MESSINA. A Messina città qualche goccia di pioggia sparsa, mare poco più mosso del solito e vento nella norma, nonostante le previsioni di raffiche di bufera. In zona sud, a partire dal tardo le onde hanno ha iniziato ad ingrossarsi parecchio e a fare danni.
In provincia, una devastazione come non la si vedeva da anni, e mai così generalizzata, da Giardini a Scaletta. Un’allerta meteo a due facce, con una intera costa devastata, strutture turistiche spazzate via dalla furia del mare, cinquanta interventi da parte dei Vigili del fuoco e paesi con intere porzioni di lungomare letteralmente sbriciolate dalle onde altre fino a sei, sette metri: con la sola consolazione che, stavolta, “non c’è scappato il morto”.
E non è che non ci abbiano provato: la rete pullula di persone che, cellulare in mano, sono scampate per un pelo ai marosi. Tra questi anche i sindaci di Santa Teresa e di Taormina, Danilo Lo Giudice e Cateno De Luca, che si trovavano a Santa Teresa per una diretta (di De Luca, che ne ha fatta anche una da Mazzeo, suo territorio di competenza) e sono stati travolti dagli spruzzi, e fortunatamente solo da quelli, di un’onda, mentre si trovavano dall’altro lato della strada, pensando di essere al riparo (apparente) di piazza Municipio. Giustificazione di De Luca: “Sono un sindaco da trincea, Non eravamo lì per curiosità o per spettacolarizzare l’emergenza, ma per svolgere un dovere istituzionale”, nonostante De Luca non sia un amministratore di Santa Teresa. Non importa: “obiettivo della diretta era denunciare che quanto stava accadendo fosse un danno annunciato, conseguenza diretta delle opere di protezione costiera mai realizzate, pur essendo programmate e finanziate già dal 2017 (anno in cui ha terminato il suo mandato da sindaco della cittadina, ndr).
E’ stata proprio Santa Teresa ad aver inaugurato le danze di una giornata partita malissimo, con una intera porzione di lungomare collassata con un’auto caduta dentro: dalla serata precedente il litorale era stato interdetto. Se la sono vista brutta anche i soccorritori, quando l’ambulanza del 118 è stata investita da un’onda anomala che l’ha mandata a sbattere contro un palo. Nel frattempo il mare non ha dato tregua: in tardo pomeriggio, Danilo Lo Giudice comunicherà che ad essere danneggiato è un tratto da almeno 800 metri, quasi un terzo dell’intero litorale del paese: distrutte le due piazzette del Gambero e della Galassiopea con le sculture di Nino Uccino. In serata, Lo Giudice ha dovuto fare i conti con una fuga di gas provocata dalla rottura delle condutture, e una famiglia da evacuare. Mancavano solo le cavallette. Secondo il sindaco, i danni ammontano a dieci milioni.
Non se l’è passata meglio nemmeno Mazzeo, frazione di Taormina confinante con Letojanni: anche lì, il mare si è portato via un muro di cinta e grossa parte del litorale, appena rifatto, di piazza Salvo d’Acquisto. Danneggiati anche i numerosi lidi, nonostante a Mazzeo la spiaggia sia piuttosto larga. Dove invece non lo è è Letojanni, e infatti il mare ha imperversato, riversandosi non solo sul lungomare Luigi Rizzo, ma arrivando anche sulla strada retrostante, la via Vittorio Emanuele. Anche lì, strutture estive devastate: emblematico il video della terrazza sulla spiaggia del celebre ristorante Da Nino completamente sventrata dalle onde. Per tutta la giornata, gli abitanti hanno filmato la furia del mare che non si è placato nemmeno in serata.
Giardini Naxos è stata la prima località nel messinese, già dal 19 gennaio, in cui il mare aveva fatto capire che c’era poco da scherzare. Complice anche la conformazione del litorale, per buona parte privo di spiaggia, i marosi hanno potuto imperversare infrangendosi contro le massicciate, scavalcando i muri e inondando le strade. Anche qui, devastazione generalizzata: per avere un’idea della portata basta guardare dove il mare ha portato a spasso per il lungomare i pesantissimi blocchi di cemento staccati dal muretto del lungomare.
Stesse immagini per tutta la costa, e per tutta la giornata: dalla larghissima spiaggia di Alì a quella più stretta di Furci, al mare i metri da percorrere sono interessati pochissimo: da Roccalumera (con tanto di eloquentissimo commento finale nel video) a Scaletta, in cui la sabbia della spiaggia si è riversata sulla statale 114 trascinata dalle onde, da Nizza, a Sant’Alessio e Itala, in cui il mare ha scavalcato il muro di cinta della ferrovia, non c’è centro della riviera ionica (ma anche a Lipari, che Ionio non è…) che da oggi non debba fare i conti con milioni di danni.
A Messina, il maltempo ha colpito soprattutto l’estrema zona sud, da Mili in poi: già a Galati ieri pomeriggio le onde si insinuavano tra le stradine strette, ma è stato verso le 17 che il mare ha iniziato a far danni grossi, accanendosi sui lidi e sui locali sulla spiaggia di Santa Margherita e Ponte Schiavo, finchè non si è deciso per la chiusura cautelativa al traffico stradale del tratto di statale 114 tra il quadrivio di Galati e il bivio per Briga marina, in cui la maggior parte delle case ha i piani terra al di sotto della sede stradale. Le onde sono arrivate sulla strada, e gli abitanti degli appartamenti ai piani bassi hanno passato un brutto quarto d’ora, ma mai come i proprietari dei locali devastati dal mare, ai quali non è rimasto che assistere impotenti alla distruzione delle strutture. Tra quelle più esposte alle onde, quella Villa Aurora, casa di riposo sgomberata giusto 24 ore prima. In serata, anche sulle coste più a nord il mare ha iniziato a farsi sentire, soprattutto tra Paradiso, Pace e Contemplazione: nel pomeriggio, un assaggio sono state la mezza dozzina di barche che le onde hanno portato con sè al largo di fronte alla spiaggia del Ringo.
Per oggi ancora scuole chiuse, un’ordinanza che interdice le spiagge da capo Peloro e Giampilieri, e conta dei danni da iniziare.











