MESSINA. Mentre ancora non si spegne la discussione relativa alla destinazione dell’Ecce Homo acquistato dallo Stato nel febbraio scorso, viene fuori una nuova opera inedita attribuita ad Antonello. Un’opera che, in questo caso, potrebbe essere acquistata dalla Regione siciliana per destinarla a Messina, visto che, con molta probabilità, sarebbe stata realizzata in riva allo Stretto.

 

 

Si tratta di un Volto di giovane santo, stima 1-2 milioni di euro, che sarà messo all’asta il 16 giugno prossimo a Drourot dalla casa d’aste Ader. Il dipinto è stato presentato all’Hôtel Drouot giovedì 2 aprile, ma ancora la scheda relativa alla vendita non è stata pubblicata sul sito. Per questo motivo, gli unici elementi relativi all’opera si possono trarre da “Connaissance des arts”, che ha pubblicato la notizia fornendo alcuni particolari. Secondo quanto si legge, il dipinto “costituisce persino una vera scoperta: totalmente inedito, è stato attribuito ad Antonello da Messina (circa 1430-1479) dallo specialista dell’artista, lo storico dell’arte Mauro Lucco, autore della monografia di riferimento pubblicata da Hazan nel 2011[…] Lucco ha confermato l’idea dell’ex direttore del museo del Louvre Michel Laclotte […] che pensava il Volto di un giovane Santo della mano del maestro siciliano. Liberato dalle ridipinture e dagli strati di sporco dalla restauratrice Agnès Malpel, il quadro ha rivelato la qualità della sua esecuzione, il modellato così peculiare di Antonello e il verde profondo del colletto del suo abito. Alcune tracce di dorature sono inoltre riapparse nell’aureola che cinge il volto del santo”.
Il dipinto è in realtà un frammento. Si tratta di una tavola non parquettata in pannello di pino alta 30 cm, larga 21,5 cm e con uno spessone di 2,9 cm. Queste caratteristiche fanno pensare che sia “verosimilmente stato realizzato in Sicilia”. Secondo Mauro Lucco, “proverrebbe da un gonfalone, oggetto che, in Sicilia, non era una semplice bandiera ma una sorta di tabernacolo che presentava il volto di un santo, portato in processione”. Aggiunge lo studioso: “Si sa infatti che l’artista, al suo ritorno da Venezia sulla sua isola natale, aveva ricevuto la commissione di tre gonfaloni per delle chiese di Catania. Questo pannello sarebbe dunque stato dipinto verso il 1476-1477, da un Antonello allora al culmine della sua carriera. Quanto al santo rappresentato – scrive – l’assenza di attributo non permette di identificarlo con certezza. Ma la sua giovinezza e il suo abito civile lasciano supporre che potrebbe trattarsi di Lorenzo, diacono del papa Sisto II e martirizzato nel 258”.
Ma da dove proviene il Volto del giovane santo? “Acquisito sul mercato dell’arte a Marsiglia, potrebbe provenire dalla collezione di Auguste de Forbin, pittore, allievo di David e direttore del museo del Louvre dal 1816 al 1841”.
Non è la prima volta che un “Antonello” si affaccia sul mercato internazionale delle aste. Prima dell’Ecce Homo, acquisito fuori procedura dal Ministero della Cultura, nei 37 anni precedenti c’erano stati il Cristo alla colonna proveniente dalla Cook Collection e comprato dal Louvre nel 1992 e la piccola tavola bifronte (attribuita all’artista), acquistata dalla Regione siciliana per il Museo regionale di Messina nel 2003. A queste tre, si aggiungerebbe il Polittico oggi agli Uffizi di Firenze, composto da un San Benedetto comprato nel 1996 attraverso Finarte (destinato originariamente al Castello Sforzesco) e le parti fiorentine, giunte nelle collezioni statali con trattativa diretta da privati italiani, utilizzando il lascito Bardini.
Il Volto di giovane santo ha inevitabilmente destato l’attenzione degli Storici dell’arte. Così Grazia Musolino, già Dirigente unità operativa Museo Accascina di Messina, coordinatrice del Convegno e curatrice del recente catalogo “Messina città di Antonello”: “Dalla valutazione che possiamo fare esaminando la foto, e quindi da proporre con cautela, il dipinto appare di notevole qualità e di grande fascino per l’aurea malinconica di questo volto accattivante e perfetto che, nella morbidezza e nella costruzione dell’ovale, ricorda molto la fisionomia della Madonna Di San Cassiano, oggi a Vienna, e per alcuni aspetti , benché atteggiato diversamente, anche il San Sebastiano di Vienna. La figura di questo santo segna chiaramente la svolta dal mondo fiammingo a quello italiano ed in effetti, come correttamente