’opera non era stata realizzata per mia volontà, ma fu offerta da uno sponsor. Per il resto – commenta – in questi anni, accollandomi tutte le spese, spese che non conoscevo, ho rilanciato il Festival. Non penso di aver seminato odio. Certo, magari, chi lavorava da anni lì si sarà sentito messo ai margini, ma io, come può confermare il segretario generale di Taorarte, Ninni Panzera, sono sempre stata carina con tutti”.

Alla domanda se alla base dei dissapori ci sia una lettera inviata alla Regione che parlava di fornitori ricorrenti, e che avrebbe generato un intervento dell’Anticorruzione, Tiziana Rocca risponde così: “Io non ho mai mandato alcuna missiva! Io ho usato tutti i fornitori esistenti, che sono bravi, e non ho lasciato alcun un debito a Taomina”. Tra i fornitori non c’era anche Videobank? “Sì, che è stata sempre pagata e con cui avevo ottimi rapporti; circostanza, questa, che mi fa stare ancor più male per quanto accaduto. Io – ribadisce – con tutti, a Taormina, dal sindaco al Comitato, ho sempre avuto splendide relazioni professionali e non basate sulle chiacchiere!”.

 

 

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