MESSINA. Scontato dire che se Federico Basile presenta il suo programma come un potenziamento delle azioni già portate avanti durante la scorsa sindacatura, gli altri candidati a sindaco non vedano l’ora di smontare e/o rivoluzionare Messina. È un po’ la sintesi dei programmi dei cinque candidati a sindaco alle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, con ormai i cinque programmi elettorali ben definiti e che spaziano da idee concrete (e facilmente perseguibili) a promesse stampate nero su bianco ma che dipendono più dalla volontà di terzi, che dalle amministrazioni che governeranno Palazzo Zanca per i prossimi cinque anni (salvo ennesime dimissioni anticipate).
Le principali differenze fra i programmi elettorali stanno sicuramente nella visione di Messina che i candidati vogliono dare alla città dello Stretto: Federico Basile (Sud Chiama Nord) vuole dargli una dimensione più “tecnologica”, Marcello Scurria (Centrodestra) più “ampia”, Antonella Russo (Centrosinistra) più “sociale”, Gaetano Sciacca (Rinascita Messina) più “tecnico-territoriale” e Lillo Valvieri (Lillo Valvieri Sindaco) più “popolare”, con idee che spaziano da una discoteca all’ultimo piano dell’ex Gasometro (Valvieri, che propone anche grattacieli in zona Sud), a una cittadella della Tecnologia per la Salute con aziende mondiali della robotica e interfacce cervello-computer (Basile, che però dipende molto da vari investitori privati). Oppure dal modello Riace di Sciacca (ripopolare i borghi con l’inserimento lavorativo dei rifugiati in attività artigianali locali, trasformando l’immigrazione da emergenza a risorsa socio-economica) all’ufficio dedicato alle politiche LGBTQIA+ e bilancio di genere (Russo). E da un governo differenziato per ambiti territoriali (Scurria) a un assessorato alla Pace, Diritti umani e Cooperazione internazionale (Sciacca, lontano dalle competenze comunali quotidiane).
In comune c’è sicuramente il decentramento amministrativo. Ma non è una notizia: se nel corso degli anni i villaggi vengono spesso dimenticati o lasciati a se stessi, in campagna elettorale sono sempre terreno fertile. La promessa è di riportare potere nei territori: Basile propone le Circoscrizioni come braccio operativo del Comune con un “portafogli”, prevedendo una quota fissa di bilancio, il trasferimento di competenze, più personale tecnico-amministrativo e Comitati di Partecipazione Civica legati alle Circoscrizioni; Scurria le vuole trasformare da organi consultivi a “veri centri operativi”, trasferendo competenze, risorse e responsabilità su manutenzione, verde, viabilità locale e servizi quotidiani, e prevedendo anche una figura dirigenziale per ogni circoscrizione, conferenza dei presidenti e presidi di polizia municipale territoriali; la Russo parla di Municipi con capacità decisionale, autonomia gestionale, competenze e risorse, partendo da manutenzione ordinaria di strade, marciapiedi, verde e spazi pubblici, aggiungendo case di quartiere, bilancio partecipato e confronto nei Municipi; Sciacca propone più responsabilità e coperture finanziarie alle circoscrizioni, definite come punto di riferimento per raccogliere le necessità reali dei territori e agire più tempestivamente; e Valvieri insiste su servizi, commercio, poli sportivi, attività economiche e, in particolare, sul recupero di Larderia.
Altro tema toccato da più candidati è l’erogazione idrica h24: Basile la promette entro il 2028, con nuova captazione e gestione intelligente delle reti, e un piano che indica il passaggio da 12 ore a 24 ore di erogazione (sensori IoT e intelligenza artificiale per individuare perdite e regolare la pressione); la Russo propone di mappare e rinnovare la rete idrica comunale, ridurre le perdite e individuare nuove fonti; Scurria inserisce il servizio idrico dentro il tema delle partecipate e dei servizi pubblici locali, segnalando “criticità strutturali della rete” e proponendo standard minimi, obiettivi annuali, monitoraggio e rendicontazione delle partecipate. E gli altri due? Se Valvieri non menziona completamente l’argomento, Sciacca, invece, insiste molto sul deflusso delle acque: caditoie, tombini e manutenzione.
