MESSINA. Erbacce, marciapiedi dissestati, reti arancioni e decine di saracinesche abbassate, in una strada, priva da più di un anno del tram, che è divenuta negli ultimi due decenni un “non-luogo” a uso e consumo delle automobili (o peggio, dei tir). Non è un esattamente un bel biglietto da visita per i turisti lo stato in cui si presenta oggi la Cortina del porto, un tempo cuore sociale, culturale, economico e identitario di Messina, meta di marinai, artisti, commercianti e intellettuali che passeggiavano fra la Palazzata e il mare nell’antica e nobile via Marina.
A raccontare le sue peculiarità e la sua vivacità mondana sono stati in tanti, da Melville ad Alexandre Dumas, ammaliato da quell’affaccio a mare “che s’incurva come una falce fin nel mezzo dello Stretto”, passando per De Amicis, che si sofferma su “quella lunga schiera di grandiosi edifizii uniformi”. Un passato glorioso che nei decenni ha dovuto fare i conti con catastrofi naturali (con la conseguente perdita delle palazzate di Gulli e Minutoli) e catastrofi ben più umane, fra scelte urbanistiche e logistiche non proprio felicissime.
A condizionarne le sorti, in tempi recenti, è innanzitutto l’avvento della rete tranviaria, nel 2003: un’opera pubblica che con un filo sottile collega Franco Providenti e Federico Basile, passando per cinque sindaci e cinque commissari. L’iter inizia nel 1996, va avanti nel 1998, con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa, e prosegue quindi nel 1999, con l’inizio dei lavori. Il tutto in un mare di polemiche, dovute innanzitutto al passaggio della Vara su via Garibaldi. Polemiche che di fatto imposero lo spostamento dei binari su via Vittorio Emanuele.
Risale invece al 1995 il primo attracco delle navi da crociera al molo Marconi, con 27mila arrivi: un numero infinitesimale rispetto agli oltre 800mila del 2026. Data cruciale è il 2004, con la chiusura della banchina del porto in seguito all’entrata in vigore dell’International Ship and Port Facilities Security Code: una cesura che giocoforza ha snaturato l’immagine della cortina, del porto e della sua fruizione. E a poco sono serviti i tentativi di riqualificare l’area, come la realizzazione delle piazzette tematiche, nel 2011, o il nuovo volto di largo Minutoli, di fronte a Palazzo Zanca.
Il tutto in attesa del nuovo terminal per i croceristi, della rifunzionalizzazione della Dogana (parte della quale verrà gestita dal Comune) e della “terrazza panoramica” che dovrebbe sorgere sul cadavere degli ex Silos Granai, uccelli e topi permettendo, mentre dalla Passeggiata in poi, lato nord, si attende il mega progetto dell’Autorità di Sistema Portuale che prevede il ridisegno del waterfront fra Boccetta e l’Annunziata.





