MESSINA. Al termine di una estenuante e pessima campagna elettorale, domenica 24 maggio 2026 e lunedi 25 maggio 2026 i cittadini sono chiamati alle urne per l’elezione del sindaco (qui i programmi dei cinque candidati) e del consiglio comunale di Messina (799 i candidati), e per le sette presidenze di quartiere ed i rispettivi sette consigli: i seggi apriranno alle 7 e chiuderanno alle 23 la domenica, e dalle 7 alle 15 il lunedi.
COME VOTARE: L’elettore può votare per il candidato sindaco e per una lista collegata, o per il solo sindaco, barrando il suo nome senza indicare preferenze per le schede dei consiglieri comunali, oppure esprimere un voto disgiunto (sindaco di una coalizione e lista di un’altra). E’ possibile indicare fino a due preferenze per i candidati al Consiglio Comunale: se se ne indicano due, devono essere necessariamente di genere diverso (una donna e un uomo: se non si rispetta la distinzione, il secondo voto viene annullato). Se si vota solo la lista ma non si indica nessuno come sindaco, c’è l’effetto “trascinamento”: il voto di lista andrà automaticamente al sindaco che la lista sostiene. Viene eletto sindaco il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi; se nessun candidato la raggiunge, si procede al ballottaggio tra i due piu votati, che si svolgerebbe il 7 e 8 giugno. Stessa procedura per presidente di quartiere e candidati ai sette consigli.
COSA SERVE: Per votare bisogna presentarsi al seggio con un documento di identità valido e con la tessera elettorale. In caso di esaurimento spazi, smarrimento o deterioramento, si può richiederne il rilascio presso Palazzo Zanca e nelle sedi circoscrizionali.
DOVE VOTARE. A causa dello spostamento di diversi seggi elettorali, il comune di Messina ha approntato una pagina in cui trovare la propria sezione immettendo il numero nelle caselle apposite.
COME SI PROCEDERA’ NELLE DUE GIORNATE: Il comune fornirà i dati di affluenza rilevati alle 12, alle 19 e alle 23 di domenica, e alle 15 di lunedì, dopodichè inizierà lo spoglio, con l’ordine sindaco, consiglieri comunali, presidenti di quartiere e consiglieri di quartiere. Se lo spoglio va avanti per sedici ore ininterrotte, si farà una pausa e si ricomincerà l’indomani.
CHI VINCERA’. Ovviamente vincerà il sindaco che prenderà più voti: con la maggioranza assoluta (almeno il 40% dei voti validi) non si andrà al ballottaggio. Per l’assegnazione dei 32 consiglieri comunali, se il sindaco ha la maggioranza (cioè le liste raggiungono almeno il 40%), godrà del “premio di maggioranza”, cioè 20 seggi assicurati. Il resto saranno divisi tra le opposizioni con il metodo D’Hondt, un sistema proporzionale che consiste nel dividere il totale dei voti ottenuti da ciascuna lista per una sequenza progressiva di numeri interi (1, 2, 3, 4, ecc.) fino a raggiungere il totale dei seggi da assegnare, che verranno attribuiti ai risultati più alti. Per poter accedere in consiglio comunale è necessario che la lista superi il 5%. Un posto in consiglio comunale è riservato al “miglior perdente”, il candidato sindaco che arriva secondo. Per la determinazione del quoziente elettorale circoscrizionale non si tiene conto dei voti riportati dalle liste non ammesse all’assegnazione dei seggi (quelle che non raggiungono il 5%). Le norme che regolano le elezioni in Sicilia risalgono alle leggi regionali 35 del 1997poi modificate con la 6/2011 e infine con la 17/2016.
IN PROVINCIA. Oltre che a Messina, si voterà per il rinnovo di sindaco e consigli comunali anche in provincia: ad Alì Terme, Barcellona Pozzo di Gotto, Basicò, Giardini Naxos, Graniti, Limina, Malfa, Malvagna, Merì, Milazzo, Mirto, Naso, Raccuja, San Salvatore di Fitalia, Saponara, Savoca.


