MESSINA. «L’ipotesi di escludere i sindaci, anche solo dall’eventuale primo confronto sulla riforma del sistema portuale, rappresenterebbe un errore grave, sia sul piano istituzionale che su quello politico. Si rischia ancora una volta di assistere a decisioni assunte lontano dai territori, all’interno di uffici ministeriali e tavoli romani che, per quanto autorevoli, non possono conoscere fino in fondo esigenze, criticità e potenzialità delle città coinvolte». Così in una nota il sindaco della città di Messina, Federico Basile
«È un metodo che abbiamo già visto applicare in passato. Anche sul Ponte sullo Stretto abbiamo sostenuto con forza la necessità che il territorio fosse protagonista delle scelte e dei processi decisionali che lo riguardano, rivendicando un ruolo attivo delle istituzioni locali nel confronto con il Governo. Sarebbe incomprensibile non seguire oggi lo stesso principio – prosegue il primo cittadino – Su questo tema ci poniamo sulla stessa linea espressa da ANCI, con la quale vi è già stata un’interlocuzione, nel ribadire che i sindaci non possono essere considerati semplici spettatori di decisioni che incidono direttamente sul futuro delle comunità che amministrano».
«La questione è ancora più singolare perché stiamo parlando di un sistema nel quale Ministero e Autorità Portuale appartengono alla stessa area di governo. Un’area politica che, almeno a Messina, nell’ultima tornata elettorale ha dimostrato di non avere un reale radicamento territoriale, senza raccogliere un consenso proporzionato alle responsabilità di governo nazionale – precisa Basile – Proprio per questo appare ancora più incomprensibile la scelta di non coinvolgere chi oggi amministra la città e gode della fiducia dei cittadini. La politica romana dovrebbe comprendere che non esistono territori da amministrare a distanza. La legittimazione e il rapporto quotidiano con la comunità appartengono a chi è stato eletto per amministrarla. Per questo ignorare i sindaci non sarebbe soltanto una scelta sbagliata sul piano istituzionale, ma anche un errore politico».
«Se si vuole costruire una riforma credibile e duratura, bisogna coinvolgere chi ha la responsabilità di rappresentare i cittadini. Diversamente si rischia di alimentare diffidenza e contrapposizioni, trasformando una riforma importante in un effetto boomerang. A Messina questo principio vale ancora di più. Il porto non è soltanto un’infrastruttura: è parte dell’identità della città. Le decisioni che lo riguardano incidono sul futuro della Fiera, della Real Cittadella, del Waterfront e delle prospettive di sviluppo economico, turistico e commerciale – aggiunge il sindaco di Messina – Per questo il futuro del porto non può essere deciso lontano dal territorio, ma deve nascere dal confronto con chi la città la rappresenta e ne conosce esigenze e potenzialità. Ci auguriamo che quanto emerso sia soltanto una fase preliminare di carattere amministrativo e che non vi sia alcuna volontà politica di escludere i territori dalle scelte. In caso contrario sarebbe difficile non leggere questa impostazione come l’ennesima dimostrazione di una politica che parla di valorizzazione dei territori, salvo poi considerarli irrilevanti quando si assumono le decisioni più importanti”, conclude Federico Basile», conclude il primo cittadino.
A intervenire sull’argomento anche la Uiltrasporti Messina, con il segretario generale Antonino Di Mento: «La portualità italiana non è in vendita e non può essere trasformata in un grande contenitore finanziario distante dai territori e dai lavoratori. Per questo condividiamo e sosteniamo la posizione della Uiltrasporti nazionale contro qualsiasi ipotesi di privatizzazione del sistema portuale e contro la trasformazione delle Autorità di Sistema Portuale in società per azioni. I porti rappresentano infrastrutture strategiche per la sicurezza, l’economia e la coesione territoriale del Paese. Affidarne il governo a logiche esclusivamente economiche o centralistiche significherebbe indebolire il controllo pubblico, mettere a rischio il sistema delle tutele e ridurre il ruolo dei territori nelle scelte che riguardano il loro futuro».
Per il segretario della Uiltrasporti Messina, particolare attenzione deve essere riservata all’Area dello Stretto: «Chi immagina una riforma uguale per tutti commette un grave errore. La nascita della XVI Autorità di Sistema Portuale dello Stretto non è stata una concessione burocratica, ma il riconoscimento istituzionale di una realtà unica nel panorama nazionale. Messina e Reggio Calabria svolgono una funzione essenziale per la continuità territoriale, la mobilità delle persone, il trasporto delle merci e i collegamenti strategici tra Sicilia e continente. Quel risultato è stato ottenuto grazie alla determinazione territorio, delle organizzazioni sindacali che hanno creduto nella specificità dello Stretto. Per questo nessuno può pensare di decidere il futuro di quest’area senza ascoltare chi quotidianamente la vive e la rappresenta».