Tutti e cinque parlano di mobilità nei villaggi, collegamenti collinari e trasporto pubblico, anche se con soluzioni diverse: Basile propone mobilità a richiesta per i 48 villaggi, con bus a chiamata tramite app o telefono, collegamento con nodi di scambio, tram, bici, monopattini e taxi in un’unica logica intermodale; la Russo vuole rafforzare linee collinari, collegamenti con i villaggi, frequenze, coincidenze e servizi nelle fasce critiche, proponendo anche integrazione tram-autobus e revisione di piste ciclabili, parcheggi, ZTL e strisce blu; Sciacca propone un trasporto pubblico “a pettine”, con più collegamenti monte-valle integrati con Metroferrovia e Metromare, rivedendo il tram e rimuovendo le piste ciclabili, per lui “imbuti” del traffico; Scurria pensa a un piano integrato della mobilità urbana, trasporto pubblico efficiente, revisione della viabilità, mobilità ciclabile e abbattimento barriere; mentre Valvieri parla di parcheggi, viabilità, parcheggio all’ex Gasometro, collegamenti con l’aeroporto di Reggio e porticcioli. Su questo tema, il più critico è Sciacca, che ha praticamente basato la sua candidatura contro le opere di mobilità sostenibile cantierate dalla passata amministrazione (e infatti da qui nasce il Movimento 3 S che poi porterà a Rinascita Messina): l’idea di Sciacca è di rimuovere le piste ciclabili nel centro congestionato e lungo strade strategiche (privilegiando percorsi naturalistici, ferrovie dismesse, aree verdi e cicloturismo) , ripensando il percorso del tram (a Provinciale il tram dovrebbe scendere da Villa Dante, imboccare via San Cosimo, arrivare a via La Farina e poi via Bonino; lungo la Cortina del porto spostare la linea lato mare). Degli interventi che richiederebbero letteralmente “una barca di soldi” (per non parlare dei contrasti con fondi già stanziati e pianificazione già approvata).
Dei collegamenti con Reggio Calabria, di un’area integrata e della Metromare ne parlano tutti, chi inserendo anche dei nodi con l’aeroporto dello Stretto: la metropolitana del mare è menzionata nei programmi di tutti, così come tutti concordano nel rendere l’Aeroporto di Reggio Calabria effettivamente anche di Messina. Sciacca, inoltre, considera la metromare come una mobilità alternativa al Ponte. Il progetto di Scurria è anche quella di dare luogo a un’Agenzia dello Stretto, idea che, però, dipende più da cooperazioni interistituzionali, Regione, Reggio, Autorità portuale e Stato, che dal sindaco di Messina.
Sul waterfront sono tutti d’accordo: restituire il mare ai messinesi è un fil rouge, anche se i progetti sono diversi: Basile vuole recuperare l’intero affaccio a mare, con il waterfront liberato dai binari, la Zona Falcata con un Eco Acquario, il Pilone e il diportismo; Scurria parla di infrastrutture verdi e blu, rigenerazione urbana e riuso delle aree dismesse; la Russo menziona il rapporto tra aree portuali e città a partire da Zona Falcata, porto storico, Tremestieri e Rada San Francesco, in equilibrio tra lavoro, impresa, paesaggio e qualità urbana; Sciacca propone riqualificazione della Zona Falcata con il ritorno della cantieristica navale, un polo turistico-ricettivo, la nautica da diporto e un porticciolo nella rada San Francesco, proponendo anche il Waterfront Sud con spiagge, lidi, ristorazione, attività a km zero e un polo turistico-sportivo; e Valvieri si concentra sulla Zona Falcata e sul waterfront fino a Gazzi, con grattacieli moderni, alberghi, lidi e attrazioni turistiche.
