«Gli architetti e gli urbanisti visionari non appartengono al “mondo dell’utile” ma per paradosso a quello del necessario. A ogni buona idea visionaria o sincera utopia corrisponde l’apertura di un varco e spesso un avanzamento nei progetti della quotidianità. I visionari “vedono” spesso un po’ prima degli altri»

Filippo Juvarra e il progetto di continuazione della Palazzata

 

Filippo Juvarra

Nel 1714, per la città di Messina, Juvarra (1678 – 1736 ) schizzerà̀ una veduta del porto cittadino comprensiva del ridisegno del Palazzo Reale, immaginando di prolungare la Palazzata di cinque kilometri per un totale complessivo di sei  (oltre metà dell’intera lunghezza della costa settentrionale) fino alla chiesa di Grotte nel villaggio Pace.

Con un solo segno portato alla scala del paesaggio, F. Juvarra sintetizzava la narrazione e la varietà̀ funzionale e sociale che conteneva al suo interno la Palazzata – che come dimora nobile, come centro direzionale, come centro mercantile – restava un unicum nel panorama italiano. Con questo disegno di un sistema edificato continuo l’architetto visionario ripeteva e amplificava la forza auto rappresentativa della città con un  macro edificio immaginato alla scala del paesaggio.

Aspetteremo poi Le Corbusier per teorizzare e sperimentare l’edifico e la grande dimensione nel paesaggio del Plan Obus per Algeri o la modernità per l’edificio territorio dell’Università della Calabria a Cosenza di Vittorio Gregotti.

 

 

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Massimilano
Massimilano
12 Agosto 2020 13:30

un grazie all’arch. Luciano Marabello per questo regalo che aiuta a ricordare ai messinesi, emigrati e non, la dignità che merita la Città.