di Alessio Caspanello e Marino Rinaldi

Cosa è Vecna a Messina? Chi è il villain che succhia l’anima dei ventenni cittadini e li prosciuga dal di dentro? In una città che per certe dinamiche ricorda la Hawkins degli anni ‘80 di Stranger Things (a cui è ispirata la copertina del magazine), c’è un “male oscuro” che anno dopo anno sottrae a Messina la sua linfa vitale. Ha le sembianze di un vecchio burocrate in giacca e cravatta, ha la pelle da rettile, qualche problema con la legge, la villa sul lago. Al posto del cuore ha un arancino.

La maggior parte dei giovani decide di scappare. A Roma, Milano, dall’altra parte del mondo. Per studio, per lavoro, o più semplicemente perché di vita ce n’è una sola, e forse è meglio spenderla in un luogo che offra ogni giorno stimoli diversi: opportunità di crescita, incontri, eventi, orizzonti più vasti. Che evidentemente hanno più appeal di granite e pitoni, dello Stretto e di mamma.

E chi resta? C’è chi lo fa perché vorrebbe andarsene ma non può, per questioni di soldi, chi ha la barca all’asciutto, chi ci tiene davvero a spendersi qui, malgrado tutto. C’è chi per “amore” è andato/a via e poi è tornato/a, e convive con le dinamiche sempre uguali di una città che assomiglia sempre più a un ospizio vista mare, convinto/a che prima o poi le cose cambieranno (e forse qualcosa pian piano sta cambiando).

A loro, agli eroi e alle eroine che volenti o nolenti sfidano il Vecna giallorosso, è dedicato il primo piano del numero 11 di Lettera Emme Magazine, scritto a cura di Andrea Denaro e Claudia Mangano: un racconto non filtrato dagli “adulti”, senza paternalismi, morali o giudizi. Una raccolta ragionata di testimonianze, speranze e paure, che viaggiano di pari passo con gli approfondimenti e le analisi di chi ha provato a investigare le ragioni di uno scenario tanto complesso e delle sue mille concause, con i numeri e i dati, sfuggendo la retorica e le frasi fatte.

 

 

Fra le pagine della rivista c’è spazio anche per un bel progetto. Si chiama “Where’d the water go” ed è realizzato in collaborazione con la facoltà di Ingegneria nell’ambito del programma Journalism Science Alliance, finanziato da un grant di European Journalism Centre. Un viaggio investigativo alle radici delle crisi idriche in Sicilia, fra fattori naturali e responsabilità umane, cambiamenti climatici e scenari futuri.

Con le amministrative ormai alle spalle, abbiamo deciso infine di andare a spasso per la città, da nord a sud, ripercorrendo le stesse tappe che quattro anni fa, nel primo numero del magazine, inserimmo fra i luoghi della città da riscoprire e salvaguardare. Una lettura da godersi sotto all’ombrellone. Per  rilassarsi o riflettere. O per santiare di brutto, vedete un po’ voi.

 

La (splendida) illustrazione in copertina di Lilly Birilli

 

Il magazine è disponibile gratuitamente presso librerie, bar, lidi e attività commerciali e culturali della città. Se non riuscite a trovarlo (va a ruba) fatevene mettere da parte una copia

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