Lisabetta da Messina, di Boccaccio

 

La  citazione più antica della città dello Stretto, in questa cinquina, risale al XIV secolo, ed è contenuta in uno dei libri cardine della letteratura italiana di ogni tempo: il Decameron di Boccaccio, scritto presumibilmente fra il 1349 e il 1351. Il libro, fra le opere più importanti del Trecento europeo, narra di un gruppo di giovani – sette donne e tre uomini – che per dieci giorni si trattengono fuori da Firenze per sfuggire alla peste nera che in quel periodo imperversava nella città, e che a turno si raccontano delle novelle di taglio spesso umoristico e con frequenti richiami all’erotismo bucolico del tempo. Lisabetta da Messina è la quinta novella della quarta giornata, e come in tutti i testi di questa sezione racconta la storia di un amore infelice che si conclude in modo drammatico.
La protagonista, “giovane assai bella e costumata”, è una ragazza messinese orfana di padre che vive insieme ai suoi tre fratelli, originari di San Gimignano e divenuti ricchi conducendo affari particolarmente redditizi. La giovane donna, non ancora maritata, commette lo “sbaglio” d’innamorarsi di Lorenzo, un modesto ragazzo di Pisa. Da qui la violenta reazione dei fratelli e l’omicidio, che dà il via a una storia – estremamente moderna per i temi trattati – fatta di apparizioni oniriche e incentrata su una testa mozzata piantata in una pianta di basilico.
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Valeria
Valeria
15 Marzo 2017 20:57

Pur non essendo ambientato a Messina, anche le pagine che le dedica Elio Vittorini in Conversazione in Sicilia non sono da meno insieme ai richiami di Gesualdo Bufalino ne La Luce e il lutto.

Morena
Morena
15 Marzo 2017 21:18

Dovrebbe esserci anche “La sposa di Messina” di Friedrich Schiller, ma non so quanto ci sia della città in realtà.

Alessandro Grussu
Alessandro Grussu
11 Dicembre 2019 15:32

Anche “Lo stordito”, la prima commedia vera e propria scritta da Molière (1655), è ambientato a Messina.