MESSINA. Si continua a parlare di Aeroporto del Mela, con l’ultimo progetto di un Aeroporto intercontinentale del Mediterraneo proposto dalla società Sciara Holding che, nell’incontro svoltosi a Palazzo D’Amico il 15 maggio 2026, ha prospettato un investimento superiore a 1,2 miliardi di euro con la previsione di un grande polo commerciale e logistico con hotel, centro congressi, aree direzionali, strutture ricettive e impianti fotovoltaici, ”più che un aeroporto, una nuova città che produrrà migliaia di posti di lavoro per tutto il comprensorio”. Un progetto presentato a Palazzo Zanca anche nel 2024 (qui il link) ma che non trova il benestare della sezione milazzese dell’associazione Italia Nostra, un’associazione nazionale per la tutela del Patrimonio Storico Artistico e Naturale della Nazione.
«Molti ricorderanno l’holding indiana Panchavaktra che nel 2017, inviò propri rappresentanti a Milazzo per proporre la realizzazione di ”un aeroporto privato, civile e cargo, come base logistica di scambio transcontinentale con i paesi dell’Oriente” con una pista lunga 2400 metri e larga 500 a cavallo del torrente Mela e nel territorio tra Milazzo, Barcellona e Merì, giungendo persino a richiedere Villa Vaccarino come Centro Direzionale (qui il link all’articolo). Tutto, ovviamente, finì nel nulla», si legge in una nota.
«Oggi da quelle stesse ceneri sembra rinascere un’araba fenica: l’ ”Aeroporto Intercontinentale Del Mediterraneo” proposto dalla società Sciara Holding che nell’incontro svoltosi a Palazzo D’Amico il 15 maggio 2026 ha prospettato un investimento superiore a 1,2 miliardi di euro con la previsione di un grande polo commerciale e logistico con hotel, centro congressi, aree direzionali, strutture ricettive e impianti fotovoltaici, ”più che un aeroporto, una nuova città che produrrà migliaia di posti di lavoro per tutto il comprensorio”», si legge nella nota.
«Di fronte a prospettive tanto imponenti, riteniamo però doveroso richiamare alcuni elementi di realtà – scrive l’associazione Italia Nostra, elencando cinque punti – 1. l’opera dovrebbe sorgere a cavallo della fiumara del Mela, la cui ”fragilità idrogeologica” ha provocato nel tempo frequenti e devastanti esondazioni; 2. il comprensorio del Mela e della Piana di Milazzo è stato dichiarato ”Area ad elevato Rischio di Crisi Ambientale” dall’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente in data 4/9/2002. La medesima impostazione, ribadita anche nel Piano Paesaggistico adottato il 29 dicembre 2016, individua nel risanamento ambientale e nelle bonifiche la direttrice prioritaria per ogni intervento sul territorio, mentre la presenza di un aeroporto comporterebbe inquinamento aggiuntivo, sia ambientale che acustico; 3. l’area interessata si trova, in linea d’aria, a breve distanza da un importante polo industriale comprendente grandi complessi come la Raffineria di Milazzo e la Centrale Termoelettrica con conseguenti gravi rischi per la sicurezza; 4. la localizzazione prevista interessa un’area densamente abitata, caratterizzata dalla presenza di numerose contrade e nuclei residenziali, oltre che da un comparto agricolo di assoluta eccellenza, con importanti realtà floro-vivaistiche che rappresentano un patrimonio economico e produttivo consolidato; 5. nel frattempo il sistema aeroportuale dell’area dello Stretto e della Sicilia orientale non è rimasto fermo: l’aeroporto di Reggio Calabria ha completato un significativo percorso di rilancio e ammodernamento; l’aeroporto di Catania ha migliorato l’intermodalità grazie all’apertura della fermata ferroviaria mentre procedono i lavori di potenziamento ferroviario della direttrice Messina–Catania–Palermo».
«Infine, già in passato gli Enti preposti all’Aviazione Civile e Commerciale avevano espresso forti perplessità sulla fattibilità di nuovi scali nell’area nord-orientale della Sicilia, sia in relazione ai flussi di traffico ipotizzati sia alla compatibilità delle rotte e alla sostenibilità complessiva del sistema aeroportuale. Emblematica fu la posizione espressa dall’allora Presidente di ENAC, Vito Riggio: ”Non se ne parla nemmeno…In Sicilia non si debbono fare altri aeroporti perché quelli che ci sono bastano a coprire le esigenze di tutti”)», ricordano.
«Non si alimentino miraggi illusori. Chiediamo ai candidati a Sindaco di Milazzo e Barcellona, ai Sindaci della Valle del Mela, al Sindaco della Città Metropolitana e a tutte le istituzioni interessate di esprimersi con chiarezza e senza ambiguità su un progetto che rischia di produrre effetti profondamente impattanti sul territorio, sul paesaggio, sull’equilibrio ambientale e sul tessuto sociale del comprensorio – concludono – Chiediamo infine ai cittadini di vigilare, informarsi e valutare con attenzione ogni proposta, senza lasciarsi sedurre da annunci suggestivi o promesse che potrebbero rivelarsi solo false promesse».




