MESSINA. È stata approvata lunedì scorso, 1 luglio 2024, la proposta di delibera dei consiglieri comunali Felice Calabrò, Alessandro Russo e Antonia Russo per esprimere disapprovazione rispetto alla legge sull’autonomia regionale differenziata e promuovere l’adesione del Comune di Messina a interventi di contrarietà. La decisione è stata presa durante una seduta straordinaria del consiglio comunale sul tema richiesta dal PD.

Già il 21 aprile del 2023, il Consiglio Comunale di Messina aveva decretato l’impegno dell’Amministrazione a sostenere nelle opportune sedi istituzionali le ragioni della tutela dei diritti della Città e della Regione Siciliana in vista di una allora eventuale approvazione della legge sull’autonomia differenziata, con la delibera “Autonomia differenziata ed effetti positivi e negativi per il Sud e la Regione Siciliana.”

Il consiglio si è quindi riunito per discuterne ed esprimere preoccupazione in merito al decentramento delle funzioni consentito dalla legge 86/2024. Nonostante il sistema di autonomia differenziata disegnato dalla l. 86/2024 non interessi direttamente le Regioni a Statuto speciale come la Regione Siciliana, si ritiene che i suoi effetti economici avranno delle ripercussioni anche su queste.

La mozione spiega infatti che “diminuendo il gettito fiscale di competenza dello Stato, se — come da previsioni della legge — vigerà l’invarianza dei saldi di bilancio a sistema vigente, conseguentemente diminuiranno le risorse a disposizione della perequazione regionale, assicurata dalla nostra Costituzione, all’art. 119, di fatto, quindi, menomandosi ulteriormente le possibilità di riequilibrio delle Regioni più povere dinanzi all’accrescersi dei servizi assicurati dalle Regioni più ricche economicamente.”

La proposta di delibera faceva inoltre particolare riferimento alla  legge 197/2022, commi 791 – 801, che disciplinano la determinazione dei “Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP)” che sono “concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti in tutto il territorio nazionale, ai sensi dell’art. 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione” e che il Parlamento avrebbe aggirato.

La mozione di indirizzo è stata approvata con 18 voti favorevoli, 6 voti contrari e 4 astenuti.

Il comune si è quindi impegnato ad esprimere la propria posizione di disapprovazione “per le evidenti ripercussioni negative che la sua attuazione avrà sul sistema dei diritti essenziali del nostro Paese e, segnatamente, delle comunità  socioeconomiche più deboli, per la forma di assegnazione della compartecipazione al gettito tributario che penalizzerà le Regioni più deboli e rafforzerà ulteriormente quelle più ricche, per l’evidente rischio di minare l’unità nazionale, in termini istituzionali e di riconoscimento dei diritti dei cittadini.”

L’Amministrazione si impegna inoltre a inoltrare la mozione in ogni forma e a ogni livello istituzionale, parlamentare, governativo, regionale e ad aderire a interventi, determinazioni, ricorsi e ogni altra forma di contrarietà all’autonomia differenziata che venisse stabilita.

Per il consigliere Alessandro Russo, si tratta di “una importante e matura presa di posizione del Consiglio comunale nei confronti di una legge che, senza la determinazione con relativi costi standard e fabbisogni standard dei LEP, con l’applicazione del diseguale principio del “residuo fiscale” e del conseguente aumento spropositato della compartecipazione al gettito fiscale, contribuirà a decretare l’allargamento del divario di diritti tra il Nord e il Sud Italia, con un arretramento ulteriore dei diritti dei cittadini del Sud e del loro graduale e definitivo abbandono sull’altare della secessione dei ricchi a danno delle comunità del Sud Italia.”

 

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