MESSINA. Poco più del 2% del territorio messinese è a rischio di frane elevato o molto elevato: un’ottima notizia, a cui fa da contraltare il fatto che invece il 61% fa parte delle aree da tenere sotto controllo. Secondo le rilevazioni di Idrogeo, sul portale dell’ISPRA, infatti sui 213,12 km quadrati di area comunale 6,23 km quadrati sono a rischio frana elevato o molto elevato. La maggior parte del territorio a rischio corrisponde alle zone di Giampilieri e Altolia a sud, tra Acqualadrone e San Saba a nord e sul Peloritani tra Salice, Gesso e San Michele.

Ad avere una pericolosità media invece è il 2,4% del territorio che corrisponde principalmente alle colline in centro città come quelle nell’area di Bordonaro o sul Torrente Trapani. Percentuale più importante è quella che riguarda le “Aree Attenzione”, quasi la maggior parte della città: il 61,8%. Le uniche aree non classificate come in pericolo sono quelle sulla costa, che non sembrano neanche dagli scenari di alluvione sul lungo periodo.

A cosa sono dovuti questi dati? In un territorio altamente sismico come quello messinese tra le cause principali ci sono i terremoti (anche se minimi), uniti alla tipologia di terreno più o meno argilloso. Gli Appennini ad esempio sono composti da argille e rocce sedimentarie che in caso di piogge abbondanti possono perdere coesione. A questo si aggiunge l’intervento umano: oltre la deforestazione, un consumo di suolo, anche se minimo (ad esempio nelle aree a pericolosità molto elevata di edifici costruiti sono solo lo 0.3% de totale), altera tutti gli equilibri idrogeologici impedendo le infiltrazioni di acqua e aumentando la velocità del deflusso delle acque superficiali.

guest

0 Commenti
meno recente
più recente più votato
Inline Feedbacks
View all comments