Anche il PUG (Piano urbanistico generale) è un tema condiviso da (quasi) tutti: Basile propone un consumo di suolo zero, rigenerazione, recupero aree marginali e degradate, social housing diffuso e un “Progetto Urbano”; Scurria dedica un capitolo ad assetto del territorio e rigenerazione urbana, con un nuovo PUG, riuso del patrimonio esistente, economia circolare e infrastrutture verdi e blu; la Russo vuole fare del nuovo PUG la cornice dello sviluppo, con rigenerazione dei quartieri, recupero aree dismesse, qualità degli spazi pubblici, tutela del paesaggio e principio del “costruire sul costruito”; Sciacca propone il passaggio da una “cultura della cementificazione” a conservazione, restauro, riuso e fruizione pubblica del patrimonio storico e paesaggistico.
Sciacca, la Russo e Scurria sono, inoltre, accomunati dal tema delle partecipate, che ha sempre diviso l’amministrazione uscente e l’opposizione: la Russo vuole il riordino delle partecipate, l’eliminazione della Patrimonio Messina S.p.A., la revisione dei contratti di servizio (AMAM sull’idrico, Messina Social City sui servizi sociali, MessinaServizi su rifiuti e qualità urbana), nonché indicatori pubblici su costi, tempi, qualità e soddisfazione; Scurria propone governance unitaria tra Comune e partecipate, ridefinizione delle competenze, eliminazione di duplicazioni, rafforzamento del controllo analogo e monitoraggio continuo; e Sciacca vuole ridurre il numero delle partecipate e riportarle sotto il controllo dell’amministrazione comunale e del Consiglio, non solo sulle nomine e sui bilanci ma anche sulle scelte amministrative e finanziarie. Basile anche le menziona ma, visto che la loro trasformazione è stata guidata prima dall’Amministrazione De Luca e poi dalla sua, tratta più di “semplificazione”, all’interno dell’Agenda digitale, nonché, in contrasto ai programmi dei suoi avversari, parla di rafforzamento delle competenze amministrative delle partecipate.
Fra i temi più condivisi c’è sicuramente quello del rinsanamento e del diritto alla casa, con la Russo che propone una strategia sociale più ampia: un piano definitivo di risanamento e sbaraccamento, recupero del patrimonio abitativo, social housing diffuso, sostegno contro sfratti e povertà abitativa, dormitori e accoglienza; Basile parla di azzeramento delle baraccopoli, 487 alloggi PinQua, Housing First, fondo affitto, contrasto alle occupazioni e cohousing studenti-anziani; nel suo capitolo, Scurria parla di politiche abitative, recupero patrimonio edilizio, housing accessibile e rigenerazione sociale dell’abitare; Sciacca propone recupero di immobili comunali inutilizzati per finalità abitative, housing sociale, misure anti-sfratto e contributi affitto; e Valvieri si limita a parlare di progetti sociali per chi ha difficoltà economiche o sociali.
Tutti, ma con sfumature diverse, parlano anche di turismo, cultura ed eventi, per trasformare Messina da semplice città di passaggio a meta turistica: Basile punta su 250 mila presenze, 5.000 posti letto, albergo diffuso, eventi su nove mesi, turismo crocieristico, Eco Acquario, Pilone e diportismo; Scurria ha capitoli su turismo sostenibile, sistema culturale, eventi, industria creativa, spazi culturali, enogastronomia e il progetto “Messina SI…fiera” per far ritornare Messina a polo fieristico; Russo vuole valorizzare il Museo Regionale, i musei cittadini, la cultura diffusa nei quartieri, gli spazi gratuiti per creativi, le sale prova, l’Archivio storico e un’offerta continua, invece della logica del grande evento (allusione alla passata amministrazione); Sciacca propone un censimento del patrimonio, il recupero di Badiazza e dei colli San Rizzo, nuovi poli museali, rientro di opere trafugate, grandi mostre, modello Riace nei villaggi, Museo del Fango; e Valvieri propone Messina come “Capitale dell’Arte”, chiusura di viale San Martino nei weekend per eventi, spazi per artisti e la valorizzazione di Santa Maria di Gesù, riavviando gli scavi del vecchio monastero e valorizzando l’area della presunta tomba di Antonello.
