MESSINA. Sfruttare l’intelligenza artificiale per monitorare il transito dei tir in centro città. È la proposta del consigliere comunale del Pd Alessandro Russo, che ieri è intervenuto sulla questione. Spesso, infatti, viene segnalato il transito dei mezzi pesanti in centro città anche quando il porto di Tremestieri è aperto, non rispettando l’ordinanza che lo vieta, creando disagi al traffico cittadino. Diverse sono le segnalazioni di oggi, che vedono tir in città ma a causa delle condizioni meteo avverse che rendono inagibile il porto della zona sud permettendo ai tir di passare dalle strade cittadine.
«Messina è attraversata quotidianamente da moltissimi tir in centro della città perché purtroppo non abbiamo il porto di Tremestieri che funziona attivamente, ma anche perché abbiamo un’ordinanza che regola l’attraversamento del traffico in città che è molto antica e soprattutto non viene rispettata quasi mai – spiega Russo in un video – Questa ordinanza, innanzitutto, prevede l’attraversamento in certe fasce orarie della città. La seconda cosa che prevede è il divieto addirittura di transito h 24 in alcune zone della città, particolarmente nel serpentone della Caronte e nell’area dell’ex campo delle Vettovaglie alla stazione marittima. Queste due cose non sono costantemente assicurate. Come mi ha risposto la polizia municipale in tanti anni di interrogazioni, non abbiamo i vigili e i mezzi per assicurare un controllo negli spazi nei quali l’attraversamento sarebbe vietato h24».
«Il porto di Tremestieri prevede che in casi di condizione meteo mare avversi, o in caso di tempo medio di attesa superiore a 60 minuti, i tir possono passare in città anche in deroga al divieto di accesso. E io sfido tutti voi a vedere quanti camion passano in più giorni, in più ore della settimana e in più ore delle stesse giornate, anche quando il tempo è bello e non c’è un filo di vento – riporta il consigliere del Pd – Questo perché perché non abbiamo un controllo di quello che succede a Tremestieri. Avete capito bene: abbiamo avuto delle telecamere sul porto di Tremestieri che fino a dicembre dello scorso anno erano disattivate. Questo significa che il corpo della polizia municipale non poteva controllare il tempo medio di attesa a Tremestieri. Un fatto gravissimo».
«E poi c’è un tema: chi controlla l’accesso in città dei mezzi pesanti? Non ci sono le pattuglie dei vigili urbani e non ci sono gli uomini per poterlo fare. E quindi in piena notte spesso camion e mezzi pesanti passano in mezzo alla città – evidenzia – E allora cosa c’è da fare? C’è da fare un controllo da remoto, da collocare all’ingresso dei viali di accesso alla città (viale Gazzi, viale Boccetta, viale Giostra, viale Europa) che h24, in collegamento diretto con la centrale operativa dei vigili urbani, controlli le targhe di tutti i mezzi pesanti che passano in città. Finora non lo hanno mai fatto ma perché non lo vogliono fare. Abbiamo gli strumenti, la tecnologia adatta per poterlo fare e, soprattutto, un controllo che può essere assicurato h24 con l’intelligenza artificiale. Ma perché l’intelligenza artificiale dobbiamo usarla soltanto per fare la multa giusta a chi passa col rosso? Perché nessuno, invece, va a colpire i grandi interessi di chi utilizza il trasporto sullo Stretto come una schiavitù per questa città? Colpiamoli questi interessi. Messina non è il tappetino di nessuno», conclude Russo.
A intervenire, anche il candidato alla III Municipalità del Pd Francesco Carabellò: «Il dibattito sui TIR tra Villaggio UNRRA e Contesse si è trasformato nel solito teatrino politico. Ma chi vive qui non sa che farsene delle accuse reciproche: servono soluzioni. Di questi lavori per il raddoppio ferroviario se ne parla da oltre due anni (ero presente anch’io io in Consiglio Comunale come spettatore quando se ne discusse). Attaccare alla cieca l’amministrazione cittadina o la circoscrizione serve a poco, soprattutto finché le Circoscrizioni non avranno un vero decentramento, restando senza budget e con le mani legate».
«Il vero problema è un altro, ed è sotto gli occhi di tutti: esistono ordinanze chiare che vietano il transito dei mezzi pesanti dalle 7 alle 23. Eppure, vengono puntualmente calpestate – evidenzia – Il risultato? Strade distrutte, rumore insopportabile, pedoni e ciclisti in pericolo costante. Di chi è la colpa? Di chi non controlla.
Vedere una pattuglia della Polizia Municipale nella nostra zona è diventato molto raro. Perché non c’è un presidio fisso per far rispettare le regole? Siamo arrivati a questo punto per una totale assenza di programmazione. I residenti del Villaggio UNRRA pagano il prezzo di un quartiere trattato come zona di passaggio. Una situazione che rischia solo di peggiorare con l’ombra dei cantieri del Ponte sullo Stretto: se la nostra zona diventa solo una base logistica, la gente sarà costretta ad andarsene per disperazione. Inoltre, ritengo populista l’atteggiamento di chi fa la voce grossa denunciando il passaggio dei tir e non prende posizione sullo spettro del ponte come se fossero temi distanti tra loro».
«Sul fronte TIR al Villaggio Unrra in caso di elezione sarò inflessibile. Le regole vanno rispettate. Se un ipotetico presidio della Municipale non basterà, sono pronto a scendere in strada personalmente per bloccare i mezzi che transitano fuori orario. La politica non può più restare chiusa nei palazzi mentre i quartieri soffocano. La Circoscrizione deve tornare a essere lo scudo dei cittadini, lavorando fianco a fianco con associazioni e comitati, che sono le nostre vere sentinelle. Dobbiamo smettere di gestire le emergenze e iniziare a programmare. Dicono che qui la situazione sia destinata a rimanere così… e invece si può cambiare», conclude Carabellò.





