MESSINA. Il comune di Messina ha pubblicato il Bando della Democrazia Partecipata anno 2024 finalizzato al coinvolgimento della cittadinanza per la scelta di azioni di interesse comune: tutti i cittadini, che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età residenti nel Comune di Messina, le Associazioni, le Ditte, gli Enti pubblici e privati ed in generale gli organismi di rappresentazione collettiva che abbiano sede legale ed operativa nel territorio comunale, potranno proporre un’azione nell’interesse della città, entro il 31 agosto 2024, esprimendo una sola preferenza accedendo all’indirizzo https://serviziweb.comune.messina.it/inserisciProposta.php, indicando la tematica, la località, la strada e l’azione che si intende realizzare. Le aree tematiche sono cinque e riguardano: 1) Attività Sociali, Scolastiche ed Educative; 2) Sviluppo Economico e Turismo; 3) Attività Culturali, Sportive e Ricreative; 4) Ambiente e Territorio; 5) Aree Verdi. Le proposte formulate dai cittadini saranno ordinate e rappresentate in un documento denominato “Documento sulla Partecipazione” predisposto a conclusione della fase di valutazione che sarà poi esitato dalla Giunta Comunale e costituirà parte del progetto del bilancio di previsione da sottoporre all’approvazione del Consiglio comunale. Per il 2024, la somma a disposizione di Messina, cioè il 2% delle somme trasferite dalla Regione Siciliana, è pari a 110.705,02 euro.

Cifre, condizioni e paramentri che potrebbero cambiare, anche grazie a un’associazione messinese: il 25 giugno i rappresentanti del progetto Spendiamoli Insieme sono stati convocati a Palermo dalla Regione Siciliana per discutere di adeguamenti alla legge regionale sulla democrazia partecipata.
Era una richiesta avanzata da tempo quella di tornare a parlare di miglioramenti alla legge regionale, a dieci anni dalla sua approvazione. Ed era una richiesta sostenuta dalle migliaia di adesioni raccolte con “Scriviamola Insieme”, la raccolta firme nata con lo specifico obiettivo di “chiedere alla Regione Siciliana di co-progettare una nuova legge che permetta ai Comuni di utilizzare in modo semplice, efficace e realmente partecipativo gli oltre 4 milioni di euro disponibili ogni anno per realizzare progetti presentati e scelti dalla cittadinanza”.

«Dall’audizione è emerso che la legge sarà presto modificata con l’eliminazione delle sanzioni previste per i Comuni inadempienti», spiegano i rappresentanti di Spendiamoli Insieme «Eliminare le sanzioni è la richiesta degli uffici regionali, per ragioni di snellimento burocratico dato che è ritenuto troppo faticoso il lavoro di calcolo delle stesse sanzioni, ed è possibile che trovi d’accordo molti Comuni che non hanno mai preso davvero a cuore l’opportunità di coinvolgere la cittadinanza offerta dalla legge regionale sulla democrazia partecipata. Così abbiamo chiesto di poter introdurre modifiche alla legge che da una parte compensino il danno che deriva dall’eliminazione delle sanzioni e dall’altro permettano ai processi di democrazia partecipata di svolgersi in maniera certa, chiara, efficace ed inclusiva. Senza le sanzioni probabilmente il numero totale di processi in Sicilia diminuirà. Ma scompariranno anche i processi svolti dai Comuni senza un reale impegno ad aprire alla partecipazione popolare, quelli con numeri di partecipazione bassissimi mentre secondo noi resteranno in piedi processi partecipativi virtuosi che con Spendiamoli Insieme continueremo a supportare e a raccontare». Entro il 9 luglio Spendiamoli Insieme invierà alla Regione le proposte di modifica. «Chiederemo tempi di attuazione certi e l’istituzione di una “Settimana della Democrazia Partecipata in Sicilia”, disponibilità di somme certe e la convocazione obbligatoria di assemblee pubbliche aperte alla cittadinanza durante le fasi di proposta e votazione. E insieme a queste richieste invieremo alla Regione le firme raccolte a sostegno di una buona modifica della legge con “Scriviamola Insieme”».

 

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