MESSINA. Continuano lentamente, faticosamente, e dolorosamente, le operazioni di recupero dei corpi sepolti dalle macerie dopo il crollo della palazzina di Pistuina di giovedì scorso. Le operazioni di ricerca e recupero si stanno dimostrando più complicata del previsto, sia a causa delle circostanze come la temperatura torrida, e la persistente presenza di fumo, sia per la complessità degli scavi.
Terminata ormai ogni speranza di trovare vivi i dispersi, speranza che era già apparsa flebile nelle primissime ore dopo il crollo, i vigili del fuoco stanno lavorando per poter restituire alle famiglie i resti dei loro cari sui quali piangere. Nonostante un lavoro incessante, turni su turni, non tutte le localizzazioni previste sono andate a buon fine: alcuni corpi, che si pensava potessero essere in una determinata area, all’atto dello scavo non si sono trovati in quel punto. I fronti di scavo quindi avanzano, pur nelle contrarietà, una delle quali è il fatto che nei parcheggi ci sono tre macchine, una delle quali continua a bruciare con modalità di incendio “covante”. Restano sotto le macerie Sara Leone, il cognato Santino Magazzù e il collaboratore domestico Lhairu Warnakulasuriya.
Dal punto di vista giudiziario, stamattina presso la caserma dei carabinieri di Messina Sud, sono iniziati gli interrogatori di garanzia a carico dei tre indagati: a condurli le sostitute Anita Siliotti e Antonia Ardizzone. I reati contestati sono “omicidio colposo” plurimo”, “rimozione e omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro”, e “delitti colposi di danno”. I tre indagati sono difesi dagli avvocati Salvatore Silvestro (per Alessandro Panarello), Antonello Scorso ( per Pasquale D’Alì) e Maurizio Di Silvestro e Sebastiano Campanella (per Pietro Leone).
«Continuiamo a scavare per trovare le tre persone che sono ancora disperse – ha affermato stamattina il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Messina, Michele Burgio – il lavoro è complesso, tutti i solai si sono adagiati l’uno sull’altro e non ci sono spazi liberi. Abbiamo raggiunto e ispezionato le tre vetture nel garage, al piano zero, con esito negativo».
Due giorni fa sono stati recuperati i corpi senza vita di Rosa Leone e della giovane Alessandra Frazzica che lavorava come commessa nel negozio cinese posto al piano inferiore. Il giorno precedente era stato estratto dalle macerie il cadavere dell’imprenditore Carmelo Leone, proprietario dell’immobile.





