MESSINA. Tre bonifiche, un cane poliziotto a setacciare costantemente tutti i luoghi chiusi in cui il Dalai Lama sarebbe passato, controlli con metal detector su tutti i tombini, orari d’arrivo e partenza noti solo a pochissimi, con tre alternative, strade sbarrate con autobotti per misure antiterrorismo, staffetta per scortare il Dalai Lama fino al Papardo, dove ha preso l’elicottero per andare a Palermo, tappa finale della sua tre giorni siciliana.

L’arrivo in città di Tenzin Gyatso ha messo a dura prova l’apparato di prevenzione di possibili attentati. E tutto si è svolto senza intoppi, con la Digos a fare gli straordinari per assicurare che tutto andasse per il meglio.

Uno spiegamento di forze che ha visto in campo Polizia, Carabinieri, Vigili urbani e parecchi agenti in borghese, piazzati nei punti nevralgici a tenere d’occhio con discrezione i numerosi partecipanti all’evento, ma soprattutto gli spostamenti del leader spirituale tibetano, dall’arrivo in mattinata da Taormina al “trasloco” a Palazzo Zanca per il pranzo fino alla sua partenza alla volta di Palermo.

Dal pomeriggio di ieri, Teatro Vittorio Emanuele e Comune di Messina sono stati sottoposti a tre differenti bonifiche alla ricerca di armi o esplosivi con l’ausilio di un cane poliziotto col fiuto allenato ad individuare tracce di polvere da sparo o materiale usato per confezionare bombe. Dal punto di vista della viabilità, il tratto di via Garibaldi tra il viale Boccetta e l’incrocio con la via Cesare Battisti (in direzione nord-sud) è stato chiuso e presidiato da agenti e sbarrato da auto di servizio e autobotti, per evitare che, come è successo durante i più recenti attentati dell’Isis, qualcuno si potesse scagliare con un mezzo pesante sulla folla: le strade perpendicolari alla via Garibaldi sono state chiuse con transenne, anch’esse presidiate.

Fuori dal teatro prima e dal Comune dopo, i blindati di polizia e Carabinieri con tenute antisommossa ben custodite ma pronte all’uso in caso di evenienza, e soprattutto un grande spiegamento di agenti, sia in divisa che, soprattutto, in borghese, agli angoli delle strade.

Al termine del pranzo, preceduto da una staffetta dei Vigili Urbani, il Dalai Lama e i suoi dodici accompagnatori si sono recati al Papardo per prendere un elicottero che li porterà a Palermo.

Tutto si è svolto in estrema tranquillità, senza alcun disagio per la cittadinanza. Che anzi ha apprezzato la “pedonalizzazione” forzata di una parte di via Garibaldi, piena di gente che ha approfittato dell’ultimo sole dell’estate.

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