di Claudia Mangano e Alessio Caspanello, ha collaborato Tania Borisova

 

MESSINA. Come sta andando la campagna vaccinale a Messina? Benino: in linea con quella regionale. Tra città e provincia, dal 15 marzo ad oggi ne sono stati somministrati oltre 380mila, che sommati a quelli dei primi due mesi e mezzo (in cui la campagna non era ancora decollata) fanno ragionevolmente pensare che ben oltre metà dei 626mila abitanti abbiano ricevuto almeno una dose.

 

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per conoscere i valori numerici

Senza le ultime tre settimane, si sarebbe potuto dire “bene”, senza il diminutivo, perchè dopo il picco di inizio giugno (quasi ottomila in un giorno il 4 giugno), il disastro comunicativo di Astrazeneca ha fatto crollare i valori, che si sono attestati tra i tremila ed i 5000 al giorno. Cifre non basse in assoluto (anche grazie al fatto che la Regione Siciliana, e quindi le nove Asp territoriali, le stanno tentando tutte per vaccinare quanta più gente possibile, con open days, incentivi (qualcuno un po’ bizzarro, diciamo) e persino andando a trovarli a domicilio nei più sperduti dei 108 comuni della provincia, o scovandoli uno per uno (letteralmente).

E’ proprio il vaccino anglo-svedese ad aver fatto rallentare in maniera consistente una campagna altrimenti molto efficace fino a inizio giugno. Il tira e molla sulle somministrazioni alle fasce di età, prima autorizzate, poi sospese, quindi “sconsigliate”, unite alla pessima (e perlopiù immeritata) fama che Astrazeneca si posta dietro, hanno fatto crollare le somministrazioni, al punto che il Vaxzevria, questo il nome commerciale del prodotto, è stato superato persino dal Moderna, che è sempre stato utilizzato in maniera marginale. E’ stato proprio il 5 giugno, giorno in cui è cominciato il crollo delle somministrazioni, che il vaccino americano ha superato quello anglo-svedese. Dal punto di vista dei numeri non c’è storia: Pfizer rappresenta il 75% dei vaccini sin qui inoculati a Messina e provincia, praticamente trecentomila, a testimonianza della fiducia che sin dall’inizio ha circondato il vaccino americano e tedesco: i restanti tre arrivano a malapena, sommati, al 25%. Segnale altrettanto forte di diffidenza, anche se per Moderna è necessario sottolineare come le quantità arrivate siano sempre state modeste.

I numeri parlano chiaro: si parla di 370mila vaccini (circa) effettuati tra marzo e giugno, in media  più di 3mila vaccini al giorno. A livello giornaliero dopo il picco del 4 giugno, quando sono stati registrati 7720 vaccini, c’è stato un andamento altalenante fino al punto più basso avuto il 20 giugno (3292 vaccianazioni): il valore inferiore registrato dal 3 maggio con 2721 somministrazioni.

 

(fonte dati: rilevamento giornaliero Asp Messina)

 

 

 

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