MESSINA. Per lo scenario politico messinese, quella appena terminata è stata una settimana interessante, e parecchie cose sono cambiate. Renato Accorinti è uscito vincitore dal tranello della sfiducia, il Pd si è spaccato a causa del voto di quella nottata, Forza Italia pure, i Centristi per la Sicilia hanno dichiarato l’apertura della campagna elettorale, un altro assessore si è dimesso.

E’ proprio sull’uscita di Daniela Ursino dall’esecutivo Accorinti che Vento dello Stretto prende spunto per “fare un consuntivo” di quattro anni di lavoro sulla cultura: “l’Assessore Ursino paga l’impegno e la dedizione.  E’ stata messa all’angolo perché rispondeva alla logica del “fare”. L’Assessorato alla Cultura negli ultimi otto mesi ha mostrato una vitalità ed un attivismo sconosciuto in questi tre anni e mezzo”, spiega un comunicato firmato da Piero Adamo, Daniele Travisano, Ferdinando Croce, Francesco Rizzo, Ivan Bombaci, secondo i quali Daniela Ursino “è stata sacrificata perché ha interloquito troppo con i privati e con le associazioni e ha aperto l’Assessorato alla cultura a soggetti esterni al cerchio magico dell’intellighenzia accorintiana”. Versione dei fatti, questa, sostenuta dallo stesso ex assessore e confermata da Accorinti: Daniela Ursino, così come Luca Eller, non era ben vista da Cambiamo Messina dal basso. “In questi mesi, da oppositori di questa Amministrazione, possiamo affermare che  nell’Assessore Ursino avevamo trovato un interlocutore disponibile con il quale stavamo sviluppando proposte culturali interessanti relative all’Antiquarium, al Museo della Vara, al sito archeologico di Largo Avignone che – grazie ad una sinergia eccezionale – sta in questi mesi rivedendo la luce dopo decenni di oblio. Adesso con molta probabilità avremo un altro anno di nulla”, conclude il comunicato di Vento dello Stretto.

Ma non ci sono solo polemiche verso l’amministrazione: i partiti, al loro interno, sono in pieno tumulto. Soprattutto il Pd, che alle tempeste a livello nazionale somma anche quelle locali. I LabDem di Giuseppe Fera, Francesco Barbalace e Luigi Beninati, dicono la loro sull’esito del voto democratico alla mozione di sfuiducia (tre contrari, un favorevole, la capogruppo Antonella Russo). “A seguito dei numerosi incontri tenuti nelle ultime settimane, non vi possono, né vi potevano, essere dubbi in ordine alla volontà del Partito di votare favorevolmente a tale mozione“, spiegano i tre , che aggiungono” coloro i quali hanno assunto una diversa posizione al di fuori delle decisioni deliberate votando contro la mozione di sfiducia  lo hanno fatto in aperta violazione di una determinazione dal PD legittimamente adottata”. la conclusione è vagamente minacciosa contro i tre “dissidenti” (Claudio Cardile, Gaetano Gennaro e Pietro Iannello): “I fatti si incaricheranno di dimostrare nei prossimi mesi la piena e personale responsabilità di coloro i quali si sono discostati dalla linea del Partito, incuranti delle gravi conseguenti responsabilità”

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emmesics
emmesics
21 Febbraio 2017 10:04

capisco che prendere ordini da Carbone possa causare non pochi mal di pancia a chiunque, ma i tre consiglieri di quel che resta del PD avvrebbero dovuto comunque togliere la fiducia al peggior sindaco che mai messina ha avuto, restituendolo alla distribuzione di magliette e gadget contro il ponte e restituendo la parola ai messinesi, senza pensare alla poltrona.