Quasi unanime è il tema del dissesto irdogeologico e della copertura dei torrenti: la Russo propone un grande piano di messa in sicurezza su 75 torrenti, coste, colline, versanti, viabilità fragile e vie di fuga dei villaggi periferici e collinari; Sciacca insiste su torrenti coperti, rischio idraulico e sismico, eliminazione dei parcheggi sopra i torrenti, manutenzione di tombini e caditoie, difesa dei villaggi nelle vallate; Scurria su sicurezza del territorio, difesa del suolo, protezione civile, rischio sismico, piano clima e territorio vulnerabile; Basile collega sostenibilità, mobilità green, economia circolare, Parco dei Peloritani, PUG e rigenerazione ambientale; e Valvieri propone frangiflutti per la costa tirrenica, copertura del torrente Annunziata e porticcioli lungo la costa.
Di rifiuti ne parlano Basile, Russo, Scurria e Sciacca: il primo promette il 70% di differenziata, impianto FORSU, tariffa puntuale (e più bassa), gestione smart dei rifiuti anche nei villaggi; la Russo propone MessinaServizi con management qualificato, obiettivi misurabili, nuovo piano raccolta e polo logistico adeguato; Scurria inserisce rifiuti e tutela del paesaggio nel capitolo ambiente, con standard misurabili per le partecipate; e Sciacca parla di economia circolare nei villaggi, isole ecologiche e baratto amministrativo (per sgravi TARI, agevolazioni IMU e suolo pubblico in cambio di servizi di pubblica utilità).
Infine, i giovani restano un altro punto centrale dei programmi elettorali, con Basile che rilancia I-Hub e Invest Messina, più la uova “Blu Academy”, un incontro domanda-offerta, la Hydrogen Valley (per la produzione di idrogeno a Messina), la cittadella della salute e altre attrazione investimenti; Scurria parla di capitale umano, lavoro qualificato, contrasto alla fuga dei talenti, formazione, scuola, università, startup e trasformazione digitale; la Russo collega lavoro, università, innovazione e investimenti alla qualità della vita e ai servizi, e propone spazi di coworking, co-studying e socialità nei quartieri; Sciacca propone coworking nell’ex Ospedale oncologico di Sperone, spazi comunali per giovani, laboratori culturali e digitali, micro-imprese e cooperative nei villaggi; e Valvieri propone la formazione professionale per mestieri manuali mancanti (elettricisti, idraulici, carpentieri, muratori e artigiani).
Dove, invece, si distinguono i candidati? Il programma di Federico Basile viaggia verso la modernizzazione tecnologica e la continuità di governo, per trasformare Messina in un hub mediterraneo. Fra i temi più caratterizzanti ci sono: Smart city (comune in tasca, servizi digitali al 100%, open data, intelligenza artificiale, digital twin urbano). Acqua h24; Hydrogen Valley, Solar Hub, I-Hub, Invest Messina (per innovazione, energia, startup, brevetti e attrazione investimenti); Cittadella della Tecnologia per la Salute (trasformare IRCCS Neurolesi e Università in polo per robotica, protesi, interfacce cervello-computer e imprese health-tech); ed Eco Grande Acquario dello Stretto in Zona Falcata (progetto turistico-scientifico come grande attrattore).
Il tratto distintivo del programma di Marcello Scurria è quello di riorganizzare Messina come città policentrica: non una città uniforme, ma un mosaico di villaggi, quartieri, marine, colline, periferie e aree fragili: Messina “100 paesi”, “cento città in una” (ogni territorio va governato secondo bisogni specifici, non con un modello unico); Decentramento operativo (circoscrizioni come veri nodi amministrativi, non solo organi consultivi); Programmi territoriali integrati (per quartieri, villaggi e ambiti omogenei); Metodo “Fatti, Velocità, Verità” (cronoprogrammi pubblici, tempi verificabili, indicatori di risultato e trasparenza sull’attuazione); Agenzia dello Stretto (governance stabile Messina-Reggio); Nuovo PUG, rigenerazione urbana, waterfront, infrastrutture verdi e blu (pianificazione territoriale) e Riordino macchina amministrativa e partecipate (con un taglio più manageriale).
