MESSINA. Il fenomeno è vecchio quanto la politica, ma raramente erano successi tanti casi concentrati in così poco tempo: i “giri di valzer” elettorali, più che l’eccezione, stanno diventando la regola delle amministrative 2018 messinesi. E non ne è esente, in modalità differenti, pressochè nessuno degli schieramenti.

I casi più clamorosi, anche perchè più recenti, sono quelli di Cristina Rossitto e Lucy Fenech. La prima, assessore designato nello schieramento a cinque stelle di Gaetano Sciacca, venerdi ha salutato la compagine e si è accasata a Forza Italia, sponda deputato regionale Tommaso Calderone, provocando la comprensibile reazione stizzita da parte dei pentastellati.

Lucy Fenech, invece, ha una storia che parte da più lontano: da quando, cioè, il suo nome non era comparso in nessuna delle tre liste a sostegno di Renato Accorinti, dello schieramento del quale è stata capogruppo in consiglio comunale per anni. Dopo qualche giorno, la risposta agli interrogativi: Lucy Fenech è stata candidata nella lista di Antonio Saitta, candidato a sindaco per il centrosinistra. La vera sorpresa, però, è arrivata mercoledi scorso, all’atto del deposito delle liste, con l’inserimento del suo nome nel novero degli assessori designati da Saitta. Tutto questo, mentre facevano notare da Cambiamo Messina dal basso, agli atti del consiglio Lucy Fenech risultava ancora capogruppo di Cmdb.

Anche il centrosinistra ha però le sue gatte da pelare: non c’è nulla di ufficiale, ma la presenza di Fabio D’Amore alla convention di Bramanti con il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani è stata parecchio chiacchierata: D’Amore, candidato col Pd al senato alle politiche di marzo, si troverebbe in rotta con Sicilia Futura, che appoggia Saitta, e con Beppe Picciolo, che ne è il leader e che, all’indomani della scoppola presa dal Pd alle politiche, aveva ventilato l’ipotesi di poter passare il Rubicone e accasarsi nel centrodestra. Per lui pare l’abbia fatto Fabio D’Amore.

Per la stessa Sicilia Futura, a gennaio è entrato in consiglio comunale Salvatore Serra, in sostituzione di Elvira Amata. E in Sicilia Futura è durato pochissimo, dato che si presenterà alle amministrative si presenterà nella lista Bramanti sindaco. E ancora, per Sicilia Futura, che sta accusando una strana morìa, nell’ultimo periodo aveva dimostrato simpatia e interesse l’ex assessore della giunta di Peppino Buzzanca, Pippo Isgrò. Che oggi è in lista con Bramanti sindaco

E allo stesso incontro elettorale per lanciare al campagna elettorale di Bramanti, si è rivisto anche Enzo Garofalo, ex deputato (non riconfermato) con l’Ncd/Alternativa popolare, che a marzo si è presentato col centrosinistra e che invece, così come l’ex collega di partito Nino Germanà, sembra essere tornato alla casa madre di Forza Italia (Germanà lo aveva fatto già in occasione delle regionali di novembre 2017, dopo aver avuto un assessore “in quota” nel governo di Rosario Crocetta fino a qualche settimana prima).

A conferma del fatto che è stato un “dopo politiche” molto complicato per il Pd ed il centrosinistra, i Giovani democratici hanno perso in un colpo solo, un mese e mezzo fa, sia Guglielmo Sidoti che Antonio Ramires hanno salutato la compagnia, scegliendo però strade diametralmente opposte: Renato Accorinti il primo, il centrodestra di Dino Bramanti, sponda Ora Messina, il secondo.

La sindrome da abbandono ha colpito anche Cateno De Luca: prima delle regionali, quindi novembre 2017, aveva già provveduto ad indicare gli assessori che avrebbe nominato qualora fosse stato eletto sindaco, otto mesi dopo. Tra di essi figurava Antonio Briguglio, che prima era uscito dal novero degli assessori (ma sarebbe stato comunque candidato al consiglio comunale) poi, dopo il “fattaccio” del Patto per Messina con Dino Bramanti, ha definitivamente abbandonato De Luca. Tempo qualche settimana, e si è abbondantemente consolato: sul suo profilo Facebook scrive di un incarico conferitogli dalla presidentessa di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, e dal direttivo del partito, per lavorare a fianco dell’assessore regionale al Turismo Sandro Pappalardo. Ruolo ridimensionato però da Elvira Amata, che di Fratelli d’Italia è deputata regionale: “C’è una collaborazione ma non si tratta di un incarico. Riabilitiamo Messina ha dei progetti che troviamo validi e che Fratelli d’Italia ha sposato”, ha dichiarato Elvira Amata.

Chi ha lamentato un voltafaccia “ideologico” è stato Pippo Trischitta, che dal caffè preso a Catania con Matteo Salvini si attendeva un possibile sostegno da parte della lega, che invece dopo tentennamenti, indecisioni, prese di posizioni e ditini alzati si è accasata con Bramanti. Che, da parte sua, un piccolo “sgarro” lo ha subito anche lui. Benchè non schierato con nessuno, Nino Principato, che non ha mai dimostrato particolari simpatie di sinistra, ha spiazzato tutti mettendosi a disposizione della lista Saitta sindaco, invece che nel centrodestra come si sarebbe potuto immaginare.

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Nino Principato
Nino Principato
22 Maggio 2018 0:22

Nino Principato non è di centro, né di destra e né di sinistra, è per la persona ed essendo apartitico, si può permettere di stare con chiunque abbia un serio programma per Messina e Saitta è uno di questi