MESSINA. Dal 9 all’11 ottobre Villa Dante ospita la Festa provinciale dell’Unità della Federazione provinciale del Partito Democratico di Messina. Il titolo è «Tra due mari, il nostro futuro», le tre parole chiave sono pace, lavoro e ambiente. È la terza edizione dopo quelle di piazza Duomo e del Mercato del Pesce.
Nel presentarla, il segretario provinciale Armando Hyerace ha scelto di lasciare il tavolo ai Giovani Democratici: «La Festa è in collaborazione, direi in grandissima collaborazione, con i Giovani Democratici, che da un anno e mezzo ci danno una grande mano nell’organizzazione di eventi e di iniziative politiche. Un partito si misura anche da questo: dalla capacità di affidare responsabilità reali a chi arriva, invece di parlarne al futuro. I ragazzi che sono qui non stanno aiutando la federazione, la stanno costruendo, e non soltanto nell’organizzazione ma collaborando attivamente nella scelta dei temi, gli stessi che portano avanti nel loro lavoro politico quotidiano. Lascio subito la parola a loro».
La segretaria dei Giovani Democratici di Messina Hafsa Ennekkar ha illustrato la campagna regionale «Dove nasci conta». «È una campagna che parla del diritto a restare, perché sappiamo quanto sia diventato difficile vivere in una città come Messina, dove i giovani lasciano l’università per abitare altrove, per andare all’estero o semplicemente per cercare lavoro da un’altra parte».
Ennekkar ha indicato anche la crisi climatica fra i temi della Festa. «Per la nostra generazione non è una teoria astratta, è una realtà quotidiana. Messina e la sua provincia soffrono di gravi problemi idrici, e affrontare la transizione ecologica significa prima di tutto proteggere la nostra terra».
Emanuele Carlo, dei Giovani Democratici e consigliere della IV Municipalità, ha legato la Festa al calendario politico. «Rappresenta una sfida politica per il partito, perché ci sono appuntamenti elettorali molto importanti: le regionali e poi le politiche. Sono due appuntamenti a cui bisogna arrivare preparati, soprattutto sui temi che uniscono il centrosinistra». Dal percorso aperto con il panel «Dove nasci conta» nascerà una mozione sul diritto a restare, che il Partito Democratico depositerà nei consigli comunali del territorio.
Francesco Carabellò, dei Giovani Democratici, si è soffermato sulla scelta della sede. «Spesso tendiamo a parlare tra di noi di temi che compongono la nostra agenda politica, ma in un dialogo interno non si vincono le elezioni. Avvicinarsi a un luogo così popolato e così vissuto dalla città come Villa Dante è una cosa molto bella».
Sul panel dedicato alla transizione energetica, in programma sabato 10, Carabellò ha aggiunto: «Credere in un progetto che vuole rinunciare alle fonti fossili non significa soltanto energia pulita, significa lavoro. E tornare a parlare di lavoro significa avvicinarsi a tutte quelle classi sociali che oggi non ci guardano più con interesse».
Carabellò ha ricordato che la conferenza stampa cadeva nel 7 ottobre. «Come Partito Democratico condanniamo ogni azione belligerante, e allo stesso tempo dobbiamo stare senza se e senza ma al fianco del popolo palestinese, un popolo martoriato in questi tre anni. Vincendo le elezioni, uno dei primi atti politici potrebbe essere finalmente il riconoscimento dello Stato di Palestina, come hanno già fatto altri Paesi». Al tema sarà dedicata domenica 11 la presentazione di «Flotilla, in viaggio per Gaza» di Arturo Scotto.
Il segretario provinciale dei Giovani Democratici Emanuele Borgia ha rivendicato il protagonismo della propria generazione. «Viviamo in una delle province più grandi e ramificate d’Italia, e mi sento fortunato perché c’è una generazione di ragazzi che ha colto la possibilità di essere militante. Per troppi anni i giovani sono stati visti come qualcosa di astratto, una figura mitologica. Oggi stiamo cercando in tutti i modi di far sentire la nostra voce».
Per il Partito Democratico regionale è intervenuto il coordinatore della segreteria Giacomo D’Arrigo. «Tutte e nove le province hanno organizzato le proprie feste: chiuderemo con una sessantina di appuntamenti in tutta la Sicilia. In un contesto in cui la battuta comoda e il tweet virale vengono usati come politica, noi proviamo a mettere contenuti e a investire sulle nuove generazioni, non soltanto sui temi ma anche candidandole».
«Questa Festa arriva dopo la presentazione della legge speciale per Messina, in un territorio unico: non c’è un altro posto in Europa con due città metropolitane confinanti e con uno Stretto che è il primo punto di transito del continente. Il prossimo anno è un anno elettorale e Messina deve essere protagonista della battaglia regionale e di quella nazionale», ha aggiunto D’Arrigo, che sui giovani ha precisato: «Non mi colloco nella retorica secondo cui i giovani non devono andare via. Ognuno deve scegliere dove svolgere la propria vita, ma noi dobbiamo offrire a tutti la possibilità di tornare».
A chiudere la conferenza stampa è stata la presidente del Partito Democratico di Messina Valentina Martino. «Sappiamo tutti cosa sta succedendo in Europa e quanto sia pesante l’atmosfera che si respira in Italia. In questo contesto il Partito Democratico organizza una Festa dell’Unità a Villa Dante, un centro di aggregazione, per ricordare che c’è un partito che crede ancora nella possibilità di fare piazza, di stare in mezzo, di confrontarsi».
«E decide di abbattere lo stereotipo secondo cui i giovani non hanno voglia di fare niente. Quello che possiamo offrire loro è il diritto alla scelta, non soltanto il diritto di restare. Quale sia la scelta sono fatti nostri, ma il diritto alla scelta è fondamentale».
Nelle tre giornate sono previsti dibattiti su Costituzione, industria e transizione energetica, clima e territorio, sanità territoriale, insularità e aree interne, con parlamentari nazionali ed europei, sindaci, sindacati, Università e associazioni. In programma anche quattro presentazioni di libri, musica dal vivo, area food, mercatino degli artigiani e il triangolare di calcetto Memorial Dino Smedile.