proposto, va inserito proprio al culmine della maturità del maestro, con aspetti stilistici che saranno poi ripresi dai seguaci più talentuosi come, ad esempio, si può ravvisare nel bel viso della Madonna Arezzo di Salvo d’Antonio. Di particolare importanza il fatto del possibile collegamento dell’opera all’importante filone dei gonfaloni, arredi complessi e suggestivi in cui Antonello, con l’inserimento dei suoi piccoli quanto preziosi dipinti , dimostra da subito la sua abilità nel garantire figure a carattere sacro tipiche dell’ars nova , ed è per questo che con insistenza veniva richiesto dalla committenza religiosa messinese, devota ma capace di vedere la notevole e innovativa funzione delle raffigurazioni antonelliane come emerge dalla produzione dei suoi meravigliosi Ecce Homo”.
Giampaolo Chillè, anche lui Storico dell’arte, ha una sola titubanza: “Mi lascia un po’ perplesso che si possa trattare della parte vittoria (dipinta ndr) di un gonfalone, perché il santo non mostra alcun attributo che possa identificarlo. Dal punto di vista qualitativo – aggiunge – mi sembra Antonello con pochi margini di dubbio. Sono assolutamente favorevole all’acquisto, tanto più che la cifra è pienamente abbordabile”.
Per Gioacchino Barbera, l’ex direttore del Museo regionale di Messina che fu protagonista dell’acquisto del 2003, “la tavoletta è sicuramente di Antonello e, a occhio, molto vicina alla Pala di San Cassiano per la tipologia del viso, per gli occhi tondi e altri elementi”. “Sicuramente – spiega – si tratta di un’opera post 1473, data del Polittico di San Gregorio, se non del periodo veneziano”. Parlando dell’origine, Barbera ha gli stessi dubbi di Chillè: “A me sembra più il frammento di un polittico, perché l’immagine è troppo ravvicinata”,
Riguardo alla possibilità di acquistarlo, per l’ex direttore “il problema è il reperimento dei fondi, che devono essere maggiori della base d’asta per assicurare un buon range”. “Comunque – aggiunge – la Regione potrebbe fare come abbiamo fatto nel 2003 e come è stato fatto recentemente dal Ministero, ovvero procedere all’acquisto prima dell’asta”.
Infine, il parere di Roberto Cobianchi, ordinario di Storia dell’Arte medievale presso l’Ateneo di Messina: “Mi sembra un’opera notevole e condivido la proposta attributiva, pur con alcune riserve perché non l’ho visto dal vivo. Personalmente – spiega – non so esattamente perché Lucco proponga la provenienza da un gonfalone, visto che il soggetto e le misure non sono convincenti. Potrebbe trattarsi, invece, del frammento di un polittico. Si tratta, comunque, di un Antonello in fase matura”. E per quanto riguarda la possibilità di acquistarlo? “Certo, una cifra come questa è importante, ma la Regione – conclude – dovrebbe procedere, visto che cronologicamente l’opera potrebbe essere stata realizzata a Messina”.
A lanciare un appello per l’acquisto, l’artista Lelio Bonaccorso, impegnato recentemente in una battaglia per far tornare l’Archivio di Stato in città: “Quando il destino chiama con una seconda occasione, lasciarsela scappare è da stolti. Oltretutto l’opera attribuita ad Antonello da Messina, questa volta ha un prezzo molto inferiore e abbordabile anche per la Regione Siciliana. Lanciamo un appello all’Assessore regionale alla cultura e identità siciliana Francesco Scarpinato, affinché acquisisca quest’opera e la destini come sarebbe giusto al Museo Regionale Accascina. Propongo una raccolta firme. Chi ci sta?”.
Interviene in maniera ferma anche il consigliere comunale del Pd, Alessandro Russo: “La Regione Siciliana deve avviare immediatamente trattative con la casa d’aste francese per acquisire quell’opera e porla subito fuori dall’asta. Se il Ministero della Cultura ha deciso di spostare altrove l’altro Antonello da Messina qualche mese fa, la Regione Siciliana ha il dovere morale e politico di acquisirlo e riportarlo in Sicilia, a Messina. Questo si può fare. Ed è tempo che la politica, a Palermo come a Messina, distratta in queste settimane da pacchetti di voti e da cortesie elettorali varie, prenda immediatamente posizione e “salvi” questo preziosissimo ulteriore Antonello. Per quanto riguarda il mio ruolo di consigliere – avverte – sebbene agli sgoccioli, presenterò una mozione urgente al prossimo consiglio comunale utile per chiedere l’impegno della Regione a questo acquisto”.

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