MESSINA. Un video e una filastrocca sulla pagina Facebook del sindaco, in uno dei consueti post sui “lordatori seriali”. Ma questa volta c’è qualcosa di diverso: un richiamo (“indovina, indovinello…” ), indizi (“ecco l’uomo di cultura dove butta la spazzatura”) e riferimenti alla “doppia morale” che accompagnano il filmato, realizzato con una ripresa fatta a mano anziché con una telecamera fissa. Dal video emergono anche altri fotogrammi, che oltre a immortalare il gesto dell’uomo, il quale, in pieno giorno, getta quella che sembra una piccola scatola di cartone in un mastello di Villa Dante, mostrano anche l’abitazione del supposto lordatore, questa volta in orario serale. In particolare l’inquadratura mostra tre donne – presumibilmente tre funzionarie del corpo dei vigili urbani – che sostano dinanzi alla porta di una casa a pian terreno, perfettamente riconoscibile per chi conosce la zona.

A fornisce qualche indizio in più è uno sguardo più attento all’immagine sfocata di inizio video. Malgrado l’intervento volto a “tutelare la privacy”, si distingue infatti la sagoma dell’uomo, piuttosto familiare per chi, nella giornata di domenica, è stato presente alla protesta dei librai a Piazza del Popolo. Si tratta infatti di Renato Ciraolo, fra i promotori dei primi tentativi di compostaggio proprio a Villa Dante e animatore di quel Circolo Pickwick che nelle ultime due settimane è stato al centro della mobilitazione a favore delle bancarelle di libri. Oltre che di un circolo incrociato di denunce che lo ha contrapposto al Sindaco De Luca e ai vigili urbani, da lui accusati nelle settimane scorse di abuso di potere.

 

 

Il video non è passato ovviamente inosservato, suscitando un vespaio di reazioni. Molti, infatti, hanno criticato la decisione di mostrare non solo l’atto in sé, ma anche l’abitazione di un cittadino (un oppositore del sindaco) accusato di una infrazione, mentre altri si interrogano su chi sia l’autore o l’autrice delle riprese, che ha immortalato l’uomo in diversi momenti della giornata.

A commentare l’accaduto, sui social, è l’ex consigliere comunale Gino Sturniolo, che riporta le parole dello stesso Ciraolo in “dichiarazione-denuncia” depositata presso gli uffici della Polizia Municipale.

«Un clima poliziesco, da Grande Fratello. Dopo le manifestazioni di Piazza del popolo – scrive l’esponente di Antudo – il sindaco De Luca sta facendo girare un video finalizzato a infangare l’onorabilità di un componente dell’associazione informale Pickwick. Non sappiamo esattamente con chi crede di avere a che fare. Di sicuro può togliersi dalla testa che ci faremo impressionare dai suo video».

Di seguito, invece, il testo di Ciraolo, che fornisce un’interpretazione diversa rispetto a quella fornita dal primo cittadino:

«Alla polizia municipale,

Sono Renato Ciraolo residente xxxxxxxxx, e domenica 7 novembre alle 19,30 mi è stato notificato per segnalazione anonima un verbale di accertamento per violazione dell’articolo 20 della legge/ ecc…( non si legge sulla copia carbone), per aver gettato in un cassonetto di villa Dante due scatole di cartone avvolte in un largo nastro adesivo marrone inseparabilmente attaccato, raccolte in strada. La mia abitazione dà sul marciapiede, dove si deposita ogni sorta di immondizia, dalle bottiglie di birra ai mucchi di cicche di sigarette, altamente inquinanti ma mai sanzionate, fino alle deiezioni e l’orina dei cani, spesso fatta sulla mia porta. E  tocca a me pulire, perché da tempo il servizio di spazzamento, anche se saltuario e approssimativo, è stato sospeso. Occorre aggiungere che non esistono sul marciapiede contenitori per i passanti, e questo, se non giustifica gli sporcaccioni, li incoraggia. Tutta la zona di villa Dante, come tante altre parti della città, è cosparsa di rifiuti, per cui ritengo che chi ne raccoglie e li riversa nei cassonetti pubblici compie opera di pulizia. Non poche volte ho raccolto pericolose bucce di banane e bottiglie di vetro sotto il marciapiede per evitare bucature ai veicoli. In queste condizioni e con questa mia disposizione ho depositato nel cassonetto dell’indifferenziato due piccole scatole di cartone e nastro adesivo non-differenziabili. Non conosco l’articolo di legge in oggetto, ma dubito che la mia azione rientri nella fattispecie. Ho rispettato il giusto obbligo del differenziamento, per cui il rifiuto giungerà alla sua stabilita destinazione per via regolare, e penso di aver dato un piccolo doveroso contributo. Chiedo cosa devo fare dei fogli pubblicitari che ingombrano la mia buca delle lettere, che tolgono spazio alla mia posta e la mettono a rischio, perché ripeto, la mia abitazione dà sulla strada e capita che qualche passante per sfilare il foglio pubblicitario dalla buca tiri fuori anche le lettere. Se butto i fogli, rifiuti non miei, nel cassonetto di villa Dante rischio l’ammenda? Mi preme di non passare per inquinatore, dopo che dal marzo 2013 gestisco insieme con altri le compostiere di villa Dante, autorizzato a versare l’umido dagli uffici di Messina ambiente di via Cavalieri della Stella, mi pare. Sono in regola col pagamento della Tari e osservo gli orari e le modalità della raccolta porta a porta, come possono testimoniare i vostri operatori. Lo zelo del mio sconosciuto accusatore, scambiando due scatole di cartone per un sacchetto, è stato miope, innocentemente o dolosamente, mi dovrebbe essere consentito di appurarlo. Sanzionarmi sulla parola di un anonimo senza consentirmi un confronto mi sembra un procedimento anomalo. Questo sistema di denunce anonime è incivile e può prestarsi alla delazione, che è reato…», conclude.

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