Antonella Russo presenta una città dei servizi, dei diritti, della trasparenza e della manutenzione profonda, con un programma più riconoscibile sul piano politico-valoriale, con una cura del territorio, delle persone, dell’abitare, della democrazia e delle istituzioni: Piano sui 75 torrenti, coste, colline, vie di fuga e rischio idrogeologico (sicurezza del territorio); Agenda sociale e di genere (bilancio di genere, politiche per le donne, centri antiviolenza, educazione sesso-affettiva e autonomia economica femminile); Rapporto strutturato con comunità LGBTQIA+ (ufficio dedicato al coordinamento delle politiche pubbliche); Eliminazione di Patrimonio Messina S.p.A. (tra le proposte più nette); Studentato diffuso a Giampilieri (recuperando abitazioni comunali disabitate); Cultura diffusa, non solo grandi eventi (biblioteche, case di quartiere, sale prova, spazi gratuiti per creativi e Archivio storico); e Monitoraggio pubblico del programma (dati aperti e confronto).
Il programma di Gaetano Sciacca ha, invece, un profilo più “ingegneristico” e più apertamente conflittuale con le scelte dell’amministrazione uscente: Stop alle piste ciclabili nel centro congestionato (ciclabili dove su percorsi naturalistici, aree verdi e ferrovie dismesse); Nuovo percorso del tram (modifiche radicali al tracciato); Torrenti coperti e sicurezza idraulico-sismica (no ai parcheggi sopra i torrenti coperti); Difesa degli alberi (no a tagli inutili e no ai micro-alberi nelle vie strette); Trasporto pubblico “a pettine” (collegamenti monte-valle, integrazione con metroferrovia e Metromare, senza doppioni del tram); Riduzione delle partecipate (con ritorno sotto controllo politico-amministrativo del Comune); Modello Riace per i villaggi abbandonati (accoglienza e integrazione per far rivivere Masse, Molino, Altolia e altri centri periferici); e Rientro a Messina di opere e documenti trafugati nei secoli (grandi mostre e recupero del patrimonio storico).
Quello di Lillo Valvieri, infine, è il programma più breve, che parla meno di governance e più di parcheggi, discoteca, grattacieli, funivia, Baby Park, ACR Messina, artigiani e porticcioli: Formazione professionale per mestieri manuali (elettricisti, idraulici, carpentieri, muratori e artigiani); Rilancio di Larderia (come zona artigianale-industriale); Sostegno a negozi, piccole imprese e mercati locali; Funivia turistica Laghi di Ganzirri-Torre Faro; Parcheggio multipiano all’ex Gasometro con discoteca vista Stretto all’ultimo piano; Grattacieli moderni, alberghi, lidi e attrazioni nella Zona Falcata e sul fronte mare fino a Gazzi; Ripristino del Baby Park; ACR Messina e sport (agevolazioni per chi investe nella squadra, concessione stadi e poli sportivi nei quartieri); Messina Capitale dell’Arte (chiusura di viale San Martino nei weekend per eventi, mostre, spettacoli e artisti di strada); e Santa Maria di Gesù e tomba di Antonello da Messina (rilancio degli scavi e valorizzazione turistica).
Fra le proposte più “forti” (e più facilmente realizzabili), che potrebbero trasformare Messina (qualora venissero realizzate concretamente), ci sono sicuramente l’erogazione idrica h24 e la “rete idrica intelligente” di Basile; il nuovo PUG e rigenerazione urbana di Scurria/Russo (che, nel bene o nel male, darebbe una nuova identità alle strade cittadine); i decentramento vero alle municipalità (menzionato da Scurria, Russo, Basile e Sciacca, con anche se con accenti diversi); il risanamento, il social housing e l’azzeramento baraccopoli (Basile, Russo e Scurria); il riordino delle partecipate (menzionato da Russo, Scurria, Sciacca e che anche qui, nel bene o nel male, stravolgerebbe l’azione amministrativa e l’erogazione dei servizi come il tpl, l’acqua, la raccolta differenziata, ecc.) e la digitalizzazione reale dei servizi comunali (valorizzata in particolare da Basile, Scurria e Russo).
Per una lettura approfondita, qui i link ai programmi dei candidati:
Federico Basile (Sud Chiama Nord)
Marcello Scurria (Centrodestra)
Antonella Russo (Centrosinistra)
Gaetano Sciacca (Rinascita Messina)
Lillo Valvieri (Lillo Valvieri Sindaco)


