MESSINA. Il nuovo film di Francesco Cannavà, coprodotto da Zenit Arti Audiovisive e 8 Road Film, in collaborazione con Rai Cinema, Art Show Movie e Beagle Media, sarà presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2026 e concorrerà al Premio per il Miglior Documentario.

C’è una città al centro di “Nowruz Nuovo Giorno” prima ancora che il film venisse scritto, girato e prodotto: è Messina.
È in riva allo Stretto, infatti, che nel 2023 nasce l’idea del film, a partire da un incontro tra il regista e la comunità iraniana degli studenti dell’Università degli Studi di Messina. Un incontro che avrebbe segnato il percorso autoriale di Francesco Cannavà e dato origine a un progetto cinematografico.
Messina ospita una comunità iraniana particolarmente numerosa e attiva. È proprio entrando in relazione con questa che Cannavà ha scoperto una realtà che, fino a quel momento, conosceva attraverso le cronache internazionali ma mai direttamente dalla fonte delle donne iraniane: la condizione delle donne in Iran e, soprattutto, quella delle giovani donne che decidono di lasciare il proprio Paese per autodeterminarsi lontano dal regime fondamentalista islamico degli Ayatollah.
«È stato un incontro umano prima ancora che cinematografico. – racconta Francesco Cannavà – Ascoltando quelle ragazze ho compreso che dietro le immagini che arrivavano dall’Iran esistevano migliaia di storie personali che in Italia non erano ancora state raccontate con sufficiente attenzione. Mi interessava soprattutto la loro esperienza di donne della diaspora: cosa significa lasciare il proprio Paese, cosa significa cercare la libertà e l’autodeterminazione, ma anche cosa comporta ricostruire la propria identità lontano dalla propria famiglia, dalla propria cultura e dalla propria terra».
Tra le testimonianze raccolte durante quell’incontro, quella di una giovane donna colpì particolarmente il regista. In Iran era stata arrestata dopo essere stata vista con una ciocca di capelli fuori dall’hijab.

Da quella testimonianza nacque una promessa: raccontare attraverso il cinema la storia delle donne iraniane della diaspora in Italia.
Cannavà si mise immediatamente al lavoro con la propria casa di produzione messinese, 8 Road Film, società da lui fondata insieme a Renata Giuliano e che organizza anche la Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina. Al progetto si unì il produttore messinese Arturo Morano della Art Show Movie.
Il legame con Messina non è rimasto soltanto all’origine dell’idea. Nel corso dello sviluppo del film, il progetto ha coinvolto anche giovani professionisti messinesi del cinema, tra cui Enrico Bellinghieri, direttore della fotografia, e Amit Darimdur, fonico di presa diretta.
Quello che era nato come un incontro nella città dello Stretto è così progressivamente diventato un progetto cinematografico internazionale.
Nowruz Nuovo Giorno è oggi prodotto da Massimo Arvat per Zenit Arti Audiovisive e 8 Road Film in collaborazione con Rai Cinema, Art Show Movie e Beagle Media e arriva alla sua prima importante anteprima con la selezione alla Festa del Cinema di Roma 2026, dove concorrerà per il Premio al Miglior Documentario.
La selezione del film alla Festa del Cinema di Roma assume un significato particolare anche per Messina. È la prima volta che un film, scritto e diretto da un autore messinese e prodotto da due case di produzione messinesi, 8 Road Film e Art Show Movie, venga selezionato alla Festa del Cinema di Roma e concorra per il premio miglior documentario.
«Per me è particolarmente importante che questo film nasca da Messina – conclude Cannavà –. Non perché volessi raccontare Messina attraverso la storia dell’Iran, ma perché è stato proprio a Messina che ho incontrato queste donne e ho ascoltato le loro storie. La città è stata il punto di partenza di uno sguardo che poi ha attraversato l’Italia e la diaspora iraniana. In qualche modo, questo film racconta anche la capacità di una città come Messina di essere un luogo di incontro tra culture, persone e storie diverse».
Nowruz è il nome del capodanno persiano, una festa antichissima che celebra l’arrivo della primavera e il rinnovamento. Un nuovo giorno. Ed è proprio da Messina che questo nuovo giorno cinematografico ha iniziato il suo viaggio.

La sinossi del film:
A Torino, un gruppo di giovani donne iraniane si ritrova attorno a Homa, una squadra di calcio femminile, unite dal bisogno di sentirsi parte di una comunità. Nessuna di loro è professionista: giocano per passione, per costruire legami, per sentirsi finalmente libere. In Iran erano costrette a
coprirsi e a sottostare a regole che limitano duramente i diritti delle donne; in Italia studiano, lavorano, si allenano e provano a ricostruire una quotidianità lontano da casa.
Il film segue per un anno il loro percorso di autodeterminazione e la partecipazione al Balon Mundial 2025, lo storico torneo cittadino delle comunità migranti; ma all’improvviso nelle loro vite irrompe
la guerra…





