MESSINA. Si terrà martedì 13 ottobre, alle 18.15, negli spazi di Onde Lente, in via dei Verdi, la presentazione di “Dove tornano le api”, il nuovo romanzo di Roberta Schira, giornalista, scrittrice e critica gastronomica, pubblicato da Garzanti. L’appuntamento, unica tappa siciliana dell’autrice, sarà l’occasione per esplorare una storia che intreccia memoria, fragilità, rinascita e bisogno di appartenenza. Al termine dell’incontro, la letteratura lascerà spazio anche all’esperienza sensoriale, con una cena ispirata al libro e realizzata dalla lady chef e patron di Onde Lente, Carlotta Andreacchio. Un’ incontro, dunque, tra due linguaggi, quello letterario e quello gastronomico, uniti dalla capacità di raccontare esperienze umane attraverso la memoria, le relazioni e la trasformazione. (La presentazione del libro è aperta al pubblico e gratuita, la partecipazione alla cena è su prenotazione – 090 9132903 o info@ondelentecucinaconcreta.it)
Il libro: una casa dove ritrovare sé stessi
Scrittrice, giornalista e critica gastronomica, Roberta Schira si occupa da oltre trent’anni del rapporto tra cibo, cultura e società. Laureata in Lettere con indirizzo psicologico, dal 2010 scrive sul Corriere della Sera, raccontando tendenze e protagonisti della cosiddetta cibosfera. È inoltre ideatrice del «canone Schira», un metodo di valutazione dedicato alla critica gastronomica, e autrice di quindici libri tra saggi e romanzi. Dopo “I fiori hanno sempre ragione” e “Le margherite sanno aspettare”, dunque, Roberta Schira torna alla narrativa con un romanzo che affronta il dolore e la possibilità di superarlo, interrogandosi sul significato dell’accoglienza e sulla capacità di ricostruire legami. Al centro di Dove tornano le api, infatti, c’è Esther, una giovane donna che porta con sé ferite e perdite. Una scoperta legata al passato la conduce in un casolare in Valtellina, dove il contatto con la natura e l’incontro con un apicoltore diventano l’inizio di un percorso di consapevolezza. Da questa esperienza prende forma la Casa delle Donne Api, uno spazio pensato per accogliere donne segnate dalla sofferenza e offrire loro la possibilità di ricominciare. Le api, con la loro organizzazione collettiva, diventano così il simbolo di una comunità capace di accogliere le differenze senza pretendere che ciascuno debba cambiare per essere accettato. La casa non è più soltanto un luogo fisico, ma una rete di relazioni, sostegno e cura, nella quale ciascuno può trovare il proprio posto. “Le api non insegnano come guarire – precisa l’autrice – mi hanno mostrato che una comunità complessa non pretende la perfezione: chiede soltanto che ognuno trovi il proprio posto». Una riflessione maturata anche attraverso l’esperienza personale dell’apicoltura, che ha portato la scrittrice e giornalista di Crema a confrontarsi con uno spazio in cui le differenze individuali sembrano perdere importanza. “Nessuna ape chiede a un’altra di aggiustarsi”, sottolinea infine, spiegando come proprio da questa osservazione sia nata l’idea del ritorno di Esther: non perché la natura abbia il potere di salvare tutti, ma perché sa offrire un ambiente libero dal giudizio.

La cena: il romanzo diventa un percorso gastronomico
Dalla pagina al piatto, il filo conduttore della serata proseguirà con una cena ideata da Carlotta Andreacchio, che ha individuato nelle tematiche del romanzo una sintonia con la propria visione della cucina. L’obiettivo è trasformare le suggestioni narrative in un itinerario gastronomico nel quale ogni portata richiama un passaggio simbolico della storia: dalle origini alla trasformazione, dalla cura all’attesa, fino all’accettazione di sé.
“È un onore ospitare Roberta Schira a Onde Lente – afferma la giovane chef messinese – mi sono ritrovata nel suo romanzo e ho scoperto diverse affinità con la mia idea di cucina”.
Carlotta Andreacchio ha ideato, infatti, un menù che non si limita ad accompagnare la presentazione letteraria, ma ne raccoglie i temi e li restituisce attraverso ingredienti, consistenze e tecniche di preparazione. I piatti saranno accompagnati da brevi incipit ispirati alle atmosfere del libro, creando un dialogo tra narrazione e cucina.
Anche per Roberta Schira il cibo può diventare uno strumento capace di prolungare il racconto oltre le pagine: “Il cibo, come la scrittura, sa custodire la memoria, trasformare le ferite e creare una casa provvisoria attorno a una tavola”. Da qui la curiosità dell’autrice di scoprire come la lady chef di Onde Lente abbia tradotto in preparazioni gastronomiche le emozioni e i significati del romanzo.

Il menù: dall’origine alla riscoperta di sé
Il percorso gastronomico si articola in sei portate, ciascuna associata a un tema che richiama il cammino interiore della protagonista.
Si comincia con “L’origine”, un crostino di pane ai grani antichi con burro d’Isigny montato e marmellata di pomodoro, un omaggio ai sapori essenziali e alla memoria legata all’infanzia. Segue “L’equilibrio”, con carpaccio di ricciola marinato nel latticello, porro fermentato alla brace e miele, dove il contrasto tra gli ingredienti diventa ricerca di armonia.
La terza portata, “La trasformazione”, propone roast-beef di tonno con glassa al fondo bruno di pesce, emulsione di capperi e acciughe, cucunci e foglie di cappero croccanti. Con “La cura” arriva un cappelletto ripieno di pesce frollato, servito in brodo bianco di pesce, mentre “L’attesa” è affidata a un trancio di ricciola frollata per venti giorni, accompagnato da cavolo viola fermentato: una preparazione che valorizza il tempo necessario perché la materia si evolva.
A chiudere il percorso è “Mi piaccio così”, un gelato alla mandorla e caramello con crostacei, una proposta che gioca sull’incontro tra sapori diversi e richiama il tema dell’accettazione di sé.





